pietà.
Con quell’arietta da bamboccio saputello che snocciola continuamente
battute per fare il simpatico, il sindaco fiorentino Matteo Renzi si
candida come testimonial ideale del raschio del fondo del barile. Se,
dopo quasi vent’anni di recital berlusconiano, il “nuovo” a sinistra
prende le sembianze di un politico che dice tutto quello che abbiamo già
sentito in trent’anni di egemonia liberal-liberista, allora il
berlusconismo ha vinto: è tutto uno show, il nuovo è già visto e
stravisto, alla fine della fiera l’importante è ossequiare il Privato e i
Mercati. E le parole d’ordine sono di una vuotezza cosmica: Europa,
futuro, merito. Mancava solo “felicità” e “benessere” e l’Ovvietà
diventava metafisica pura. La definizione perfetta del sindaco Pd di
Firenze, del resto, l’ha data il comico Crozza, sempre fulminante:
Renzi, il nulla che avanza.
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