Tra le molteplici caratteristiche del nostro tempo, vi è anche quella di essere un’epoca estremamente povera di pensiero. In Che cosa significa pensare?, Martin Heidegger scriveva che oggi “ciò che è massimamente da pensare” (das Bedenklichste)
è il fatto che non si pensa e che domina su tutta la linea una
sconcertante assenza di pensiero, coessenziale alle dinamiche
dell’odierna “notte del mondo”: essa rende tutti produttivi e non
pensanti, in modo che l’adesione alle logiche illogiche della
globalizzazione e del fare febbrile della tecnica sia incondizionata e
irriflessa.
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