Se ne va il 2013. Uno degli anni più
terribili degli ultimi tempi, con buona pace delle rassicuranti
retoriche di regime che, pur riconoscendone limiti e miserie, continuano
a sottolineare anche aspetti positivi e, naturalmente, possibilità per
il futuro. Non bisogna farsi illusioni. Il primo gesto di onestà, come
sapeva Louis Althusser, consiste sempre nel “non raccontar(si) storie”. E
non raccontarsi storie significa, in questo caso, riconoscere
apertamente che il 2013 è stato un anno di latitanza del conflitto e di
trionfo incontrastato del capitale.
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