che emigrino i nostri politici,per sempre.
Il recente trasferimento all’estero, a tempo indeterminato, di un
giovane amico che ha la sfortuna di fare il ricercatore mi ha ricordato
una volta di più l’orgoglio commosso, le ammonizioni celebratorie ed
altisonanti con cui la retorica immigrazionista è solita nel nostro
paese richiamarsi moralisticamente e quasi biblicamente (“perché anche
voi foste schiavi in terra d’Egitto”) alla storia dell’emigrazione
italiana.
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