Riciclare, ridurre, riutilizzare. Soprattutto ripensare. Alle tre R del movimento ambientalista si fa strada da qualche anno questa quarta R, non meno fondamentale. Ri-Indirizzare il proprio stile di vita,
provare a correggerlo in modo critico, distinguere le necessità basiche
da quelle superflue. Non significa ‘sacrificarsi’ o ‘rinunciare’ ma
cambiare sapendo che la qualità della vita migliorerà invece che
peggiorare. Da oltre 10 anni, ma con la crisi economica negli ultimi
anni ha avuto una spinta ulteriore, il movimento per la decrescita felice discute e promuove una vita piena al di fuori dello stile di vita consumista, mettendo in discussione l’attuale modello di sviluppo. L’obiettivo è una società equa, partecipata, sostenibile
superando un modello che oltre che economico – il consumismo e i
derivati del liberismo – è anche culturale e investe la pratica della
vita. L’Italia con tante iniziative spontanee, è anche un cantiere di decrescita, in cui la cittadinanza sperimenta continuamente e attivamente un’economia alternativa.
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http://decrescitafelice.it/2014/01/ri-pensare-lo-stile-di-vita-la-decrescita-felice/#

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