analisi ineccepibile.
Se Totò e Peppino, ai loro tempi erano
divisi a Berlino, a causa di un muro mai abbastanza rimpianto, Renzi e
Merkel ci sono parsi uniti sempre a Berlino, in letizia e relativa
concordia. Sì, perché il “golden boy” del collaborazionismo nostrano se
n’è andato in visita proprio là, nella tana del lupo posthitleriana. I
crucchi gli hanno tributato persino gli onori militari, nonostante il
disprezzo che covano per gli italiani e gli altri mediterranei. Angela
Merkel, che se ne frega di quanto sangue costeranno le riforme in
Italia, dice d’essere rimasta veramente impressionata, trattandosi di un
cambiamento strutturale. Se ben ricordate, quando Monti ci massacrava
con le controriforme, la Merkel dichiarava che era un piacere “lavorare”
con Mario.
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