I risultati della recente consultazione
elettorale sembrano non lasciar dubbio. A farla da padrone, stavolta,
sono stati loro, i tanto temuti populismi, con il loro carico di
rabbia, dubbi, (euro) scetticismo, disincanto e voglia di rivalsa.
Mezza Europa ha visto l’ascesa di gruppi ispirati dal nume
euroscettico, in varie salse e versioni. Si va dal neofascismo
dell’ellenica “Alba Dorata” e dell’ungherese “Jobbik”, al nazional
populismo del Front di Marine Le Pen ed a quello olandese, svedese e
danese, passando attraverso il liberal-populismo dell’FPO austriaco ed a
quello di vari paesi dell’Europa Orientale, come quello polacco, sino
al nostrano regionalismo populista della Lega ed alla confusa nebula
penta stellata, ove mille e cento rivendicazioni si affastellano in uno
strano soggetto politico, tutto coniugato all’insegna del carisma di
Grillo.
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