Settant’anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e venticinque
dopo la caduta del muro di Berlino, la Germania è un’altra volta
vittima dello “sturm-und-drang”, ma stavolta non è quasi percepito né ad
occidente né ad oriente.
Senza scacciare seriamente i luoghi comuni è impossibile capire
quello che potrebbe essere interpretato come un nuovo e discreto
tentativo tedesco di raggiungere una posizione di egemonia.
Al contrario da quanto viene propagandato dai centri di pensiero USA,
Berlino, governata dalla cancelliera Angela Merkel, non è un mediatore
tra l’egemonia statunitense e l’ “aggressiva” Russia.
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