Il teorico della decrescita felice interviene al Bergamo
Festival: "Il libero scambio è come la libera volpe nel libero pollaio".
E poi critica l'Expo: "E' la vittoria delle multinazionali, non certo
dei produttori. Serve un passo indietro, siamo ossessionati
dall'accumulo e dai numeri"
"La globalizzazione è mercificazione". Peggio: "Il libero scambio è
come la libera volpe nel libero pollaio". E ancora: "L'Expo è la
vittoria delle multinazionali, non certo dei produttori". Serge
Latouche, francese, classe 1940, è l'economista-filosofo teorico della
decrescita felice, dell'abbondanza frugale "che serve a costruire una
società solidale". Un'idea maturata anni fa in Laos, "dove non esiste
un'economia capitalistica, all'insegna della crescita, eppure la gente
vive serena".
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