Entrambi i profili vantano un solido curriculum di dichiarazioni accomodanti, spegnendo gli entusiasmi di chi sperava in una stretta monetaria imminente.In entrambi i casi, i commenti rilasciati dai candidati negli ultimi anni hanno mostrato una chiara propensione verso il mantenimento di una politica monetaria espansiva.
Dopotutto, un po’ di sana tolleranza verso i tassi bassi per sostenere la crescita è una dinamica tipicamente keynesiana che i governi tendono ad apprezzare molto più del rigore accademico dei banchieri centrali.
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