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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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sabato 26 settembre 2026

Benzina e diesel, scatta il tetto Eni: sconto d’urgenza sui carburanti, ma la rete rischia il collasso


 Eni congela i prezzi alla pompa: benzina a 1,99€ e gasolio a 2,19€. Ma la corsa al risparmio mette sotto stress cisterne e raffinazione.

C’è però un possibile problema: quando si applica un freno artificiale ai prezzi senza toccare le accise o il costo della materia prima all’origine, la fisica dei mercati presenta subito il conto.

Creando un’oasi di convenienza rispetto alla concorrenza, automobilisti e autotrasportatori si riverseranno in massa presso i distributori a marchio del Cane a Sei Zampe.

La rete stradale di Enilive finirà sotto una pressione formidabile: le cisterne dovranno viaggiare a ciclo continuo per evitare il classico cartello “carburante esaurito” sulle colonnine più trafficate. 

In Francia Total, che ha contenuto i prezzi rispetto ai concorrenti, si è trovata con molte stazioni di servizio in esaurimento.🤔

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https://scenarieconomici.it/benzina-e-diesel-scatta-il-tetto-eni-sconto-durgenza-sui-carburanti-ma-la-rete-rischia-il-collasso/


domenica 15 marzo 2026

Meta e il conto salato dell’Intelligenza Artificiale: in arrivo tagli fino al 20% del personale


 Meta pianifica il licenziamento del 20% del personale per finanziare 600 miliardi di investimenti nell’Intelligenza Artificiale, nonostante i recenti flop tecnici dei suoi nuovi modelli.

se tutti licenziano per sostituire i lavoratori con l’Intelligenza Artificiale, chi avrà il reddito necessario per acquistare i prodotti e i servizi finali di queste stesse aziende? Nel frattempo, i dipendenti di Meta attendono di capire l’entità esatta di questa ennesima, amara, cura dimagrante.🤔🤷‍♂️

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https://scenarieconomici.it/meta-e-il-conto-salato-dellintelligenza-artificiale-in-arrivo-tagli-fino-al-20-del-personale/

venerdì 12 maggio 2023

La rivoluzione Green ha un enorme problema di inquinamento ambientale

 

Le energie rinnovabili sono sempre più diffuse in nome della salvezza dell’ambiente e del pianeta, ma questa avanzata non è senza ricadute, ironicamente, proprio per la sostenibilità.

Il problema è collegato proprio alle strutture utilizzate per l’ottenimento di queste energie, come le turbine eoliche e i pannelli solari.  Questi prodotti contengono molti materiali che rappresentano un pericolo significativo per l’ambiente, tra cui metalli tossici, petrolio e fibra di vetro.

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https://scenarieconomici.it/la-rivoluzione-green-ha-un-enorme-problema-di-inquinamento-ambientale/

martedì 29 marzo 2022

IL PROGETTO BARTERFLY PER OPPORSI ALLA DISTRUZIONE CREATIVA

 

Oggi abbiamo il piacere di chiacchierare con il dott. Guido Grossi, giurista esperto di banche e finanza, che da anni è in prima linea per spiegare come il sistema finanziario odierno schiaccia le economie reali delle nazioni e assoggetta i cittadini.

Laureatosi in giurisprudenza, il dott. Grossi dal 1981 al 2007 ha lavorato presso la Banca Nazionale del Lavoro (BNL), da cui ha dato successivamente le dimissioni quando è stata acquisita dal gruppo francese BNP Paribas. Successivamente ha iniziato a lavorare ad una serie di progetti volti a contrastare il dilagare della finanza speculativa che, come ci spiegherà, è lo strumento utilizzato dai poteri sovranazionali per soggiogare i cittadini e mettere sotto scacco gli Stati.

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https://comedonchisciotte.org/cdc-incontra-dott-guido-grossi-il-progetto-barterfly-per-opporsi-alla-distruzione-creativa/

domenica 30 gennaio 2022

Italia seconda al mondo dopo il Canada nella lotta allo spreco alimentare

 

Gli sforzi più recenti dell’Italia
sono stati premiati: siamo il se-
condo Paese più virtuoso al mon-
do, dopo il Canada, nella lotta allo
spreco alimentare. A certificarlo
è l’edizione 2021 del Food sustai-
nability index, l’indice di sosten-
bilità alimentare elaborato dalla
Fondazione Barilla insieme con
Economist Impact. La classifica
prende in esame il nesso cibo-sa-
lute-ambiente in 78 Paesi, che in-
sieme rappresentano oltre il 92%
del Pil e della popolazione mon-
diale. E quest’anno ci vede tra le
realtà più attente.
A livello domestico, lo spreco
alimentare pro capite annuo in
Italia è di circa 67 chili, quello nella
ristorazione di 26 Kg quello nella
distribuzione di 4: è il dato più
basso registrato tra i Paesi analiz-
zati dall’indice. A questo, vanno
sommate le perdite di cibo lungo
la filiera, che da noi ammontano al
2% di quanto viene prodotto.
«L’Italia - sostiene Marta Antonel-
li, direttrice della ricerca della
Fondazione Barilla - è sulla buona
strada nella lotta allo spreco ali-
mentare, che a livello globale ri-
guarda un terzo del cibo prodotto,
e possiamo essere presi come rife-
rimento dal resto del mondo. Me-
rito anche di iniziative come la
Legge Gadda che ha facilitato, an-
che tramite agevolazioni fiscali, la
donazione delle eccedenze ali-
mentari alle Onlus». Questo inter-
vento normativo, riconosciuto co-
me best practice a livello mondia-
le, già nel suo primo anno di en-
trata in vigore (2016-2017) ha visto
aumentare le donazioni di cibo al-
le Onlus del 21%.
Per quanto riguarda gli altri
indicatori analizzati dal Food su-
stainability index, particolar-
mente buoni risultano i dati rela-
tivi alla qualità della vita, cioè al-
l’impatto del cibo sulla salute: a
livello europeo, con lo score di 86
siamo dopo Francia e Spagna, ma prima della Germania. Anche

l’aspettativa di vita in Italia è
piuttosto alta: quella alla nascita
è di 83,2 anni, mentre l’aspettati-
va di vita in salute è di 71,9 anni.
La mortalità da malattie non tra-
smissibili è di 235,6 abitanti ogni
100mila, uno dei dati più bassi tra
quelli di tutti i Paesi analizzati.
Sui temi nutrizionali, in generale,
appare forte l’impegno del nostro
Paese nel promuovere un’ali-
mentazione sana e sostenibile.
Quanto al terzo pilastro dell’in-
dice, quello che ha a che fare con
l’agricoltura sostenibile, l’Italia
deve invece migliorare ancora.
Come per molti Paesi del Mediter-
raneo, la pressione sulle risorse di
acqua di superficie e di falda per la
produzione alimentare è piuttosto
alta: per questo il nostro punteg-
gio oggi è al di sotto della media
mondiale. Molto dipenderà da
quanto sapremo tradurre in realtà
i progetti per l’irrigazione soste-
nibile contenuti nel Pnrr.
In agricoltura sostenibile, il Fo-
od sustainability index dimostra
che ovunque esistono ancora ampi
margini di miglioramento: per
esempio, meno del 50% di tutti i
Paesi analizzati stanno inserendo
il tema dei cambiamenti climatici
nelle loro politiche. I Paesi con i ri-
sultati migliori in questo pilastro
includono Finlandia, Estonia, Au-
stria, Tanzania e Svezia.
Giappone, Svezia, Danimarca,
Francia e Cina sono invece i primi
cinque Paesi con le migliori per-
formance nell’affrontare le sfide
nutrizionali, dalla carenza di nu-
trienti alle aspettative di vita. Per
i ricercatori della Fondazione Ba-
rilla, questa è probabilmente
l’area che più mette in luce le dif-
ferenze di reddito tra i Paesi: 19 dei
20 Paesi con i migliori risultati so-
no infatti Paesi ad alto reddito, in
cui le diete sane e sostenibili sono
economicamente accessibili alla
popolazione. Tuttavia, solo 7 di
questi 19 includono l’aspetto della
sostenibilità della dieta nelle linee
guida alimentari nazionali.

giovedì 23 dicembre 2021

Il governo cede ai partiti sul Superbonus

 

 Continua la corsa a ostacoli verso l’ap p rovazione della legge di bilancio entro fine anno. Ieri si è risolto il nodo Superbonus 110%, che aveva bloccato i lavori in commissione Bilancio al Senato, facendo arrivare finalmente il testo in Aula. Lo stallo si era venuto a creare perché nella notte tra lunedì e martedì la maggioranza ha voluto prendersi del tempo per esaminare l’emendamento riformulato, dato che si temeva che il testo non rispettasse quanto concordato con il governo. Il decalage e il teleriscaldamento erano i due nodi principali che hanno tenuto in stand by il testo riscritto. Nella giornata di ieri si è però sbloccata la situazione con l’ap prova z io n e in commissione Bilancio al Senato dell’emendamento, che tra l’altro prevede la cancellazione dell’Isee per le villette, cavallo di battaglia dei grillini. Non a caso Giuseppe Conte ha esultato: «Ci siamo battuti senza risparmio e lo abbiamo ottenuto: eliminati gli ultimi paletti Isee alla proroga del Superbonus ideato dal Movimento 5 s te l l e » . «I proprietari delle case unifamiliari avranno più tempo, fino a tutto il 2022 per usufruire del Superbonus. Eliminata anche la norma che prevedeva un tetto Isee di 25.000 che era una misura davvero iniqua. Molto bene anche l’i n c lu s io n e nel Superbonus delle abitazioni servite dal teleriscaldamento», ha detto il senatore di Forza Italia, Adriano Paroli. «Certo se fosse stata accolta la nostra proposta di decalage del peso del bonus anche per gli anni 2023 e seguenti saremmo stati più soddisfatti perché si sarebbe potuto offrire la possibilità di programmare meglio e con più certezza gli interventi. Al momento ci accontentiamo ma ritorneremo a riproporre il decalage non appena possibile». Sempre lato Superbonus, è stata prorogata la misura fino al 2025 per gli interventi edilizi nelle aree colpite dal terremoto negli ultimi anni. È stato poi approvato anche un bonus mobili più generoso per il 2022. La maggioranza e il governo hanno infatti deciso di riformulare l’emendamen - to prevedendo che il tetto di spesa, in base al quale è calcolata la detrazione del 50%, salga da 5 a 10.000 euro solo per l’anno prossimo. Nel 2023 e nel 2024 tornerà invece il limite di 5.000 euro. Arriva poi un fondo da 10 milioni per il 2022 per cercare di aiutare i proprietari di case che non ricevono più l’a f f i tto. Emendamento approvato, anche se con qualche remora, dal presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, che su Twitter ha scritto: «Un emendamento alla manovra prevede l’istituzione di un fondo in favore dei proprietari vittime del blocco degli sfratti varato ormai 643 giorni fa. L’entità è molto ridotta e il sistema è complicato. Di buono c’è il principio». C’è poi tutta la questione legata alle cartelle esattoriali. Il governo ha dunque deciso di prorogare i tempi di pagamento delle bollette fiscali del primo trimestre del 2022 a 180 giorni invece dei soliti 60. Sempre nel testo approvato in commissione Bilancio si è deciso lo stop alla tassa per l’oc - cupazione di spazi e aree pubbliche (Tosap) sia per i commercianti sia per gli ambulanti per tutto l’anno prossimo. Estesa anche l’Ape social per gli edili e i ceramisti che potranno andare in pensione a 63 anni con 32 di contributi. Confermato poi lo stanziamento di 8 miliardi per il taglio delle tasse. L’Irpef è stata ridisegnata su quattro scaglioni (23% per i redditi da 0 a 15.000 euro, 25% da 15.00,01 a 28.000, 35% da 28.000,01 a 50.000, da 50.000,01 43%). Riscritte anche le detrazioni e deduzioni fiscali con una clausola per cercare di preservare i redditi bassi. Sempre nel pacchetto del taglio delle tasse c’è la cancellazione dell’Irap (fondi destinati 1 miliardo) per 835.000 autonomi. Per quanto riguarda le bollette e i rincari di gas ed elettricità previsti per il 2022, il governo ha confermato l’azzeramento degli oneri generali di sistema applicato sia alle utenze elettriche domestiche sia non a bassa tensione (potenza fino a 16,5 Kw) Per il gas è stata prevista la riduzione dell’Iva dal 10 al 5% per tutti i contribuenti e l’an - nullamento degli oneri generali di sistema per le bollette dei domestici e non. A queste misure si è anche aggiunta la possibilità di rateizzare le somme. Le famiglie potranno dunque scaglionare il pagamento della bolletta del gas e della luce da gennaio ad aprile dell’anno prossimo nel caso si dovessero trovare in difficoltà economica. Ok anche alla misura contro le delocalizzazioni che finisce in manovra e prevede una sanzione pari al doppio del contributo di licenziamento se l’azienda non presenta il piano per la delocalizzazione o se mancano gli elementi previsti, come la gestione di eventuali esuberi. La manovra, secondo il calendario uscito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio di ieri, dovrebbe essere approvata tra il 23 e il 24 dicembre in Senato, per poi passare all’esame dell’Aul a della Camera il 28 dicembre con l’avvio di una discussione generale. Secondo la conferenza i lavori potrebbero proseguire anche nelle giornate del 29, 30 e 31 dicembre. C’è però anche l’ipotesi, non remota, che il governo possa mettere la fiducia per evitare di tirare la discussione troppo per le lunghe, scongiurando così il rischio dell’e se rc iz io p rov v i s o r io.

lunedì 4 ottobre 2021

Green pass: il 15 ottobre si rischia l’Apocalisse Logistica: ci mancherà il 35% degli autotrasportatori, ma il Governo fa finta di nulla

 

Oggi La Verità conferma un dubbio che ci era sorto negli scorsi giorni. siamo sicuri che tutti i lavoratori, in tutti i settori, avranno il Green Pass per il 15 ottobre e continueranno a lavorare? Un dubbio più che legittimo e che, curiosamente, pare abbiamo avuto solo noi e pochissimi altri, fra cui la sempre ottima La Verità.

Il quotidiano di Belpietro intervista Alessandro larghezza, responsabile di Confetra Liguria, Confederazione Italiana dei Trasporti e della Logistica: al 15 ottobre mancheranno un altro 15% di autotrasportati che non ha il Green pass e che, questo punto, non lo vuole fare, anche lavoratori che provengono dall’est Europa e che quindi facilmente potranno ricollocarsi nei paesi in cui non viene richiesto. A questo si aggiunge una carenza strutturale ed endemica di camionisti, che ormai è giunta al 20%. quindi dal quindi ottobre verranno a mancare il 35% dei camionisti.

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https://scenarieconomici.it/hgreen-pass-il-15-ottobre-si-rischia-lapocalisse-logistica-ci-manchera-il-35-degli-autotrasportatori-ma-il-governo-fa-finta-di-nulla/

venerdì 14 maggio 2021

Tesla sospende i pagamenti in BTC perchè.. “Consumano troppa energia”. Sarà vero?

 

Dopo aver annunciato l’intenzione di accettare il pagamento per le auto di Tesla in bitcoin a febbraio, il CEO di Tesla Elon Musk ha appena comunicato  tramite tweet che la società sospenderà i pagamenti in bitcoin per preoccupazioni sull’impatto ambientale.

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https://scenarieconomici.it/tesla-sospende-i-pagamenti-in-btc-perche-consumano-troppa-energia-sara-vero/

martedì 16 febbraio 2021

Il paradosso della produttività

 

Il paradosso è che l’aumento della produttività distrugge la produzione.

Come illustra bene Fabio Di Lenola, del CSEPI (Centro Studi Economici per il Pieno Impiego) in questo articolo per CDC dal titolo “Il mito della produttività” https://comedonchisciotte.org/il-mito-della-produttivita/, l’aumento della produttività è un mito del neoliberismo, perché si accompagna all’idea che in un regime di libero mercato, abbassando i prezzi dei beni e servizi prodotti, si possa aumentare la capacità del sistema economico di soddisfare i bisogni individuali e collettivi.

LEGGI TUTTO:

https://comedonchisciotte.org/il-paradosso-della-produttivita/

martedì 14 gennaio 2020

Esuberi & rottamazioni …che fare? (seconda parte)

Che fare? Non è il lavoro che manca. Verso una economia postcapitalista
Accanto ai reali vincoli economici di cui sopra, luoghi comuni assai diffusi attribuiscono la mancanza di lavoro a tutta una serie di fattori. Il lavoro mancherebbe perché:
  1. l’automazione dei processi produttivi incorporando il lavoro nelle macchine, sempre più intelligenti, espelle forza lavoro;
  2. il costo del lavoro è troppo alto;
  3. la competizione con gli immigrati sul mercato del lavoro toglie agli italiani il poco lavoro rimasto;
  4. il lavoro manca perché non abbiamo soldi per remunerarlo
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venerdì 26 luglio 2019

DRAGHI: BENVENUTI NEL NUOVO DECENNIO PERDUTO!

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Ieri Mario Draghi aveva una brutta cera, una pessima cera, non deve essere stato facile ammettere di aver fallito l’unico obiettivo che la BCE ha in questa immensa crisi, la stabilità dei prezzi.
Inoltre è stato costretto a deludere i suoi pargoli, niente taglio degli interessi e niente avvio immediato del QE infinity, bisogna attendere altri dati, si magari bisogna attendere che l’indice manifatturieri vada a 30 per poi scatenare l’inferno.
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giovedì 4 luglio 2019

La trappola ideologica del debito, uno strumento di dominio



L'enfasi sul debito pubblico non mira alla stabilità finanziaria dei paesi, bensì ad impedire politiche di spesa che contrastino l'ideologia dell'austerità e a favorire deregolamentazione del lavoro, privatizzazione dei servizi pubblici e sottrazione di democrazia. Pubblichiamo la prefazione di Marco Bersani al volume “Il sistema. Storia del debito sovrano e del suo ripudio” di Eric Toussaint, in questi giorni in libreria per Bordeaux edizioni.
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http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-trappola-ideologica-del-debito-come-strumento-di-dominio/

mercoledì 2 gennaio 2019

La guerra al contante



Nel momento in cui ogni battitura sulla tastiera diventa parte del registro permanente di ciascuno, quando dispositivi elettronici tracciano ogni mossa di chiunque, la possibilità di pagare in contanti per una transazione finanziaria potrebbe essere il solo atto non schedato possibile, a meno che, ovviamente, non sia stato registrato da una delle onnipresenti videocamere di sicurezza.  Ma ovunque ci sono segni che anche per quest’ultima libertà sia stato pianificato l’oblio. Da molte parti sembra che si converga verso un sistema monetario globale nel quale ogni compravendita, dal castello alle caramelle, sarà registrata all’interno del crescente archivio di ogni individuo. Il trucco è stato preparare il pubblico un passo alla volta, alla maniera delle rane bollite in acqua riscaldata gradualmente.
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https://comedonchisciotte.org/la-guerra-al-contante/

venerdì 28 dicembre 2018

Vivere positivo

comedonchisciotte controinformazione alternativa cambiamento

Cosa significa vivere positivo?
Vivere in modo positivo significa non comportarsi stupidamente.
Cioè il contrario di ciò che fanno gli esseri umani, che troppo spesso si comportano stupidamente..
Tutti, me compreso.
La nostra stupidità è talmente diffusa all’interno delle nostre azioni quotidiane, che non ce ne rendiamo neanche conto, ed agiamo automaticamente seguendo questo istinto primordiale e deleterio.
Gli esempi possono essere infiniti.
Immaginiamo di scrivere un libro che ha questo titolo:
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venerdì 27 gennaio 2017

Il bivio

don t panic organise

L’anno che verrà porterà una serie di cambiamenti, anche se continuasse la politica dell’austerità imposta dall’élite attuale. Oltre ai limiti dello sviluppo, siamo giunti ai limiti della pazienza ed ai limiti della sopravvivenza quotidiana.
La scelta volontaria di vivere diversamente dagli schemi mentali imposti dal potere attuale si fa sempre più diffusa. Aumentano i cittadini sani, quelli che decidono di cambiare stile di vita ed optano ad un ritorno al buon senso. Aumenta la crisi di nervi dei cittadini non sani, quelli che rimangono nell’obsoleto paradigma culturale e che continuano a servire il sistema attuale. Fuori dalla crisi di nervi, accelerata dall’insicurezza economica, gli abitanti riscoprono le opportunità suggerite anche dalle proposte del Movimento per la Decrescita Felice che ha la virtù di mettere insieme tutte quelle categorie di persone che ritengono prioritario il benessere delle persone, l’uomo al centro della polis.
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Tecnologie del buon senso.

occhio avatar

Idrocarburi addio? Nel periodo del “picco del petrolio“, non ci sono più dubbi o incertezze, l’epoca che finisce lascia spazio all’impiego in larga scala alle tecnologie nascoste per circa un secolo. I brevetti di Tesla e le relative evoluzioni sono l’esempio più noto di come si possa migliorare l’esistenza di interi popoli. Pensate che l’industria automobilistica vende a caro prezzo auto elettriche già obsolete, poiché è tecnicamente possibile avere mezzi di trasporto molto più efficienti e migliori. La cultura occidentale come noi la vediamo oggi cambierà stile di vita. Un esempio? La mobilità: un italiano, in Cina, testa una batteria che con una sola carica spinge un auto per ben ottocento chilometri, 800 km. Le biciclette di oggi, pedelec, montano motori elettrici che aiutano a superare salite senza sudare. L’uso dei motori elettrici cancella i costi del carburante e le ricariche possono essere effettuate con le fonti alternative. In Europa, per rendere un favore a qualcuno, si sono diffusi gli obsoleti treni ad alta velocità, mentre Cina e Giappone hanno sviluppato la tecnologia del treno a levitazione magnetica, più efficiente e sicuro.
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https://peppecarpentieri.wordpress.com/2013/01/06/tecnologie-del-buon-senso/

Politica industriale

La politica delle risorse sostituirà l’obsoleta religione della crescita infinita, ossia il neoliberismo. L’Italia sembra essere un paese saccheggiato e colonizzato da un’élite degenerata che ha teleguidato una classe dirigente psico programmata per accentrare poteri e ricchezze virtuali nelle mani di pochi. Alla luce dei disastri attuali prodotti da trent’anni di politiche sbagliate, oggi esiste l’opportunità di cambiare grazie all’impiego di nuove strategie e nuove tecnologie che consentono una migliore distribuzione delle ricchezza reale ed applicare un minimo di democrazia economica.
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https://peppecarpentieri.wordpress.com/2013/02/15/politica-industriale/

Decrescita e lavoro

la decrescita equilibrio rapporto attività e auto produzioni

La fine dell’industrialismo in Europa, in corso d’opera da circa un trentennio, produce diversi effetti: dalla trasformazione dei luoghi urbani fino ai rapporti “sociali” poiché la fine del lavoro salariato non è sostituito con nuova occupazione utile. La ricetta proposta da tutte le forze politiche che controllano le istituzioni è nota: la crescita. Sono almeno trent’anni che i media ripetono gli stessi slogan che non generano effetti positivi per il semplice motivo che la crescita è la causa della disgregazione sociale che subisce il mondo occidentale costruito sull’ideologia del capitalismo.
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https://peppecarpentieri.wordpress.com/2015/11/27/decrescita-e-lavoro2/

Cancellare il precariato, si può fare!



Come ho scritto diverse volte per vivere da esseri umani bisogna cambiare paradigma culturale ed anche sul tema del lavoro è necessario ribaltare schemi mentali obsoleti e sbagliati che hanno distrutto la società. Negli ultimi decenni abbiamo assistito alla cronicizzazione dei livelli di disoccupazione e l’introduzione del precariato.
Per introdurre forme legalizzate di schiavitù la scusa dei Governi, sotto dettatura delle SpA, è stata la ripetizione ossessiva nei media e nelle scuole circa un dogma religioso: “aumentare la competitività nei mercati globali“, etc.
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La fine e l’inizio



Siamo a cavallo di un’epoca storica e stiamo assistendo a cambiamenti politici, sociali, culturali ed economici nuovi e straordinari. Una religione – neoliberismo – sta morendo, essa implode (PIL, petrolio, espansione monetaria) da sola mentre un’altra potrebbe nascere. Il clima di incertezza che vivono i popoli è direttamente proporzionale al loro grado di coscienza, più i popoli sono apatici e disinformati maggiore è l’insicurezza, più c’è resilienza minore è l’insicurezza con la possibilità di progettare nuove comunità. L’accesso a internet offre una straordinaria opportunità ai popoli connessi: conoscere le esperienze altrui e prevedere scenari a seconda del grado di conoscenze acquisite.
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https://peppecarpentieri.wordpress.com/2012/09/12/la-fine-e-linizio/