STUPIDA RAZZA

martedì 31 marzo 2015

IMPARIAMO AD INFORMARCI IN TEMPI MODERNI

Che altro deve succedere perché’ la mia generazione scenda in piazza e faccia una rivoluzione? E pure basta guardare la tassazione, la disoccupazione (ed in particolare quella giovanile ), il precariato, il deficit democratico delle istituzioni europee, la violenta politica imperialista dei paesi NATO (Yugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, e Ucraina sono le medaglie insanguinate che portiamo al petto) per rendersi conto che la società sta regredendo e l’Europa ha preso una svolta di tipo autoritario sia pure nascosta dagli specchi di istituzioni internazionali para massoniche al servizio di forze reazionarie; la gente non lo capisce o se ne frega?
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 http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=14854

IL TUO DENARO, LA TUA VITA

Non è mai accaduto niente di simile nella Storia del Mondo.   Sotto gli occhi di tutti, e a spese di tutti, i governi continuano a razziare ingenti ricchezze per arricchire i responsabili dei più efferati crimini e nefandezze economico-finanziarie.
Prima c’era la TARP.  Come pretesto per arginare le turbolenze nel mercato azionario dopo il collasso di Lehman Brothers nel settembre 2008, il presidente George W. Bush approvò solo un mese dopo il Troubled Asset Relief Program

Il piano permise al Tesoro degli Stati Uniti di assicurare $ 700 miliardi di dollari di "beni in difficoltà," un eufemismo che in realtà significa coprire le nefandezze finanziarie commesse dalle grandi banche e dai grandi  speculatori di Wall Street.
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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=14853

GLI STATI UNITI RISCHIANO DI COMMETTERE UN TRAGICO ERRORE TRATTANDO LA CINA COME UN NEMICO

La diplomazia pasticciata dell'Amministrazione Obama sta costringendo la Gran Bretagna e gli alleati più stretti a dover scegliere fra Stati Uniti e Cina. Gli Stati Uniti hanno gestito la loro diplomazia economica con una miopia sconcertante.
Il tentativo del Tesoro statunitense di paralizzare l'Asian Infrastructure Investment Bank [AIIB], prima ancora che questa “arrivi a terra”, è chiaramente intesa a scongiurare l’ascesa della Cina come superpotenza finanziaria rivale, quali che siano le faux-pieties di Washington riguardo gli standards di governo [di quel paese].
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sabato 28 marzo 2015

CONTROPROPOSTA A POLETTI: ALLUNGARE A 3 MESI ANCHE LE VACANZE DEGLI ADULTI

questi stanno delirando di brutto.
La dichiarazione del ministro Giuliano Poletti in merito al tema delle vacanze scolastiche da ridurre per permettere dei corsi di formazione al lavoro è passata quasi inosservata, il commento più pertinente può essere segnalato in quello che ha detto il comico Maurizio Crozza, ieri sera, durante la trasmissione Ballarò, e il che è tutto dire. Eppure le parole del ministro bastano, da sole, anche a comprendere in che razza di mondo ci siamo ficcati e come, proprio il governo Renzi del quale Poletti fa parte, intende indirizzare la società italiana.
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 http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=14839

Partito Comunitarista Europeo: potrà crescere?


Ormai siamo in tanti a dichiarare la necessità di un superamento della vecchia dicotomia fra destra e sinistra. Voler essere “di destra” “di sinistra” è diventato quasi un luogo comune.
In fondo ha più senso una contrapposizione che metta di fronte, su opposte barricate, liberisti e statalisti. Da una parte, quella liberista, troveremmo i fautori del mercato, della libera iniziativa, dei diritti dell’individuo, essendo lo Stato soltanto garante della legalità. Dall’altra parte troveremmo i fautori di un’economia regolata e programmata dai poteri pubblici, al fine di una più giusta distribuzione del reddito, e i favorevoli a una funzione “pedagogica” dello Stato. Faremmo così scoperte sorprendenti, dovendosi collocare, sul versante liberista, liberal-conservatori, liberal-democratici, e perfino anarchici. Ancora più sorprendentemente troveremmo dall’altra parte delle barricate keynesiani, comunisti, socialisti e fascisti.
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Dobbiamo scegliere tra la nostra economia e il nostro futuro

Dimenticatevi Davos . E’ ora che un movimento sociale metta pressione al governo e imprese a dare priorita’ alla qualita della vita piuttosto che alla crescita economica .
Il nuovo anno e’ appena iniziato e siamo gia’ stati inondati da notizie orribili: due nuove relazioni hanno raccolto altra evidenza che l’attivita economica (umana) mette a rischio la vita sulla terra , un altra che ci ha scioccato con il fatto che le 85 persone piu’ ricche del mondo hanno lo stesso patrimonio del 50% della popolazione mondiale piu’ povera – e il divario si sta ancora allargando.Per non menzionare i brutali attacchi agli uffici di Charlie hebdo , le continue guerre e conflitti in Medio Oriente e Ucraina e la devastante situazione dei rifugiati.

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 http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=50698

Ritorna in auge Sarkozy. E c’è chi se ne rallegra

Un “sospirino” di sollievo: è quello che hanno tirato i sostenitori dello status quo, dagli attori della politica alle comparse-claque dell’elettorato che gli dà retta, davanti ai risultati delle votazioni dipartimentali che si sono svolte in Francia domenica scorsa. A rassicurarli, almeno per il momento, è bastato il fatto che il Front National di Marine Le Pen non abbia compiuto l’ulteriore e temutissimo balzo in avanti, che nelle intenzioni della stessa Le Pen significava superare il 30 per cento.
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 http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=50699

Il salvataggio della finanza americana sulle spalle dell’intero pianeta


La crisi che ha dilaniato e dilania il mondo è nata negli Usa, è cosa universalmente nota; lo è meno il fatto che Wall Street, che ne è all’origine, ne abbia fatto pagare l’intero prezzo al resto dell’umanità e si sia arricchita sfacciatamente sui disastri causati dalla sua sfrenata avidità. Ma andiamo con ordine.
Nel 2008, lo scoppio della bolla speculativa dei mutui subprime, unito alle folli spese generate dalle guerre scellerate dell’era Bush, avevano fatto preconizzare a molti un tramonto del predominio del dollaro e dell’economia statunitense sul globo; una logica considerazione a guardare i dati spaventosi di quei giorni, che però non teneva conto dei fattori geopolitici.
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La guerra delle petrovalute

La segretaria di Stato Hillary Clinton, nel 2007 chiese all’ex-primo ministro australiano Kevin Rudd “come imporsi ai propri banchieri?”, preoccupata per i crescenti potere e presa della Cina sulle finanze USA, e secondo Wikileaks Rudd disse a Clinton di usare la forza come ultima risorsa. I cinesi si fidano degli USA? Da superpotenze, sono diffidenti. Per gli USA è sempre stata questione di affari, non di amicizia o interesse altrui, ma dei propri. Ciò è comprensibile. Sull’arroganza statunitense, una volta lessi da qualche parte che tale arroganza era piovuta dall’eroe greco di qualche tragedia classica.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=50705

mercoledì 25 marzo 2015

collasso o nuovo rinascimento ?




 
N.B.: le parole sottolineate sono dei link per approfondire l'argomento trattato.
prima di inziare una considerazione: 

secondo il mio punto di vista non ci sarà una terza guerra mondiale per un motivio:
 armi nucleari : se ci fosse la terza guerra mondiale non ci sarebbero ne vincitori ne vinti.


sapete quali sono le guerre che stiamo affrontando perchè voluto da noi stessi  "o meglio dai poteri forti" e se non cambieremo atteggiamento perderemo ?
1): guerra contro madre terra  
2): guerra valutaria

Premessa: come abbiamo potuto constatare,il 21 dicembre 2012 non c'è stata la fine del mondo in senso apocalittico,ma l'inizio di un'altro mondo.
io non sono pessimista,ma sono realista;sono convinto che dopo la fase di transizione che stiamo attraversando, si vivrà meglio "con meno materialismo”ben-avere” e più spiritualismo”ben-essere",per equilibrare il tutto.
Io sono favorevole ad un'europa dei popoli e non a un'europa delle banche come quella attuale.
Mettiamo subito in chiaro una cosa a riguardo della parola crisi :
In cinese la parola crisi è composta da due ideogrammi: il primo, wei, significa problema, il secondo, ji, (udite, udite) significa opportunità. Anche nella nostra lingua l’etimologia della parola crisi suggerisce un significato positivo: essa infatti contiene un aspetto vitale, la separazione, ed un aspetto di crescita, quello della scelta.La crisi non è dunque un evento totalmente negativo, bensì un momento di transizione che può essere anche un’opportunità di crescita.
Vi sono persone che, superando un periodo di crisi, approdano ad un’identità più ricca e scoprono di possedere più risorse di quanto pensavano. Il giusto atteggiamento è, per dirla con i cinesi, la capacità da parte delle persone coinvolte di focalizzare la propria attenzione sul lato “maturativo”, il ji, e non su quello problematico della situazione, il wei.
Il modo migliore per uscire da uno stato di crisi è dunque quello di cogliere le opportunità di crescita in esso contenute.
le crisi principali riguardano: 
1) crisi politica/geopolitica
2) crisi economica/finanziaria
3) crisi energetica/ambientale


ora vediamo i possibili rimedi per risolverle o perlomeno attenuarle.

  1. crisi politica :

  2.  spero nella rinascita del socialismo libertario basato sul programma politico del municipalismo libertario.
    1):bisogna passare dallo stato centralizzato allo stato federale : “riconoscere quindi come livelli di potere autonomo tutte le comunità locali, dalle regioni fino al livello più vicino al cittadino: le città e i loro quartieri.”
    2) : una democrazia che parta dal basso "
    municipi" dove si puo' applicare la :
     democrazia partecipativa
     bilancio partecipativo
    e con l'avvento di internet della :
    e-democracy
    a livello sindacale auspico un'anarco-sindacalismo.

    crisi geopolitica :
    finalmente stiamo assistendo all'inizio della fine dell'unipolarismo americano in favore di un multipolarismo dei brics.



 2):crisi economica/finanziaria:
 è paradossale ma noi stiamo lottando per continuare a rimanere incatenati alla schiavitù del lavoro.

non si può crescere "materialmente"e sopratutto a debito all'infinito in un mondo finito.
in questa fase di transizione,ci stiamo spostando gradualmente dall'economia di mercato,all'economia della conoscenza , all'economia ecologica e all'economia del dono;adesso stiamo passando in una fase di decrescita,sito: decrescita per raggiungere uno stato stazionario.
Chiaramente l'economia mercantile può essere presente, ma è comunque marginale nell'economia del dono.
in poche parole bisogna cambiare parametri per misurare la "ricchezza" di una nazione.
bisogna passare gradualmente dal p.i.l.  al b.i.l. .

bisogna passare dalla globalizzaione alla glocalizzazione: "pensare globalmente,agire localmente".
bisogna passare dalla geopolitica,alla biosfera.
bisogna passare dalla competizione,alla cooperazione.
1):sovranità monetaria
2):moneta complementare
3):invece di tassare le famiglie e le imprese,bisogna tassare la massa monetaria con la fiscalità monetaria : tobin tax e da questa distribuire il reddito di cittadinanza universale.

4): carbon tax
5):microcredito sito:microcredito
6):banca del tempo sito:banca del tempo
7):terzo settore sito:terzo settore
8):baratto sito:baratto
9):banca etica



3):crisi energetica/ambientale:
premessa:non si può crescere all'infinito in un mondo finito.
bisogna fare i conti con la seconda legge della termodinamica "entropia"
saranno i cambiamenti climatici ed il picco petrolifero a farci cambiare il nostro attuale modello di sviluppo,in un nuovo modello di sviluppo.
nel luglio 2008,abbiamo assistito ad un aum ento del costo del petrolio che ha raggiunto i 147 dollari al barile.queste brusche oscillazioni, fanno ritenere che abbiamo raggiunto il picco petrolifero.
per uscire dalla crisi energetica e ambientale,bisogna convertire tutto il sistema economico "lavoro", basato sui combusibili fossili : petrolio,carbone,gas,energia nucleare "fonti energetiche non rinnovabili",in un sistema economico basato sulle fonti energetiche rinnovabili : solare,eolico,geotermico,marino.
sarà la terza rivoluzione industriale .
il futuro energetico sarà elettrico, prodotto da fonti rinnovabili.
le citta' saranno  smart city.
reti energetiche:
1): smart grid
2): generazione distribuita

energie:
energie rinnovabili

trasporti su gomma:
1): car sharing sito:car sharing
2): Car pooling sito:car pooling
3): bike sharing sito:bike sharing
4):taxi collettivo
trasporti su rotaia:
1):tramvia
2):metropolitana

3):servizio ferroviaro suburbano
4):funicolare
5):filobus

trasporti via mare:
1):autostrade del mare
2):trasporto fluviale
3):cabotaggio
trasporto a fune:
1):funivia

edilizia:
1):bioedilizia sito:bioedilizia
2):cohousing sito:cohousing

4):crisi alimentare:
dato che abbiamo raggiunto il picco petrolfero e di conseguenza il petrolio inizia a scarseggiare e ad aumentare di prezzo,bisogna riconsiderare completamente la rivoluzione verde,dato che questa si basa completamente sul petrolio "fertilizzanti,pesticidi,erbicidi".
una nuova rivoluzione verde potrebbe essere lo Slow Food,sito:slow food.
1):orti urbani sito:orti urbani
2):farmers market
3):g.a.s.
4):permacultura sito:permacultura
5):compostaggio
6):last minute market sito:last minute market

per quanto riguarda l'istruzione,civuole il giusto equilibrio tra materie scientifiche e materie umanistiche.
leggete questi articoli:
http://www.ilcambiamento.it/beni_comuni/universita_che_vogliamo_appello_governo_monti.html
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=36013
università del saper fare:
http://www.unisf.it/
che mi sembra procedano nella giusta strada.

per quanto riguarda la medicina,più prevenzione primaria e meno prevenzione secondaria "diagnosi precoce e esami di screening ".
leggete questi articoli a riguardo:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/08/28/se-la-medicina-diventa-una-fede.html
http://www.repubblica.it/dal-quotidiano/r2/2011/05/12/news/pi_dialogo_e_meno_farmaci_anche_la_medicina_diventa_slow-16118818/
meno medicina convenzionale e più medicina alternativa,

Sobria, rispettosa, giusta


per quanto riguarda il lavoro:lavorare meno e lavorare tutti.
prima si lavorava per vivere,ora si vive per lavorare e non va bene.
la green economy sarà l'economia del futuro. 
i mestieri del futuro saranno nel risparmio energetico: energie rinnovabili,
nell'agricoltura: agricoltura biologica
nell'edilizia,"ristrutturare gli edifici esistenti": bioedilizia
nel terzo settore
per quanto  riguarda lo stato sociale e l'affrancamento dal lavoro : reddito di cittadinanza universale.

per concludere,siamo nel 2012,l'anno dell'apocalisse o del cambiamento......?
il nemico non è soltanto rappresentato dagli "altri". 
il nemico è nella nostra testa.
bisogna trasformarci in una società olistica,
che metta al centro della vita umana significati diversi dall'espansione della produzione e del consumo,che proponga obiettivi di vita differenti che possano essere riconosciuti dagli esseri umani come ciò per cui vale la pena di vivere.questa è l'immensa difficoltà che dobbiamo affrontare.noi dovremo volere una società nella quale i valori economici cessino di essere centrali (o unici),in cui l'economia venga rimessa al suo giusto posto come semplice mezzo della vita umana e non come fine ultim,una società,quindi,nella quale si rinunci a questa corsa folle verso un consumo sempre crescente.questo non è necessario solamente per evitare la distruzione definitiva dell'ambiente terrestre,ma anche  e sopratutto per uscire dalla miseria psichica e morale dell'umanità contemporanea. 
per concludere,la vera rivoluzione deve partire da noi stessi.

 








 






Beppe Grillo spiega il Signoraggio Bancario


queste cose non le ha dette due giorni fa,le ha dette nel 1998.

QE con IQ

sai dove se lo può infilare il bazooka draghi......?Si è parlato molto in questi giorni di quantitative easing, altrimenti detto "allentamento quantitativo", ossia quella misura di creazione e iniezione di 60 miliardi di Euro al mese per i prossimi 19 mesi da parte della Bce.
Scopo di questa misura di politica monetaria non-convenzionale è quello di combattere il rischio di deflazione, sperando nel medesimo tempo di riaccendere il motore della crescita in Europa. Affinché questa strategia abbia qualche possibilità di successo è però indispensabile che la liquidità così creata arrivi nelle mani dei consumatori e delle imprese, così da poter rilanciare la domanda, sia di beni di consumo che di beni investimento.
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 http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=117474&typeb=0&Loid=315&QE-con-IQ

La finanza impunita

 se il denaro creato col q.e. andasse veramente nell'economia reale ,a quest'ora ci sarebbe un'iperinflazione e non la deflazione attuale;comunque sia lo prendiamo nel c... in qualsiasi modo.
Draghi inonda le banche di liquidità con il "quantitative easing", sperando che i soldi finiscano nell'economia reale. Nel frattempo, in Svizzera esplode il caso Hsbc e l'Italia prepara la "bad bank". Tutto va come sempre, aspettando che la bolla finanziaria riesploda.
Un eccesso di regolamentazione delle banche sarebbe nocivo e potrebbe ostacolare la crescita. Parola di Douglas Flint, a capo di quella HSBC al centro dello scandalo SwissLeaks per avere aiutato decine di migliaia di facoltosi clienti ad aprire conti cifrati per nascondere i propri soldi in giro per il pianeta. La stessa ad avere ricevuto nel 2012 1,9 miliardi di dollari di multa dalle autorità statunitensi per una vicenda legata al riciclaggio dei proventi dei cartelli della droga messicani.
L'elenco potrebbe continuare, così come potrebbero essere molte altre le banche chiamate in causa per scandali, truffe e crimini che vanno dalla manipolazione dei tassi di interesse (Libor ed Euribor) a quella del mercato delle valute o del prezzo dei metalli, a casi di evasione fiscale, riciclaggio, corruzione e chi più ne ha più ne metta.
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CCF: in Eurozona tutto quel che funzionerebbe è vietato

Questa riflessione è relativa ad alcuni punti significativi della proposta di utilizzo dei "Certificati di Credito Fiscale". Vengono analizzati alcuni aspetti tecnici, normativi e politici relativi alla loro ipotetica introduzione.
L'approccio delle istituzioni di governance UE alla crisi economica da ormai diversi anni a questa parte non lascia più dubbi sulle aspettative negative per il futuro per gli Stati coinvolti, in particolare per l'area Euro.

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EU.UK. I VENTENNI ? MA CHE CREPINO DI FAME ! LA GERONTOCRAZIA DISTRUGGERA' IL MONDO

 meno male che l'economiadel regno unito sta andando a gonfie vele..............
Il Regno Disunito ovvero, i giovani britannici istruiti che stanno peggio della generazione dei loro genitori

La "forbice" dei guadagni salariati tra la generazione dei giovani Inglesi e quella dei loro genitori si va allargando dall'inizio della Crisi, per cui i giovani ventenni di oggi stanno soffrendo la peggiore stretta salariale di qualsivoglia gruppo di età, secondo uno studio recente molto approfondito. 


Questi ventenni sono i meglio istruiti di tutti gli altri gruppi d'età secondo la London School of Economics, ma a dispetto di ciò, il grafico demografico registra il peggior crollo in impieghi a tempo pieno, il più grande tasso di disoccupazione e pure il peggior rateo di salario medio di qualsiasi altro gruppo d'età.

Conteggiando secondo il costo della vita reale il salario medio dei giovani adulti nel 2012-13 è stato di quasi un quinto più ridotto rispetto ai cinque anni precedenti.
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PROFUMO CHE COPRE PUZZA, PUZZA SEMPRE, PROFUMO SU PUZZA ANCORA. EUROGLUT E IL RESTO DELLA TRAGEDIA

Premessa: tratto qui di EUROGLUT, una cavolata del valore di oltre 5-10.000 miliardi di euro con conseguenze macroeconomiche globali per la gente VERA, una cosa seria, ma non certo tanto quando lo scandalo Grandi Opere, che per carità, quello sì che sono soldi e danni. Per cui i M5S mi perdonino se distraggo 16 italiani dai terrificanti ladri di fagioli che loro, indomiti, perseguono. E tu piccolo imprenditore mi RACCOMANDO: mica mai ingrandire il tuo orizzonte, non si sa mai che tu capisca il VERO motivo per cui oggi hai perso il 24% di produzione e hai tasse dal 45 al 70%. Ora umilmente continuo con ste cazzatine che si mangiano l’Italia 200 volte.
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BUGIE E MITI SULLA GRECIA E SUI DEBITI EUROPEI

I miti sono pericolosi proprio perché si basano più sulla memoria culturale e sui pregiudizi che sui fatti. Dietro l'attuale crisi tra Grecia e Unione Europea [UE] c’è una favola che ha a che fare solo in minima parte con le ragioni per cui Atene e un certo numero di altri paesi dell’UE [a 28 membri] si trovano in profonda difficoltà.

Il racconto è una variazione della favola di Esopo sulla formica operosa e la cicala scansafatiche, amante del divertimento, con i "paesi nordici" [ovvero Germania, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Finlandia] nella parte della formica, e con Grecia, Spagna, Portogallo e l'Irlanda in quella della cavalletta.
Le formiche – guidate dalla frugale casalinga sveva, la Cancelliera tedesca Angela Merkel – sono sobrie e virtuose mentre le cicale sono spendaccione e corrotte. Si sono cacciate nei guai e ora è il pifferaio che deve pagare.
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 http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=14832

martedì 24 marzo 2015

Coalizione sociale: cinque cambi di rotta per non naufragare

 un'idea interessante o solo fuffa......?
Landini entra in campo e lancia una "coalizione sociale", qualcosa di diverso da un partito, piuttosto un blocco multiforme di forze ostili al neoliberismo e alla svendita dei diritti del lavoro. La notizia di per sé è certo positiva, se non fosse che da anni gli italiani vedono naufragare qualsiasi proposta di alternativa in una indigesta melassa di buoni propositi, errori organizzativi e rappresentanti ormai squalificati (i soliti noti dei partiti falcemartellati o dei loro derivati).

Gli esempi migliori, Syriza e Podemos, provengono da altri paesi e non devono diventare modelli da imitare in modo pedissequo, sebbene suggeriscano a grandi linee un tragitto desiderabile per riorganizzare l'opposizione sociale alle logiche dell'austerity europea.
In Italia, ne siamo convinti, la coalizione sociale che vorrebbe costruire Landini può avere senso solo se evita questi cinque errori fatali: 
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 http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=117392&typeb=0&Loid=315&Coalizione-sociale-cinque-cambi-di-rotta-per-non-naufragare

Quale è lo spazio politico del M5s?

Il M5s sta attraversando una fase difficile, come sempre lo sono le trasformazioni: da bruco non si diventa farfalla, senza passare per lo stadio problematico della crisalide. I movimenti di protesta nascono nel "punto zero" (o di "confusione") di un sistema politico, ma, se non vogliono implodere, devono poi definirsi occupando una posizione precisa nello spazio politico, soprattutto se intendono trasformarlo.
Il momento dell'arrembaggio alle istituzioni è finito con la forte affermazione del 2013; ora, per costituirsi in alternativa di governo credibile, il M5s deve darsi stabilità organizzativa, proposta politica complessiva, carattere sistematico dell'azione ecc. Tutte cose che implicano una riflessione profonda sulla propria funzione a cominciare dal proprio posizionamento nel sistema politico. E su questo vorrei spendere qualche parola, partendo da una domanda: nella descrizione dello spazio politico, dove si deve collocare il M5s?
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 http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=117011&typeb=0&Loid=315&Quale-e-lo-spazio-politico-del-M5s-

Grecia, quello che vorrebbero farti credere sul debito

Nonostante l'ingerenza e la pressione dei dirigenti dell'Unione europea (UE), il popolo greco ha deciso di prendere in mano con coraggio il proprio destino e farla finita con le politiche di austerità, che hanno sprofondato il paese nella miseria e nella recessione. Nei paesi vittime della trojka [ribattezzata ora "Istituzioni europee"], ma anche in numerosi altri paesi europei, la vittoria [elettorale di Syriza] viene sentita come un incoraggiamento formidabile a battersi per porre fine a politiche che avvantaggiano i mercati finanziari e sono invece disastrose per le popolazioni.
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 http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=117289&typeb=0&Loid=315&Grecia-quello-che-vorrebbero-farti-credere-sul-debito

Liberalizzazioni flop



Mentre il mantra delle privatizzazioni continua ad essere il faro delle elites politico-finanziarie che governano il paese (Legge di stabilità, Sblocca Italia, spinta sui trattati TTIP e TISA), restano relegati in un angolo gli studi che, a 20 anni di distanza dall'avvio delle liberalizzazioni, ne dimostrano il totale flop, non solo in riferimento agli impatti sociali - la progressiva perdita di ogni funzione pubblica e sociale - bensì anche nel merito delle promesse fatte, ovvero la drastica riduzione delle tariffe come risultato del libero agire della concorrenza.
Lo studio recentemente pubblicato dalla Cgia di Mestre è da questo punto di vista inequivocabile: solo i prezzi dei medicinali e delle tariffe dei servizi telefonici hanno subito una diminuzione. E si tratta di settori per i quali la diminuzione dei costi si spiega più con la continua evoluzione, per l'alto tasso d'innovazione tecnologica (telefonia) e di ricerca scientifica (farmacia) che non con motivazioni intrinsecamente legate alla "bontà" della concorrenza.
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 http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=116592&typeb=0&Loid=315&Liberalizzazioni-flop

TTIP: 10 motivi per non volere la NATO economica

Chi non sa quel che stanno apparecchiando con i trattati di libero scambio USA-UE come il terribile TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), probabilmente si troverà spiazzato dinanzi a così tante realtà agghiaccianti. Questo trattato presenterà dieci fondamentali novità in grado di mettere in serio pericolo le democrazie delle generazioni future e la sostenibilità ambientale. La padrona più influente dell'Europa di oggi, Angela Merkel, vorrebbe chiudere la partita addirittura entro il corrente anno.
Mi limiterò ad elencare i motivi per dire stop a questo piano scellerato partorito da personalità in odore di Trilaterale e Bilderberg (e per convincersi che Matteo Renzi commette il suo più grave errore ad appoggiarlo), intanto che 375 diverse organizzazioni sociali europee hanno rivolto un appello agli europarlamentari affinché non firmino un accordo che mette i profitti davanti alle persone.
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La minoranza Dem: gente senza dignità

Persone senza dignità, senza intelligenza politica, senza senso di responsabilità repubblicana: questa è la minoranza del Pd (della maggioranza non merita neppure discorrere). Senza dignità perché dignità impone coerenza fra pensiero e azione, e dunque se avete dichiarato, come avete dichiarato, (vero Bersani?) che la riforma renziana della Costituzione, accompagnata dalla nuova legge elettorale rompe l'equilibrio democratico e poi votate l'una e l'altra siete persone indegne. 
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 http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=117135&typeb=0&Loid=315&La-minoranza-Dem-gente-senza-dignita



Varoufakis ha paura di uscire dall'euro perché non capisce le banche

Nel 2011, rispondendo ad una proposta di Warren Mosler e Philip Pilkington, l'attuale Ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis spiegava perché la rottura dell'eurozona sarebbe un disastro e perché le proposte di Mosler e Pilkington sarebbero una mossa della disperazione. Secondo Mosler e Pilkington, basterebbe ridenominare le tasse e i pagamenti dello stato nella nuova valuta, lasciando invece i depositi e i mutui in euro . Varoufakis smonta in modo garbato (come si usa fare tra colleghi, infilando qua e là qualche frase di circostanza) ma deciso tale idea, e soprattutto mette in guardia sui costi sociali ed economici che avrebbe l'uscita unilaterale dall'euro. Riportiamo qui alcuni passaggi significativi con un nostro commento:
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 http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=116610&typeb=0&Loid=315&Varoufakis-ha-paura-di-uscire-dall-euro-perche-non-capisce-le-banche

lunedì 23 marzo 2015

Reddito minimo universale: la via maestra per uscire dalla crisi

 questa è l'unica alternativa : Reddito minimo universale.
Flexicurity, ovvero uno strumento europeo di politica del lavoro
Flexicurity suona bene sin dalla sua pronuncia, certamente meglio dell’italico “flessicurezza”. E’ un termine sfavillante, che ha un’apparente sapore di modernità nella sua versione d’importazione. E, diciamola tutta, affascina anche nella sua astratta descrizione scientifica, riferendosi ad un “modello di politica del lavoro capace di riformare e unificare i diversi sistemi di welfare esistenti in Europa”, e costituendo “un mezzo per raggiungere un fine, ovvero assicurare che i benefici dei sistemi di welfare restino una garanzia per tutti (comprese le generazioni future), rafforzando l’adattabilità e la capacità di affrontare i cambiamenti sia per i singoli che per le imprese” .
Si tratta dunque di uno strumento di politica del lavoro ibrido, promosso direttamente a livello europeo-comunitario allo scopo di uniformare i diversi modelli degli Stati membri, sostenendo da un lato una domanda del lavoro quasi totalmente deregolamentata ed in linea con la teoria classica neoliberista, che richiede forme di flessibilità numerica, funzionale e salariale della “forza-lavoro” in modo da adeguarla “in tempo reale” (secondo il modello just in time) ai cambiamenti tecnologici e alle sempre mutevoli esigenze del mercato, e dall’altro garantendo un moderno sistema di sicurezza sociale, in grado di intervenire con efficaci sistemi di sostegno al reddito, considerato che le fasi di passaggio da un’occupazione ad un’altra non possono quasi mai essere senza soluzione di continuità. 

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 http://www.eddyburg.it/2015/02/reddito-minimo-universale-la-via.html

La 'Leopolda' di Landini, il Blob liberista e la Cgil scalabile

Da quello che si è capito fino ad ora Landini non vuole fare un partito (di sinistra).
Effettivamente il campo a sinistra del Pd è affollatissimo e aumentano sempre nuovi attori: si va dai ben noti frantumi di quel che fu il Pci (Pcdi, Rifondazione, Pcdl, Sel, ecc.), alle nuove formazioni movimentiste nate sulla scia di successi stranieri (Podemos, l'Altra Europa con Tsipras e, fra non molto, c'è da scommetterci, pure qualcosa che si richiama al Sinn Fein). In un contesto del genere fare un nuovo partito non solo è difficile, è drammatico. Perché a sinistra i partiti e i movimenti risultano, dati elettorali alla mano, praticamente più numerosi degli elettori.
Ma non credo che Landini abbia rinunciato all'idea di un partito a sinistra per questa ragione.
Io credo che stia semplicemente provando a "scalare" la Cgil. E uso il termina "scalare" perché è un verbo che richiama subito alla mente Renzi, che è il vero punto di riferimento (dal punto di vista della strategia, non da quello politico) di Landini. 

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Notizie dal pubblico impiego

Tramite i mezzi di informazione il governo ha iniziato la campagna contro i dipendenti pubblici. Probabilmente siamo alla fase finale della resa dei conti, Renzi sino ad oggi non aveva avuto ancora sufficiente coraggio, per questioni di consenso elettorale, ad inserire nella riforma del mercato del lavoro i dipendenti pubblici. Ma se non procede nelle riforme  strutturali includendo anche il pubblico impiego i suoi datori di lavoro potrebbero licenziarlo. Aveva necessità di far fare all'opinione pubblica un ulteriore passaggio di insofferenza verso i dipendenti statali.
Nessuna sorpresa allora se allo scoccare della mezzanotte è partito l'attacco a: vigili urbani di Roma, netturbini di Napoli e dipendenti del sito archeologico di Pompei, il tutto condito con cifre impressionanti ma tutte prive di una seria analisi.
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TRE RIFLESSIONI SULL'ORLO DELL'ABISSO

L’errore del 2005
Si avvicinano le elezioni dipartimentali in Francia, e i sondaggi dicono che il Front National sarà il grande vincitore. Il premier Manuel Valls ha rimproverato i cittadini francesi per la loro passività, e ha detto che gli intellettuali non fanno il loro dovere antifascista. Davvero Manuel Valls ha la faccia come il culo, che fuor di metafora vuol dire che proprio non tiene vergogna.

I socialisti francesi come i democratici italiani hanno tradito le loro già pallide promesse di opporsi all’oltranzismo austeritario, hanno gestito in prima persona la mattanza sociale, e ora fanno le vittime, si lamentano perché il popolo non li segue e gli intellettuali non si impegnano. Lasciamo perdere gli intellettuali francesi che non esistono più da almeno venti anni, a meno di considerare Bernard-Henri Levy un intellettuale mentre a me pare che si tratti di un imbecille molto pericoloso, come dimostrano le sue campagne a favore dell’intervento in Siria e in Libia.
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PUÒ L’INTRODUZIONE DI UNA MONETA COMPLEMENTARE ESSERE UNA ALTERNATIVA ALL’USCITA DALL’EURO?

La crisi che ha colpito i paesi periferici dell’Eurozona ha sollevato il dibattito circa l’opportunità di uscire o meno dall’unione monetaria. L’introduzione di monete complementari, in coesistenza con la valuta principale, costituisce tuttavia una terza via non ancora contemplata seriamente a livello politico ma che conferirebbe più flessibilità e sostenibilità all’intero sistema economico.

La moneta continua ad essere il fulcro dell’economia e, per come è concepita oggi, costituisce probabilmente la principale causa dei suoi stessi problemi. Sembra pertanto naturale pensare ad una soluzione di tipo monetario quale principale strumento per uscire dall’attuale situazione di stallo.

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domenica 22 marzo 2015

I mercanti della paura: ecco chi vende (non)soluzioni per (non)problemi

Ci sono le grandi paure, come quella dei terroristi, ma ci sono anche le paure “più piccole”, come quella di germi, malattie, i malesseri dei figli. Per ogni paura ci sono un prezzo, un mercato e un ricavo.
E sono sostanzialmente due le ragioni per le quali la gente compra qualcosa: per ottenere ciò che vuole o per evitare ciò che non vuole. I mercanti della paura si focalizzano sulla seconda. E non hanno alcun interesse a stimolare il consumatore a ragionare su quanto il pericolo o la vulnerabilità percepiti siano reali. L’unico interesse è quello di far credere che ci sia una sola soluzione: «Compra il mio prodotto e sarai al sicuro, avrai risolto il problema».
Ma se in realtà il problema è un non-problema, allora la soluzione sarà una non-soluzione.
Qualche esempio?
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2016-2018: LA CADUTA DELL'IMPERO AMERICANO

“Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito.” - Jacques Attali
Lo so, è da anni che da più parti si parla dell’imminente caduta degli Stati Uniti, della loro decadenza, del mondo multipolare e via dicendo e invece loro, nonostante ciò, continuano ad essere l’unica superpotenza del pianeta, con il dollaro che addirittura si rivaluta su tutte le altre valute. Però, io credo che ora si vedano dei segnali importantissimi direi segnali di fine impero, di fine regime.

Giusto di ieri, la notizia che gli USA hanno deciso di chiudere una storica base presente in Yemen e di ritirare truppe e personale diplomatico, a causa della crescente violenza tra milizie Houthi, jihadisti e governativi. Quindi, rendiamoci conto, gli USA che si ritirano non alla fine di un conflitto, ma proprio durante un’escalation. Gli stessi che per ogni accenno di instabilità  erano sempre pronti ad intervenire, ora si ritirano. Credo che già questo, insieme agli altri che elencheremo, siano segnali che l’Impero inizia a ritirarsi o perché schiacciato dal suo debito pubblico, dalle sue difficoltà economiche e dalle proprie problematiche interne o a causa di un ordine di poteri forti che probabilmente hanno bisogno della decadenza degli States.
Ma quali sono gli altri segnali della decadenza degli USA? Eccone alcuni:
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