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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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giovedì 3 settembre 2026

Fame di petrolio: l’Occidente torna a bussare a Caracas. Chevron ed Eni firmano per estrarre milioni di barili

 

Miliardi di investimenti per scongiurare la carestia di carburante: Chevron ed Eni blindano gli accordi a Caracas per raddoppiare l’estrazione di greggio.

il percorso non sarà una passeggiata. La rete elettrica locale collassa frequentemente, gli oleodotti necessitano di bonifiche radicali e il greggio dell’Orinoco richiede enormi quantità di diluenti chimici per poter scorrere nelle condotte.  Tuttavia, la direzione di marcia è tracciata.

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mercoledì 2 settembre 2026

Diesel alle stelle e scorte a secco: la stretta sul petrolio canadese che minaccia le raffinerie USA


 Un taglio improvviso di 300.000 barili al giorno dal Canada e scorte ai minimi rischiano di mandare in tilt le raffinerie USA, spingendo il costo del gasolio e l’inflazione a nuovi record.

il conto finale non lo pagheranno i mercati finanziari, ma le imprese di trasporto e le famiglie alla pompa di benzina, con una nuova spinta verso l’alto per l’inflazione.

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venerdì 28 agosto 2026

Terremoto petrolifero: il Venezuela prepara l’addio all’OPEC e stringe il patto con Washington

 

Caracas valuta l’uscita dall’OPEC per blindare l’alleanza energetica con gli USA: il cartello saudita trema e i prezzi del greggio rischiano di crollare.

Le conseguenze concrete

Un mercato con più offerta che domanda spinge i prezzi del carburante verso il basso. Questo si traduce in costi di trasporto inferiori, minore pressione sull’inflazione e bollette energetiche più sostenibili per le imprese e le famiglie occidentali.🙏

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domenica 23 agosto 2026

Petrolio iraniano verso la Cina al collasso: il blocco USA soffoca le raffinerie e prepara lo shock di ottobre


 Il blocco navale USA fa crollare del 35% gli arrivi di petrolio iraniano in Cina: le raffinerie private rischiano lo stop alla produzione e la crisi finanziaria entro ottobre.

 Un grosso problema per quete aziende private, che rischiano di trovarsi di fronte a problemi finanziari. Nello stesso tempo trpovare fornitori alternativi non sarà per niente semplice.

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martedì 11 agosto 2026

La Cina ha imparato ad avere meno bisogno di petrolio, e questo sarà un problema

 


Per decenni, la crescita economica della Cina è stata uno degli argomenti rialzisti più affidabili del mercato petrolifero. I rapporti odierni potrebbero indurre alcuni a riconsiderare la validità di tale argomento.

"ESATTO" !

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Allarme riserve petrolifere USA: scorte sotto i 300 milioni di barili. L’illusione dei prezzi bassi sta per finire


 Quando gli Stati Uniti non potranno più immettere barili fisici sul mercato per calmierare le quotazioni, il prezzo del greggio tornerà a essere deciso dal reale rapporto tra domanda e offerta.

"SECONDO IL MIO PUNTO DI VISTA L'ECONOMIA GLOBALE E' DESTINATA A CONTRARSI !"

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lunedì 11 maggio 2026

Trump e l’Iran: il “no” che gela i mercati e infiamma il Golfo

Trump respinge duramente la proposta di pace dell’Iran definendola “inaccettabile”. Cresce la tensione nello Stretto di Hormuz con l’invio di navi da guerra europee e le minacce dei Pasdaran. Petrolio e mercati restano col fiato sospeso. Dal punto di vista economico, ci troviamo di fronte a uno scenario di stagflazione energetica. Una partita a scacchi dove la posta in palio non è solo la pace, ma il controllo dei flussi energetici mondiali.🫡 LEGGI TUTTO : href="https://scenarieconomici.it/trump-e-liran-il-no-che-gela-i-mercati-e-infiamma-il-golfo/" target="_blank">

domenica 10 maggio 2026

L’USCITA DEGLI EMIRATI ARABI DALL’OPEC, UN TASSELLO DELLA STRATEGIA DI CONTROLLO SUL PETROLIO DI TRUMP


 Concludendo, la guerra contro l’Iran è quindi diretta anche contro l’Opec, ed è un aspetto della lotta degli Usa per puntellare la propria egemonia mondiale in declino, che passa anche attraverso il controllo delle materie prime, in particolare del petrolio. Un controllo che è decisivo per conservare il ruolo di valuta mondiale del dollaro, necessario per garantire il funzionamento dei meccanismi parassitari del capitalismo imperialista statunitense.🤷‍♀️🫡

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giovedì 7 maggio 2026

Le esportazioni di carburante degli Stati Uniti raggiungono livelli record mentre la crisi di Hormuz ridisegna i flussi energetici globali

 

crisi energetica: gli USA esportano petrolio ai record, ma il conto arriva alle pompe di benzina americane. Per quanto tempo Trump tollererà questa situazione?

I volumi record delle esportazioni aiutano a stabilizzare i mercati globali, ma restringono anche i bilanci dell’offerta interna e spingono al rialzo i prezzi dei carburanti americani proprio nel momento in cui la Casa Bianca sta cercando di contenere l’inflazione in vista delle elezioni di medio termine.Se i prezzi della benzina e del diesel continueranno a salire negli Stati Uniti mentre il greggio e i prodotti raffinati americani continuano a lasciare il paese a livelli record, a Washington inizierà a crescere rapidamente la pressione per qualche forma di restrizione alle esportazioni o di intervento d’emergenza.🤔🤷‍♀️

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Rapporto sulla Crisi dei Voli in Europa: l’Impatto della chiusura di Hormuz sul Turismo estivo


 Caos voli in Europa: 13.000 cancellazioni a Maggio. Vacanze a rischio per la carenza di carburante.

La scelta è semplice: biglietti più cari, meno passeggeri, meno aerei. Volare sarà un affare da élite.🤷‍♀️  "MEGLIO,SOLDI IN PATRIA ! "  🙏

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Crisi Jet Fuel: mancano 250mila barili al giorno. L’Europa sbatte contro la logistica e prepara il razionamento dei voli


 Con Hormuz bloccato e le alternative terrestri paralizzate, l’Europa vara misure d’emergenza: razionamento voli, aiuti di Stato e raffinerie al massimo. L’impatto sui biglietti.

L’Europa è di fronte a un bivio asimmetrico.

Per i consumatori, il conto è già scritto: il costo astronomico del carburante si traslerà sui biglietti, fungendo da brutale tassa regressiva sulla mobilità estiva.

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Strappo petrolifero: gli Emirati Arabi salutano l’OAPEC e puntano alla massima produzione. Cosa cambia per i mercati


 Gli Emirati Arabi escono dall’OAPEC e si liberano dei vincoli di cartello. Un piano da 150 miliardi per massimizzare la produzione di petrolio e dominare il mercato. Scopri le ricadute sui prezzi globali.

Gli Emirati non credono più nella capacità delle varie organizzazioni di produttori di controllare il prezzo del petrolio e ritengono che, con il calo dei consumi e l’apertura di nuovi giacimenti, si possa assitere, nel medio periodo, a un crollo dei prezzi dell’oro nero.Allora, invece che limitare le quote e morire lentamente, preferiscono bruciare rapidamente le proprie riserve, fino a quando queste hanno un valore, mandando sul mercato tutto ciò che possono estrarre.🫡

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lunedì 4 maggio 2026

L’IA divora energia: le Big Tech fanno sogni spaziali e nucleari e usano il gas naturale


 L’intelligenza artificiale richiede un’energia senza precedenti. Mentre le Big Tech sognano satelliti solari e fusione nucleare per il futuro, oggi si affidano al gas naturale, facendo esplodere le emissioni e pesando sulle bollette dei consumatori.

 mentre le Big Tech hanno grandi ambizioni in materia di energia pulita, queste tecnologie sono ancora lontane anni luce e le emissioni in tempo reale continuano a crescere a dismisura.🤷‍♀️

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domenica 3 maggio 2026

L’OPEC+ “Apre i Rubinetti” (Ma il Petrolio Resta nel Golfo). L’addio degli Emirati e il paradosso di Hormuz


 

Cosa succederà quando riaprirà lo Stretto?

C’è però una questione fondamentale da annotare per il futuro, e i mercati farebbero bene a prezzarla fin da ora. Se non fosse per la chiusura di Hormuz, oggi staremmo letteralmente affogando nel petrolio.

Quando il tappo di Hormuz salterà, l’onda d’urto dell’offerta emiratina (non più soggetta a quote OPEC) potrebbe invertire bruscamente la curva dei prezzi, passando dalla carenza all’abbondanza nel giro di pochi mesi.👍

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mercoledì 29 aprile 2026

Terremoto nel mercato del petrolio: gli Emirati escono dall’OPEC. Il nuovo asse con Washington e il declino del cartello


 L’addio di Abu Dhabi al cartello petrolifero ridisegna l’economia globale. Con la sponda degli USA di Trump e i nuovi equilibri in Venezuela, si forma un fronte capace di neutralizzare il potere dell’Arabia Saudita e abbassare i costi dell’energia.🫡

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Lo strappo di Abu Dhabi: gli Emirati lasciano l’OPEC. Fine di un’era o inizio della libertà produttiva?


 

Le ricadute economiche: Petrolio verso i 60 dollari?

L’uscita degli UAE non è solo un fatto politico. È uno shock di offerta. Se Abu Dhabi aprirà i rubinetti per testare la propria capacità massima, il mercato globale si troverà inondato di greggio leggero e di alta qualità.

questa mossa porterà a una nuova era di energia a basso costo .👍

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