Post in evidenza

Robert Kennedy e il discorso sul PIL

😔😔😔  

Visualizzazione post con etichetta TECNO/SCIENZA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta TECNO/SCIENZA. Mostra tutti i post

martedì 12 maggio 2026

Meta sotto accusa: il business miliardario degli annunci truffa

 

La contea di Santa Clara fa causa a Meta: l’azienda di Mark Zuckerberg avrebbe guadagnato 7 miliardi di dollari all’anno permettendo la diffusione di annunci truffa su Facebook e Instagram, ignorando le falle nel sistema per non perdere i profitti.🤷‍♀️

LEGGI TUTTO :

https://scenarieconomici.it/meta-sotto-accusa-il-business-miliardario-degli-annunci-truffa/

mercoledì 6 maggio 2026

L’illusione dell’IA: Le immagini portano download, ma solo OpenAI fa cassa. Il futuro tra video e costi insostenibili


 I modelli IA per immagini fanno esplodere i download delle app, ma attenzione ai conti: ChatGPT fa cassa, mentre Gemini e Meta bruciano milioni. Il passaggio ai video sarà sostenibile?

 il passaggio ai modelli video rischia di diventare un buco nero finanziario. Senza un modello di business chiaro, sussidiare la creazione di video gratuiti non sarà sostenibile.🤷‍♀️

LEGGI TUTTO :

https://scenarieconomici.it/lillusione-dellia-le-immagini-portano-download-ma-solo-openai-fa-cassa-il-futuro-tra-video-e-costi-insostenibili/

giovedì 30 aprile 2026

Come Google sta monitorando la tua vita


 La privacy non esiste più nel mondo moderno, poiché i dati personali diventeranno lo strumento chiave di controllo, e ora Google sta compiendo il passo successivo trasformando i tuoi ricordi in carburante per l’intelligenza artificiale.🤔

LEGGI TUTTO :

https://comedonchisciotte.org/come-google-sta-monitorando-la-tua-vita/

lunedì 20 aprile 2026

L’Occhio di Sam Altman su Tinder e Ticketmaster: l’ennesima illusione di sicurezza o la Gabbia del Controllo globale?

 

Sam Altman espande “World”: scansione dell’iride per accedere a Tinder, Ticketmaster e Zoom. La scusa è fermare l’Intelligenza Artificiale, ma il rischio è creare un sistema di controllo globale fragile e a rischio hacker.

Se togliamo la patina del marketing californiano, emerge una realtà inquietante. Oggi governi, multinazionali e giganti del tech sono uniti da un’unica, insaziabile fame: controllare accessi, dati e comportamenti. Il progetto di Altman non è il salvatore del web libero, ma semplicemente l’ennesimo strumento che si unisce al coro nella ricerca di un controllo sempre più profondo e capillare sulle nostre vite.🤔

LEGGI TUTTO :

https://scenarieconomici.it/locchio-di-sam-altman-su-tinder-e-ticketmaster-lennesima-illusione-di-sicurezza-o-la-gabbia-del-controllo-globale/

venerdì 17 aprile 2026

Intelligenza Artificiale e robotica: π 0.7 abbatte il paradosso di Moravec. E il lavoro umano non è mai stato così a rischio


 La startup Physical Intelligence lancia $\pi0.7$, un “cervello” AI che abbatte il Paradosso di Moravec, permettendo ai robot di risolvere imprevisti fisici e imparare nuovi lavori senza addestramento. Una rivoluzione per la produttività aziendale che mette a rischio, come mai prima d’ora, il futuro del lavoro umano.🤔

LEGGI TUTTO :

https://scenarieconomici.it/intelligenza-artificiale-e-obotica-%cf%80-0-7-abbatte-il-paradosso-di-moravec-e-il-lavoro-umano-non-e-mai-stato-cosi-a-rischio/

lunedì 13 aprile 2026

L’Intelligenza Artificiale cerca un’anima (e i teologi): il caso Anthropic e il cortocircuito tra tech, Pentagono ed etica

 

I vertici di Anthropic incontrano i leader religiosi per dare un’anima all’Intelligenza Artificiale. Ma tra contratti bloccati dal Pentagono e il rischio di sostituire il lavoro umano, siamo sicuri che rendere l’IA “senziente” non sia un disastro economico?

LEGGI TUTTO :

https://scenarieconomici.it/lintelligenza-artificiale-cerca-unanima-e-i-teologi-il-caso-anthropic-e-il-cortocircuito-tra-tech-pentagono-ed-etica/

venerdì 20 marzo 2026

Peter Thiel: La “Nuova Roma”, l’Anticristo e le Crisi del 2026


 “Chi controlla l’architettura neurale dei prossimi due anni, scriverà la costituzione dell’umanità per il prossimo secolo. E chi pensa di potersi sedere a scrivere regole mentre gli altri scrivono codice, ha già perso.”🤔

LEGGI TUTTO :

https://scenarieconomici.it/peter-thiel-la-nuova-roma-lanticristo-e-le-crisi-del-2026/

L’illusione dell’Intelligenza Artificiale sicura: perché i malware e gli effetti collaterali sono ormai fuori controllo


 La sicurezza e l’affidabilità degli agenti AI rappresentano oggi un vero e proprio buco nero. La felice narrazione di un’intelligenza artificiale benefica che risolverà le nostre crisi produttive è pura promozione aziendale. La realtà è che l’introduzione di un’intelligenza intrinsecamente inaffidabile in sistemi complessi genera conseguenze malefiche. 🤷‍♂️

LEGGI TUTTO :

https://scenarieconomici.it/lillusione-dellintelligenza-artificiale-sicura-perche-i-malware-e-gli-effetti-collaterali-sono-ormai-fuori-controllo/

mercoledì 11 marzo 2026

Amazon e il Cortocircuito dell’Intelligenza Artificiale: Quando l’Automazione Incontrollata Spegne l’E-commerce


 Amazon affronta una crisi infrastrutturale a causa dell’uso eccessivo dell’Intelligenza Artificiale. Tra blackout dei server ed errori algoritmici, l’automazione spinta senza controllo mostra i suoi limiti, aggravati dai recenti licenziamenti di massa.

LEGGI TUTTO :

https://scenarieconomici.it/amazon-e-il-cortocircuito-dellintelligenza-artificiale-quando-lautomazione-incontrollata-spegne-le-commerce/

sabato 28 febbraio 2026

EconomiaScienzaCrescita prima di tutto, empatia in secondo piano? La Verità nascosta sui consigli dell’IA


 L’IA ci sta rendendo più egoisti? L’inquietante scoperta su come i chatbot sacrifichino freddamente l’empatia e i legami umani pur di spingere verso il successo personale.

 I risultati di questo studio ci ricordano che la tecnologia tende attualmente a premiare lo sviluppo individuale a discapito della cura delle relazioni.

LEGGI TUTTO:

https://scenarieconomici.it/crescita-prima-di-tutto-empatia-in-secondo-piano-la-verita-nascosta-sui-consigli-dellia/

sabato 6 gennaio 2024

PER UNA SCIENZA AL SERVIZIO DELL’UOMO O SARÀ SCHIAVITÙ

 

L’energia per l’Europa diventerà sempre più onerosa, anche perché l’est e il sud del mondo richiederanno e useranno una quantità crescente di energia per quello sviluppo che è stato per troppo tempo loro negato. La carenza di energia sarà, allora, a mio avviso, la causa principale (assieme alla sudditanza politica) del declino del vecchio continente.

LEGGI TUTTO:

https://comedonchisciotte.org/per-una-scienza-al-servizio-delluomo-o-sara-schiavitu/

giovedì 28 dicembre 2023

“L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE È UNA BOLLA TECNOLOGICA, L’ILLUSIONE FINIRÀ PRESTO”

 

Il Prof. Franco Maloberti, professore emerito del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione dell’Università di Pavia, è uno di quegli italiani d’eccellenza, celebri nel mondo. Ovviamente non occupa le trasmissioni televisive di casa nostra o i giornaloni mainstream, perchè la sua storia personale e ciò che dice obbliga a guardarsi allo specchio come Paese, sempre più di periferia nella gabbia dell’anglosfera dominata dalle Corporation, sfacciatamente in declino nonostante lustrini e paillettes digitali profusi H24.

LEGGI TUTTO:

https://comedonchisciotte.org/il-prof-maloberti-lintelligenza-artificiale-e-una-bolla-tecnologica-lillusione-finira-presto/

martedì 13 giugno 2023

DISOCCUPAZIONE TECNOLOGICA: IL MILAN SOSTITUISCE PAOLO MALDINI CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

 

Eccoci arrivati alla prove del 9. O forse sarebbe meglio dire a quella del 3, il numero di maglia indossato per una vita intera sui campi da gioco dell’ex capitano e bandiera rossonera Paolo Maldini: il Milan lo ha esonerato dalla carica dirigenziale per sostituirlo con l’Intelligenza artificialealgoritmi e dati abbinati alla gestione del calcio al posto di un’icona nazionale del football.

LEGGI TUTTO:

https://comedonchisciotte.org/disoccupazione-tecnologica-il-milan-sostituisce-paolo-maldini-con-lintelligenza-artificiale/

domenica 4 giugno 2023

L’IPOCRISIA DEL «RISCHIO DI ESTINZIONE» DENUNCIATO DAI BOSS DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

 

I dirigenti di OpenAI, Google DeepMind, Anthropic e altre aziende omologhe hanno annunciato che le intelligenze artificiali potranno un giorno rappresentare un pericolo accomunabile alla pandemia del 2019, se non addirittura alle armi nucleari. Non è la prima volta che i leader del settore gettano benzina sugli allarmismi sfrenati e non sarà certamente l’ultima, tuttavia  la loro preoccupazione non fa altro che inquinare il discorso pubblico deviando l’attenzione dalle vere insidie che si legano alle IA. L’ultima vampata sul tema è avvenuta martedì 30 maggio, giorno in cui il Center of AI Safety ha pubblicato sul suo portale uno statement siglato da alcuni dei nomi più noti della scena tech. L’obiettivo dichiarato dai firmatari è quello di evidenziare come «mitigare il rischio di estinzione da parte delle IA debba essere una priorità globale al pari di rischi di vasta scala quali le pandemie e le guerre nucleari». La no-profit non si azzarda a lanciare nessuna idea progettuale, il lapidario virgolettato riportato qui sopra è anzi il testo integrale di ciò che i luminari del settore hanno deciso di sottoscrivere. La fiction esplora ormai da molti decenni mondi in cui robot rappresentano una minaccia per l’umanità, quindi l’idea che l’intelligenza artificiale possa sterminare o schiavizzare la società fa parte dell’immaginario collettivo e chiunque faccia leva su simili argomentazioni non faticherà mai a trovare terreno fertile per le proprie parole. Ciò che spesso i CEO omettono di rimarcare è però che quelle stesse derive sci-fi siano ben lontane dal raccontare realtà connesse ai prodotti commercializzati dalle loro aziende. Il sottotesto che emerge in quell’unica riga di testo diffusa dal Center of AI Safety è che le IA attualmente presenti sul Mercato siano assolutamente sane e che le preoccupazioni debbano piuttosto concentrarsi su ipotetici panorami futuri dai contorni fumosi. Basta d’altronde analizzare i ruoli dei singoli personaggi per notare come i dirigenti del settore abbiano la tendenza a proporre pubblicamente nuove leggi a patto che queste non danneggino in alcun modo la loro attività. Solamente a marzo, un’associazione perlopiù finanziata da Elon Musk aveva enunciato la necessità di bloccare lo sviluppo degli algoritmi generativi di ultima generazione, sospensione che fatalmente non avrebbe intaccato in alcun modo le mire imprenditoriali del miliardario sudafricano. Ancora più sfacciato è Sam Altman, CEO di OpenAI che da un lato sostiene con foga la necessità di implementare nuove regole e che dall’altro manifesta apertamente fastidio nei confronti di quell’AI Act europeo che dovrebbe finalmente sedare ogni sua preoccupazione formale. Altman e diversi suoi colleghi hanno un’idea ben chiara del mondo in cui le intelligenze artificiali dovrebbero essere gestite e suggeriscono apertamente che il tema debba cadere in seno direttamente alle Nazioni Unite. Così come il nucleare può fare affidamento alla International Atomic Energy Agency (IAEA), anche le intelligenze artificiali meriterebbero insomma un proprio organo di vigilanza di portata internazionale. Poco conta che la IAEA sia spesso criticata per il suo ruolo passivo, per la sua scarsa indipendenza e per l’assenza di un potere esecutivo che possa obbligare i singoli Governi a sottostare effettivamente ai patti concordati. Spostando l’attenzione su di un ipotetico «rischio di estinzione» ci sono buone possibilità che il pubblico e i legislatori si distraggano o che ridimensionino i pericoli già ben integrati negli strumenti di IA generativa. Dar voce al terrore ancestrale non fa altro che sminuire la percezione del danno che potrebbe essere causato da una gestione torbida degli archivi di riferimento delle IA e dall’istituzione di un’oligopolio imprenditoriale che, una volta ottenuta una posizione di vantaggio, potrebbero in qualsiasi momento ridefinire i contenuti a disposizione della massa. Le derive strategiche assunte dai social media dovrebbero insegnare, tuttavia i precedenti servono a poco quando si distoglie lo sguardo dall’esperienza per guardare a un futuro inverosimile quanto minaccioso.

mercoledì 31 maggio 2023

Per gli esperti la AI è un rischio come la guerra nucleare o la pandemia

 

In una semplice dichiarazione di 22 parole in inglese, un gruppo di ricercatori, ingegneri e amministratori delegati dell’IA ha espresso preoccupazione per la minaccia esistenziale rappresentata dall’intelligenza artificiale. Il rapporto sottolinea l’urgente necessità di dare priorità alla mitigazione dei rischi dell’intelligenza artificiale accanto a pericoli di portata globale come le pandemie e la guerra nucleare.

LEGGI TUTTO:

https://scenarieconomici.it/per-gli-esperti-la-ai-e-un-rischio-come-la-guerra-nucleare-o-la-pandemia/

domenica 14 maggio 2023

C’è più del 50% delle possibilità che la AI distrugga l’umanità. Questo è il risultato di una recente ricerca economica

 

A marzo analisti di Goldman Sachs avevano previsto che lpintroduzione approfondita della Ai e la sua continua evoluzione avrebbe rivoluzionato il mondo del lavoro, spazzando via gran parte delle attività nel settore dei servizi e professionali.


In particolare, secondo Jan Hatzius, “utilizzando i dati sulle mansioni professionali sia negli Stati Uniti che in Europa, abbiamo scoperto che circa due terzi dei lavori attuali sono esposti a un certo grado di automazione dell’IA e che l’IA generativa potrebbe sostituire fino a un quarto dei lavori attuali. Estrapolando le nostre stime a livello globale, si evince che l’IA generativa potrebbe esporre all’automazione l’equivalente di 300 milioni di posti di lavoro a tempo pieno”, in quanto fino a “due terzi delle occupazioni potrebbero essere parzialmente automatizzati dall’IA”.

LEGGI TUTTO:

https://scenarieconomici.it/ce-piu-del-50-delle-possibilita-che-la-ai-disstrugga-lumanita-questo-e-il-risultato-di-una-recente-ricerca-economica/

venerdì 31 marzo 2023

Big tech al bivio sugli algoritmi: già investiti 200 miliardi

 

Continua a tenere banco la lettera firmata da alcuni manager della Silicon Valley (Elon Musk in testa) in cui si chiede di sospendere gli sviluppi relativi all'Intelligenza Artificiale generativa. Le firme hanno toccato quota 1.500, confermando quanto la tematica catalizzi moltissima attenzione nell'industria tecnologica. Ma di fianco ai pesanti interrogativi posti nella lettera - che di fatto mette in discussione il futuro della stessa umanità se l'intelligenza artificiale rimane senza controllo – crescono anche i dubbi relativi agli investimenti che Big Tech ha già scucito verso questo settore. Numeri troppo elevati, probabilmente, per immaginare uno stop troppo lungo sugli sviluppi di questa tecnologia. Nel 2022, mentre sul mercato azionario si abbatteva una crisi che è costata 5 trilioni di dollari al Nasdaq, i big five dell'industria tech (Apple, Amazon, Microsoft, Google e Meta) hanno investito 223 miliardi in ricerca e sviluppo (dati Economist, ndr). Una cifra enorme, se si considera che nel 2019 erano stati 109 i miliardi investiti. E benché all'interno della macro-area vengano racchiusi anche costi differenti, la fetta più grossa di questi investimenti si concentra sempre sulle scommesse più importanti. L’intelligenza artificiale è sicuramente fra queste. Prendiamo le mosse di Microsoft, che ha puntato con forza su OpenAI, l'azienda di San Francisco che ha prodotto ChatGPT. Il colosso di Redmond, solo per questa operazione, ha stanziato circa 11 miliardi di dollari. Poi ha investito in altre realtà più piccole. Ma come Microsoft, un po' tutti gli altri Big si sono mossi nella stessa direzione. Il ceo di Meta, Mark Zuckerberg, di recente ha spiegato che l’intelligenza artificiale è la più grande categoria di investimento della sua azienda. E benché non sia ancora ufficiale, una storia simile è anche quella di Alphabet, che nei prossimi giorni, in occasione del rapporto sugli utili trimestrali, potrebbe rivelare per la prima volta i suoi investimenti in Bard, il suo chatbot intelligente (competitor numero 1 di ChatGPT). Ma non hanno trascurato il settore neanche Apple ed Amazon, con quest’ultima che sta sviluppando (grazie a una startup) un’intelligenza artificiale generativa da integrare nel suo marketplace. In generale, secondo i dati di PitchBook, circa un quinto delle acquisizioni e degli investimenti combinati delle società dal 2019 ha coinvolto aziende di intelligenza artificiale, molto più della quota destinata a criptovalute, blockchain e altre tecnologie. E secondo i dati forniti da PredictLeads, oggi almeno un annuncio su dieci nelle aziende dell’industria tech richiede competenze sull’intelligenza artificiale. Un settore, insomma, già decisamente ancorato ai modelli di business delle aziende più capitalizzate al mondo. Per questo, adesso, potrebbe nascere una storia di precedenze: prima il business o prima le preoccupazioni di chi teme per le sorti della civiltà umana?

mercoledì 22 marzo 2023

«Se regna l’algoritmo la democrazia è messa in pericolo»

 

 Il velo di una religiosa si affaccia a una delle finestre del primo piano. Collarini bianchi e abiti neri escono ed entrano, nazionalità molteplici, tutti si scambiano un sorriso. C’è anche qualche studente laico, soprattutto tedeschi, nella grande sala al piano terra della Pontificia università Gregoriana di Roma. Padre Paolo Benanti ci fa strada fino al suo studio al sesto piano. Dall’ascensore si scorge il vicino Altare della patria. Ha un’ora per l’intervista, lo attende la preghiera nel monastero francescano dove vive con 6 confratelli - «dai 28 ai 101 anni» - del Terzo ordine regolare. «Insegno qui da 10 anni», ricorda, raccontando di una vocazione che si è «accesa dentro subito» all’incontro con la proposta di vita dei frati, all’ultimo anno di Ingegneria. «Pensavo di essermi lasciato le materie tecniche alle spalle, ma nei 10 anni successivi ho ritrovato le materie umanistiche e la teologia, fino ad approdare - passando per Georgetown - allo studio dell’etica della tecnologia». Cosa c’entra Dio con Internet, viene da domandarle subito. «Ovviamente l’etica non nasce solo come fenomeno religioso, ma umano. L’uomo è dotato di una libertà, di una responsabilità e di una consapevolezza. Dovessimo sentire per strada il vagito di un bimbo, e ci accorgessimo che dentro a un cartone c’è un neonato abbandonato, c’è qualcosa nel profondo di ciascuno di noi che ci porterebbe a dire “fai qualcosa”». Questione di coscienza? «Per i cattolici questa voce nel profondo è un’eco della voce di Dio, e la coscienza il luogo dove Dio e l’uomo parlano intimamente tra loro. Un sacrario, dice la Chiesa. Questo non vuol dire che la risposta etica non sia razionale. Perché la “ra - t io”, dice Sant’Agostino, è la prima forma di Provvidenza. L’etica non è solo un insieme di regole, ma in prima istanza è una domanda di senso». Un motore di ricerca ha scelto le prime fonti per studiare le doman - de di questa intervista; la tecnologia ha dettato il mio percorso tra le vie di Roma per arrivare qui; l’algo - ritmo mi suggerisce acquisti e persino pensieri. Forse è dalla libertà che occorre partire. Lo siamo, davvero liberi? «Non siamo angeli, dalla libertà assoluta. Né palle da biliardo che se colpite con una certa angolazione o forza possiamo prevedere in quale buca arriveranno. La nostra libertà è sempre una libertà incarnata». Cosa significa? «Se io la porto sul tetto di questo edificio, e le chiedo poi di scendere, lei è libera di farlo con me dalle scale o di saltare di sotto. Però una volta che ha deciso liberamente, se salta non lo decide più lei. Può morire, e metteremo una lapide. Può non farsi nulla, e metteremo un “per Grazia ricevuta”. O potrebbe ahimè rimanere in sedia a rotelle. La libertà che ha dopo ogni atto di libertà non è la stessa di prima, ma frutto anche delle scelte che ha fatto. Me la consente una metafora?». Come dirle di no. «La libertà è la facoltà del definitivo. Nasciamo come fossimo blocchi di pietra. Ogni scelta, è una scalpellata. Se tutte le scelte sono coerenti, otterremo un David di Michelangelo. Se le scelte sono “un po’ così e un po’ c o s à”, uscirà un Modigliani».Non le piacciono i suoi quadri? «Non sto dicendo siano brutti. Se le martellate poi sono a caso, otterremo un mucchio di macerie. Possiamo cioè anche danneggiare noi stessi. Ma questo ci dice che la libertà collabora alla bellezza. Con un fine, che va oltre il singolo atto » . E poi ci sono le martellate che ci danno gli avvenimenti, o gli altri, o gli algoritmi, appunto. «Con la stagione dei dati siamo passati dal controllo dei corpi - biopolitica - a una psicopolitica: strumenti efficaci nello spingerci a fare scelte, come un pungolo che coesiste con la nostra libertà. C’è quindi la sfida dell’umano. E se questo accade fin dall’antichi - tà, oggi la differenza è che non è detto abbiamo la coscienza di cosa stia accadendo». Nel frattempo ci sono le big tech che macinano utili… «Monetizzando con le “b r ic io l e” che lasciamo come Pollicino nel nostro uso di internet. Le intelligenze artificiali in grado di predire se un pezzo della stazione spaziale si sta o meno per rompere, sono state applicate all’essere umano, non per predire, ma per produrre. Il “forse ti interessa anche” che i social ci propongono, spingono le vendite di un paio di scarpe anche del 12% in più di una vecchia pubblicità. E hanno l’effetto di cambiare la vita delle persone». Vale anche per la politica, si è visto cosa è successo con la Brexit, o negli Usa. «La propaganda esiste da secoli, naturalmente, ma oggi se ne perde il controllo della responsabilità. Soprattutto, nello spazio pubblico della democrazia, irrompono strumenti di aziende private. Quel che è accaduto al Super Bowl è un esempio del problema etico che si pone». Che è successo al Super Bowl? Le cronache italiane non lo hanno rac c o ntato. «Joe Biden twitta per la sua squadra. Ed eclissa per numero di visualizzazioni il tweet - incidentalmente per la squadra opposta - di Elon Mu s k » . È il presidente degli Stati Uniti d’A m e r ica . «Bene, ma sa che è successo poi? Si racconta che il fratello di Musk nella notte abbia chiesto ai suoi ingegneri di cambiare l’a lgo ritm o, perché il tweet del proprietario avesse più visualizzazioni». Un episodio… diver tente? «Preoccupante. Perché conta il simbolico, di questo avvenimento. Qual è la gestione della democrazia nello Stato che dovrebbe esserne il campione? Siamo sicuri che non sia già in atto una conflittualità tra potere pubblico e privato?». Ci rassicuri: in Italia queste cose non accadono, g iu s to? «Il nostro elettorato ha una variabilità del 16,5%, una bella “fett a” da poter influenzare, non crede? Anche in Italia c’è la pubblicità online, anche da noi le big tech monetizzano. Non vedo perché non dovrebbero avere interesse di influenzare quella fetta di e l etto r i » . C’è chi controlla intern et? «Ecco, aspettavo questa sua domanda perché su questo c’è una novità freschissima» (Prende un plico di fogli in inglese, li tradurrà all’istante mostrandomi le pagine che più lo hanno colpito). C o s’è? «Questo è il report dell’u lti ma versione di Gpt, che si chiama G pt 4 » .Che spiegato semplice è…. «…un prodotto fatto dagli ingegneri di una società che si chiama OpenAi. È un modello cioè un sistema informatico che imita le capacità dell’intelligenza umana, come il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività basandosi su algoritmi che elaborano i dati e producono risposte». Cosa dice quel report? «Le anticipo che la parte più preoccupante è alla fine. Ma andiamo per ordine: questo nuovo modello ha stupito persino i suoi ricercatori per le numerose novità. Ha mostrato di saper unire diversi elementi in un quadro di senso e sa riconoscere cosa ci sia di strano in u n’immagine o risolvere un difficile problema matematico a partire da una sua foto. Un dettaglio poco importante ma molto folcloristico è che tra le capacità linguistiche di Gpt4 spicca la lingua l’inglese ma subito dopo viene l’i ta l i a n o » . È stata addestrata bene, quindi. «Sì, ma per la prima volta OpenAi condivide alcune informazioni ma non tutte. Non sappiamo dei dati utilizzati, dei costi energetici, quali sono stati i metodi per creare l’h a rdwa re » . Da open a cl o s e d . «Rendendo così difficile - dicono alcuni - lo sviluppo di misure di salvaguardia contro il tipo di minacce poste da sistemi di intelligenza artificiale, per esempio. In un’inter - vista Ilya Sutskever, scienziato capo e cofondatore di OpenAi, ha detto di non voler condividere ulteriori informazioni per paura della concorrenza e per timori di sicurezza. Senta cosa scrivono qui: “Al - cune capacità rimangono difficili da prevedere”». Cioè? Sfugge al controllo? «I ricercatori si sono accorti che il modello può avere la capacità di adottare strategie a lungo termine. E che va alla ricerca di potere e risorse. Guardi questa nota quasi nascosta a pagina 53: OpenAi ha dato a ll ’Alignment Research Center (Arc) degli Stati Uniti l’accesso anticipato ai modelli per consentire al loro team di valutare i rischi derivanti da comportamenti di ricerca del potere. Sa che cosa ha tentato di verificare l’Arc? Se il modello fosse in grado - se dotato di libertà, un conto in banca e potere - di guadagnare di più e creare copie di se s te s s o » . Un film di fantascienza che è già rea l t à? «Per fortuna - dico io - le versioni di Gpt4 valutate erano inefficaci nel compito di replica autonoma in base agli esperimenti preliminari condotti. Non è una intelligenza artificiale quindi, ma ne mostra alcuni tratti salienti. Mi chiedo però: di fronte alla meraviglia per quanto fatto e di fronte all’emergere di capacità non previste, dobbiamo essere preoccupati o andare avanti senza paura? Per rispondere, temo, è indispensabile l’algoretica, cioè u n’etica dell’a l go r i tm o » . La politica se ne rende conto? «Lo chiedo anche io. Quando dovevamo vaccinarci, un algoritmo ha scelto l’ordine delle iniezioni. Sono stati rispettati i principi della Costituzione? Chi vigila? E, alla luce di quanto le ho letto, qualcuno si rende conto che occorrono regole? Torniamo qui alla questione della libertà che mi ha posto all’i n i z io d el l’intervista: chi davvero conosce oggi le finalità di questi modelli? La loro capacità di influenzare l’essere umano, in una maniera nuova e non prevedibile, come dicono i suoi stessi creatori?».