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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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domenica 27 novembre 2016

Steve Bannon, il segugio infernale del trumpismo rampante

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Il logo ufficioso di Breitbart News è un animale di inusitata ferocia, un tasso africano ghiotto di miele e il suo motto:honey badger don’t give a shit (il tasso del miele se ne fotte). Dall’inizio della presidenza Trump il sito destina l’aggiornamento in tempo reale dei primi 100 giorni del presidente, monitorando con assiduità la rivoluzione del trumpismo. Con Steve Bannon il sito Breitbart News Ã¨ diventato la nuova frontiera della comunicazione della destra americana, dove un gruppo di giovani redattori ha lavorato con passione ideologica alla diffusione delle notizie.
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http://comedonchisciotte.org/steve-bannon-il-segugio-infernale-del-trumpismo-rampante/

Madame le President Marine Le Pen – Prossimo Terremoto politico in Europa?

fillon lepen

Dopo lo shock della Brexit e l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, ormai tutto sembra possibile nel mondo politico. Tra sei mesi Marine Le Pen, il capo del Fronte Nazionale francese (FN), si vedrà a portata di mano la presidenza.
Questa è una possibilità che non è la sola Le Pen a   trumpeting – strombazzare – dopo la votazione-sorpresa in Gran Bretagna per uscire dall’Unione Europea e l’altrettanto sorprendente vittoria di Trump negli USA all’inizio di questo mese. La scorsa settimana, l’attuale Primo ministro francese Manuel Valls ha riconosciuto che la leader del FN potrebbe essere eletta Presidente della Repubblica francese, quando il paese andrà alle urne in aprile-maggio del prossimo anno.
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Di quale paese parla l’Istat ?

Una manifestazione di disoccupati in una foto d'archivio.
ANSA  CIRO FUSCO

In base all’ultimo rilevamento dell’Istat la soddisfazione degli italiani per le condizioni di vita è in aumento. “Rispetto al 2015, inoltre migliorano i dati campionari sulla percezione della situazione economica di famiglie e individui”. Secondo l’Istituto “La quota di persone di 14 anni e più soddisfatte della propria situazione economica aumenta dal 47,5% del 2015 al 50,5% del 2016. Nel 2016, aumenta anche la quota di famiglie che giudicano la propria situazione economica invariata (dal 52,3% del 2015 al 58,3%) o migliorata (dal 5,0% al 6,4%) e le proprie risorse economiche adeguate (dal 55,7% al 58,8%)”. Più che della realtà attuale, sembra unadescrizione fedele delle rappresentazioni dei media che tendono a minimizzare la crisi economica in corso, la quale di anno in anno viene considerata superata, e auspicano la famosa “ripresa” che in verità, come Godot, non arriva mai. Sono davvero così soddisfatti, gli italiani, oppure si tratta di un artificio contabile simile a quelli che spesso condizionano i risultati dei dati statistici.
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http://comedonchisciotte.org/di-quale-paese-parla-litalia/

martedì 22 novembre 2016

Senato, è legge ddl sulla canapa: agricoltori non responsabili se principio attivo resta entro lo 0,6

Senato, è legge ddl sulla canapa: agricoltori non responsabili se principio attivo resta entro lo 0,6

Passata la proposta di legge per lo sviluppo della filiera della canapa. L’annuncio arriva dalla commissione Agricoltura delSenato che in sede deliberante l’ha approvato in via definitiva e all’unanimità. Nel mese di settembre tutti i gruppi avevano ritirato gli emendamenti presentati e due settimane fa, su richiesta del relatore Mario Dalla Tor (Ap), la proposta di legge era stata assegnata alla 9a commissione di Palazzo Madama.
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http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/22/senato-e-legge-ddl-sulla-canapa-agricoltori-non-responsabili-se-principio-attivo-resta-entro-lo-06/3209980/

La Costituzione al servizio della finanza



Per quanto formalmente il prossimo 4 dicembre saremo chiamati a pronunciarci su un quesito che attiene alla riforma di parti importanti della nostra Costituzione, nella sostanza andremo a pronunciarci su un tema di massima rilevanza che attiene alla ridefinizione dei rapporti Stato-mercato in Italia. 

In tal senso, al di là della contingenza del dibattito politico, il referendum assume una forte valenza ideologica. Dovrebbe essere ormai chiaro che la riforma Boschi-Renzi non fa altro che accentuare il processo di messa al bando dell’intervento pubblico in economia, già in buona parte realizzato con la revisione dell’articolo 81 della Costituzione e l’introduzione del vincolo costituzionale del pareggio di bilancio. È vero che nel quesito che ci verrà sottoposto non leggeremo nulla di tutto questo, ma è sufficiente leggere i rapporti delle Istituzioni finanziarie internazionali che vogliono la riforma e i testi preparatori della riforma stessa per convincersi che l’oggetto del contendere è esattamente questo. Vediamo. 

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http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-costituzione-al-servizio-della-finanza/

Da Bankitalia a Obama, aveva proprio ragione Marx…

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http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2016/11/20/IL-CASO-Da-Bankitalia-a-Obama-aveva-proprio-ragione-Marx-/733947/

CINA E GIAP­PO­NE: TRUMP TE LA DO IO L’IN­FLA­ZIO­NE!

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Per chi se lo fosse perso la scor­sa set­ti­ma­na, Ku­ro­da il go­ver­na­to­re della Banca cen­tra­le giap­po­ne­se ha di­chia­ra­to che la BOJ for­ni­rà li­qui­di­tà il­li­mi­ta­ta ai mer­ca­ti…
(Il Sole 24 Ore Ra­dio­cor Plus) – Roma, 17 nov – La Banca del Giap­po­ne (Boj) ha va­ra­to, a sor­pre­sa, un piano di ac­qui­sti di ti­to­li di Stato giap­po­ne­si, di im­por­to il­li­mi­ta­to, sulle sca­den­ze tra uno e cin­que anni per con­tra­sta­re il rial­zo dei ren­di­men­ti in atto sulla parte a breve della curva. Dopo l’an­nun­cio della Boj i ren­di­men­ti a due, cin­que e dieci anni dei bond nip­po­ni­ci hanno in­ter­rot­to la sa­li­ta e in­ver­ti­to la rotta. Il Go­ver­na­to­re della Banca, Ha­ru­hi­ko Ku­ro­da, par­lan­do in Par­la­men­to ha detto che non avreb­be per­mes­so che pres­sio­ni sul mer­ca­to dal­l’e­ste­ro in­fluen­zas­se­ro l’an­da­men­to dei ren­di­men­ti dei bond nip­po­ni­ci.
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http://icebergfinanza.finanza.com/2016/11/22/cina-e-giappone-te-la-do-io-linflazione/

RE­CORD A WALL STREET: IL RI­TOR­NO DEL­L’A­RA­BA FE­NI­CE!

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Non ho idea se que­sto sia il de­fi­ni­ti­vo ul­ti­mo volo del­l’A­ra­ba Fe­ni­ce o se bi­so­gna an­co­ra at­ten­de­re qual­che istan­te, in fondo i mer­ca­ti ame­ri­ca­ni non hanno più nulla a che ve­de­re con la real­tà, ma­ni­po­la­ti e ar­ti­fi­cial­men­te so­ste­nu­ti dal nulla fon­da­men­ta­le.
Ave­va­no bi­so­gno di ce­le­bra­re i so­li­ti re­cord sui so­li­ti ca­pel­li­ni, dro­ga­ti e psi­co­pa­ti­ci aiu­ta­ti da qual­che mani a forte che tien su la ba­rac­ca e nella notte lo hanno fatto, 19.000 per il Dow e 2.200 per lo S&P500.
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Quali prospettive per i nostri (pro)nipoti?

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Nell’era della “disoccupazione tecnologica”, il reddito di cittadinanza dovrebbe essere quella parte di profitto a cui il capitale rinuncia per garantirsi la domanda di merci
Piuttosto che intervenire sulle condizioni di fattibilità pratica del reddito di cittadinanza, su cui non ho competenza, vorrei interrogarmi sul significato storico che può assumere il dibatterne oggi. Infatti io lo giudico un argomento economico cruciale posto dalla mutazione radicale che sta subendo la “maniera capitalistica del produrre”.
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Tra reddito e lavoro, il terzo settore

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Una risposta realistica alla contrapposizione tra reddito e lavoro può consistere nell’incentivare le imprese che perseguono comportamenti socialmente responsabili
L’ampio dibattito in corso su reddito di cittadinanza e reddito minimo garantito – il primo inteso come programma universalistico e incondizionato, che prevede l’accesso da parte di tutti ai frutti delle risorse comuni, il secondo visto come programma selettivo, che implica la concessione di un sussidio in favore di chi si trova al di sotto di una determinata soglia di povertà – ha visto emergere la contrapposizione tra chi, nella lotta alla disuguaglianza e alla disoccupazione, punta a sostenere i redditi e chi punta a sostenere il lavoro.
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