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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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venerdì 11 agosto 2017

America, ci risiamo con le bolle. I debiti privati ai livelli del 2008!

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Ricordate i bei discorsi dopo la crisi finanziaria del 2008? Ci dissero, allora e lo ribadirono per molti anni a venire, che la lezione era stata imparata, e che non ci sarebbero state più bolle generate da un ricorso sconsiderato al debito privato. Perché, come sappiamo, la crisi del 2008 fu generata da un meccanismo perverso, che spinse anche gli americani meno abbienti a indebitarsi per comprare case che in realtà non potevano permettersi. Quel meccanismo rappresentava la punta estrema di un sistema incentrato sull’indebitamento come motore della crescita economica americana. Era una bolla sulla bolla.
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http://megachip.globalist.it/kill-pil/articolo/2000291/america-ci-risiamo-con-le-bolle-i-debiti-privati-ai-livelli-del-2008.html

Il Capitalismo è 'Great Again'. Salvo grande crack in autunno

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Il Fondo Monetario “rivede al rialzo le previsioni sulla crescita italiana”, dicono i media: da 0,8 saliamo a 1,3.   Grandi esperti questi visitati del Fondo Monetario. Vengono a Roma e si fanno dare le cifre dal loro vecchio amico ministro Padoan.  C’è bisogno di un po’ di ottimismo per sostenere il governo Gentiloni, consentire alla UE la finzione di credere ad una nostra maggior crescita per lasciarci sforare, fare ancora un po’ più debito senza “riforme” (le riforme vere, quelle dei  50 miliardi annui di sprechi e malversazioni pubbliche, non si faranno mai; magari tagliate un po’ le pensioni, suggerisce il FMI).  Infine, c’è bisogno di  far credere agli italiani che anche noi, sebbene meno e ultimi, “stiamo uscendo dalla crisi” come “tutto l’Occidente”. Ma  soprattutto, credo, perché il Sistema deve scongiurare il panico  della gente, mentre si moltiplicano i sinistri scricchiolii  del crack prossimo venturo.
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http://megachip.globalist.it/kill-pil/articolo/2000647/il-capitalismo-a-great-again-salvo-grande-crack-in-autunno.html

Vai Caos, Vai




 Ãˆ bene tornare regolarmente a leggere quello che James Howard Kunstler, commentatore iconoclasta, visionario e ricco di un’ironia sghignazzante, se non sprezzante, ci dice degli avvenimenti e di ciò che vede circa l’avvenire immediato del suo paese…
“Immediato”, effettivamente perché in questo testo, corto e scritto a 100 all’ora, Kunstler ci immette in un’ America caotica, quella che ci aspetta fra poco tempo…
Questa America caotica nella quale il presidente Trump sarà destituito in forza del venticinquesimo emendamento, precisa lui, quello dei presidenti pazzi; dove il suo successore (il vicepresidente Pence) non potrà fare granché di più del demente appena dimesso; dove l’insurrezione popolare scoppierà dovunque e in tutte le direzioni, e in tutti i modi, semplicemente per esprimere una collera trattenuta da tanto tempo; dove un generale più o meno di facciata sarà insediato alla Casa Bianca perché alla fine tutto si concluda con qualcosa che non avrà più granché a vedere con ciò che abbiamo conosciuto; con qualche parte in questa cosa sconosciuta, e dall’alto di  una nuvola ( la famosa nuvola?), diciamo sopra l’Ohio, il gatto di Schrödinger guarderà in basso, verso di noi, sorridente (senza dubbio ironicamente ma con quella sfumatura  enigmatica che ha sempre avvolto gli eroi dell’”esperienza del pensiero” sulla teoria quantica del fisico in questione)… 
A proposito del titolo del testo di  Kunstler del 21 luglio 2017 su Kunstler.com, abbiamo fatto una ricerca sulla sigla MEOW, e concluso arbitrariamente che l’acronimo, che ha molti significati, in questo caso ha quello di “Equivalente Morale Di una Guerra” (Moral Equivalent Of War – nell’originale- N.d.T.)
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L’economia va tanto bene, che UE medita di bloccare i depositi



L’economia  dell’Europa “è tornata a crescere”. La disoccupazione “cala”  anche in Italia. Le cose vanno così bene – che la UE sta meditando il congelamento dei depositi, in caso di crisi, per impedire la corsa agli sportelli che trascinerà tutte le banche nell’abisso.  Per salvare le banche, vi vieteranno di ritirare i  vostri  risparmi.
Lo ha raccontato la Reuters il 28 luglio.
La proposta è stata avanzata dall’Estonia, che ha la presidenza pro-tempore della UE.  La questione è discussa  dietro le quinte dall’inizio dell’anno,  ed ha avuto una accelerazione due mesi fa, quando un panico bancario con corsa agli sportelli ha contribuito al  fallimento del Banco Popular, poi “salvata”  inglobandola in  Santander.
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Polanyi e la distruzione distruttrice del mondo moderno



Per una volta saremo meno cool del solito. Mentre uno scrittore tedesco censurato (vedete Friedrich Zauner, Unz.com) racconta degli stupri commessi nella civile città universitaria di Tübingen, noi parleremo di questo mondo moderno che non smette di distinguersi e di mostrarsi contento di se stesso. In Germania sono passati da Goethe e Bach al caro Hitler e alla Merkel, il mondo moderno.
Il mondo moderno ha distrutto il mondo, la sua diversità, la sua cultura, la sua tradizione, le sue civiltà. Ciò che oggi chiamano diversità non è altro che un mezzo strategico-tecnocratico per fottere gli altri a spese del contribuente.
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lunedì 7 agosto 2017

Siamo schiavi di una montagna di debiti o di un castello di carte?

La piramide finanziaria del debito

C’è un sentimento che mi pervade da quando ho capito come funziona il sistema monetario e questo sentimento è di incredulità. Da quando ho acceso la luce su questo assurdo sistema, continuo a chiedermi come la gente non veda chiaramente che il suo funzionamento ci rende schiavi nella nostra vita di tutti i giorni.
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https://comedonchisciotte.org/siamo-schiavi-di-una-montagna-di-debiti-o-di-un-castello-di-carte/

Rousseau, un predecessore: la sua lotta al consumismo. (Dal “Discorso sulle scienze e sulle arti”)



“Mentre il governo e le leggi provvedono alla sicurezza e al benessere degli uomini consociati, le scienze, le lettere e le arti, meno dispotiche e forse più potenti, stendono ghirlande di fiori sulle catene di ferro ond’essi son carichi, soffocano il loro sentimento di quella libertà originaria per la quale sembravan nati, fan loro amare la loro schiavitù e ne formano i così detti ‘popoli civili’”.
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Saprà la Merkel gestire in modo razionale l’inevitabile Italexit?



“All’Italia conviene tornare alla lira”. Lo sostiene il tedesco Marc Friedrich, consulente finanziario di fama, in una intervista  a Sputnik Deutschland. Non solo l’Italia, affondata da un tasso record di debito e disoccupazione, ma “tutti i paesi del Sud Europa  starebbero meglio con una moneta sovrana invece che con l’euro. Questi paesi, con i limiti imposti dalla Banca Centrale, non vedranno mai  quell’inizio di  crescita  che permetterebbe loro di rimettersi”.
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https://comedonchisciotte.org/sapra-la-merkel-gestire-in-modo-razionale-linevitabile-italexit/

giovedì 27 luglio 2017

Rileggiti i Trattati, Mario !

Mario Draghi e gli obiettivi della BCE

Mario Draghi ha dichiarato, nella Conferenza Stampa del 20 luglio 2017 a Francoforte :
Dobbiamo sempre ricordare che il nostro mandato non è né la crescita né l’occupazione, ma è la stabilità dei prezzi. E questo è ciò che la nostra politica monetaria è orientata a fare e questo è ciò che dobbiamo esaminare per decidere se ci stiamo muovendo nella direzione giusta“.
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venerdì 21 luglio 2017

Nel frattempo due applausi per lo Stato Nazione



Il sistema capitalistico imperialista ha dominato il mondo per almeno due secoli e mezzo, oggi si  è ulteriormente trasformato da industriale in finanziario, un  sistema molto volatile e dinamico, che si adatta continuamente rispetto all’evolversi economico in maniera camaleontica, per cambiare pelle, rafforzarsi e impedire ai nemici di colpirlo.
L’imperialismo del ‘900 infatti era espressione dei conflitti esistenti tra le diverse potenze occidentali, che sfociavano in una serie di guerre altamente distruttive. Però il periodo di rivalità violenta inter-imperialistica si è praticamente concluso nel 1945, dopo la nascita dell’URSS, con la supremazia degli Stati Uniti, la creazione di accordi di Bretton Woods sulla politica del commercio mondiale e la nascita della NATO. Gli scontri diretti tra le due superpotenze, USA e URSS, furono sostituiti da scontri ai confini dell’impero, nelle periferie del globo (Guerra Fredda).
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