Raffinazione, geopolitica e inverno spingeranno i prezzi dell’energia sempre più in alto.
Il dilemma per la BCE è quindi particolarmente complesso. Non intervenire significa correre il rischio che lo shock energetico produca effetti di secondo livello, trasferendosi a salari, servizi e aspettative di inflazione. Intervenire troppo aggressivamente significa invece tentare di contrastare attraverso la compressione della domanda un’inflazione che nasce principalmente dall’offerta, con il rischio di aggravare la debolezza di economie europee già sottoposte al peso del caro energia.
l’Europa rischia di affrontare il nuovo shock energetico con la combinazione economicamente più difficile da governare: un’inflazione largamente importata, prezzi dell’energia ancora esposti a forti pressioni al rialzo, una crescita già debole e una politica monetaria costretta a scegliere fino a che punto combattere la prima senza compromettere ulteriormente la seconda.🤷♀️
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