NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
giovedì 1 gennaio 2015
1992-2012 - "Guerra Finanziaria" all'Italia (con commento di Paolo Barnard)
La scacchiera del mondo
Due parole sulla crisi russa (e anche su quella americana).
Per prima cosa è del tutto evidente che la crisi finanziaria russa sia assolutamente costruita a tavolino dagli USA per motivi geopolitici ed economici (e a tale proposito non sento liberali che si straccino le vesti contro la distorsione del "libero" mercato).
I fondamentali russi non giustificano minimamente un simile tracollo della moneta russa: finanze statali sane, debito pubblico molto basso, grosse riserve in valuta estera e oro (e si tratta di oro vero e non certo oro "di carta").
Tutto nasce dal tracollo del prezzo del petrolio creato dai sauditi (vedere le cronache del vertice OPEC ultimo scorso) probabilmente su input USA.
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Ne va della nostra civiltÃ
Il
matrimonio e la famiglia sono sotto attacco, e l’attacco è sferrato da
forze occulte e insidiose, che si servono della buona fede di un
pubblico manipolato ad arte e ormai abituato a pensare, o piuttosto a
credere di pensare, secondo categorie demagogiche preconfezionate:
pubblico che si illude di condurre una battaglia di civiltà per i
diritti dei “diversi” e, quindi, in teoria, dei più deboli, mentre è in gioco una posta altissima e ben diversa: la sopravvivenza della nostra civiltà , nel senso letterale dell’espressione.
Non è “soltanto” la nostra società che si trova in estremo pericolo, sospesa ormai sull’orlo dell’abisso: non soltanto
l’insieme pratico dei cittadini, con le loro reciproche relazioni
affettive, professionali, culturali; è la nostra stessa civiltà che
rischia il tracollo definitivo e irreparabile, vale a dire l’insieme dei
nostri valori, delle nostre tradizioni, dei nostri sistemi di pensiero.
Dal crollo di una società si può anche risorgere; dal crollo di una civiltà , no.
Certo, al posto di essa ne sorgerà una nuova; ma basata su altri
principi e su valori profondamente diversi, di cui saranno protagonisti
altri soggetti: altri popoli, altre comunità , altre maniere di vedere il
mondo e d’intendere il significato della vita. L’arte, la scienza, il
senso del bello, il senso del vero, il senso del giusto: tutto verrÃ
ricostruito su nuove basi, su diverse fondamenta. Non è detto che sarÃ
una brutta cosa, anzi, può darsi benissimo che la nuova civiltà sarÃ
migliore dell’antica: ma sarà un cambiamento doloroso. Nessuna civiltÃ
tramonta e scompare in modo indolore; e coloro che vivono quella fase
storica pagano sulla loro pelle un prezzo altissimo, senza alcuno sconto
e, per lo più, senza un orizzonte di speranza: per loro, il mondo che
sta finendo è tutto il mondo. Così l’hanno vissuta i Romani della tarda
antichità , quando i templi del paganesimo venivano abbattuti e Roma, la
Città Eterna, veniva presa e saccheggiata dai barbari: fu un trauma
sconvolgente, senza precedenti.
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Venduti all'Europa
L’editoriale
con il quale il direttore del Corriere della Sera ha inaugurato la
nuova grafica del più importante quotidiano italiano è diventato subito
famoso perché interpretato come un durissimo attacco al Capo del
Governo. Si sono subito aggiunte alla voce del Corriere le accuse dei
Sindacati, della Conferenza Episcopale italiana e perfino di qualche
vecchio amico di Renzi: “Basta parole, passa ai fatti”. Che Renzi
definisca “riforma” ogni parola che pronuncia appare abbastanza
delirante, ma in realtà a tutte queste accuse mancano quelle
fondamentali e l’editoriale di De Bortoli da questo punto di vista
sembra perfino troppo accomodante. L’angoscia maggiore degli italiani,
infatti, non consiste in ciò che è stato denunciato: l’eccessiva
sicurezza di sé e della propria oratoria da parte di Renzi, la
superficialità e l’incompetenza con le quali vengono prese tanto da lui
quanto dai suoi ministri decisioni importanti, ma qualcosa di ben
diverso e che si può riassumere in un unico dato: gli italiani sentono
e sanno di non avere un futuro.
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http://www.italianiliberi.it/Edito14/venduti-all-europa.html
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Il crollo di una costruzione immaginaria
I governanti
non guardano mai in faccia i risultati delle loro azioni se non quando,
perduta una guerra, sono costretti dai vincitori a pagare i danni della
sconfitta. Di fronte all’enorme catastrofe causata dall’unificazione
europea e dalla moneta unica, non essendoci vincitori che li
costringano a riconoscere quanto fosse sbagliato il loro progetto,
continuano a fingere che l’ “Europa” esista, piagnucolano (come ha
fatto ultimamente anche il ministro Padoan) davanti ai proprietari
della Banca centrale europea, ossia davanti a coloro cui hanno regalato
la nostra sovranità e indipendenza, affinché abbiano pietà di noi e non
ci mandino qualche lettera di reprimenda insieme alle dovute multe.
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http://www.italianiliberi.it/Edito14/il-crollo-di-una-costruzione-immaginaria.html
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Non mandate al Colle l'ennesimo servo di Bruxelles
Nessun
popolo è stato tradito durante tutta la sua storia dai suoi governanti
in maniera così determinata, cinica, perversa quanto gli Italiani.
Governanti che, a partire dal predominio del cristianesimo, hanno
odiato, disprezzato, calpestato i loro sudditi in modo tale che la
storia degli italiani potrebbe configurarsi come una “storia per
tradimenti”. Se si esclude la breve parentesi del periodo del
Risorgimento non si vede altro che i detentori del Potere intenti al
disprezzo, ossia a poggiare i piedi sugli Italiani come “corpo”, come
pedana dalla quale slanciarsi per raggiungere i propri scopi, offrendo
ai magnati di turno, di volta in volta Papi, Re, Imperatori, Dittatori,
Banchieri, Commissari europei, il territorio, l’indipendenza, la
civiltà italiana. L’Italia è il loro “mezzo”, il loro ricchissimo
patrimonio-strumento.
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http://www.italianiliberi.it/Edito14/non-mandate-al-colle-l-ennesimo-servo-di-bruxelles.html
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Gli Italiani non sanno d'aver perso la sovranitÃ
Nella legge di riforma della Costituzione, approvata dalla
maggioranza di sinistra in gran fretta poche ore prima dello scioglimento delle
Camere, c'è un passo fondamentale e che pure non è stato portato a conoscenza
dei cittadini né prima né dopo della sua approvazione. Si tratta dell'Articolo
117 di cui trascrivo il testo: " La potestà legislativa è esercitata
dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli
derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali". In
queste tre righe è codificata la perdita della sovranità legislativa
dell'Italia. Per questo l'articolo 117 non è stato discusso apertamente: gli
italiani non debbono sapere.
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http://www.italianiliberi.it/Editoriali/sovranitaE.htm#Ita
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Unione Europea voluta dalla Cia. Ecco le prove del coinvolgimento dei padri fondatori.
non ho parole..........
Unione Europea voluta dalla Cia. Ecco le prove del coinvolgimento dei padri fondatori.
In questa fase di crisi acuta dell’Euro e
dell’Europa sentiamo troppo spesso dire che questa non è l’Europa che
volevano i padri fondatori.
Vogliono farci credere che
quella che stiamo vivendo è una fase transitoria, difficile e tortuosa a
causa di qualche errore di percorso ma sicuramente superabile dato che
non è questa l’Europa che i padri fondatori avevano concepito e presto
si realizzerà il progetto iniziale di un’Europa nata con l’intento di
unire i popoli.
Tutto falso, la realtà documentata venuta fuori da documenti ufficiali incontrovertibili di cui i media
hanno mai parlato, testimonia l’esatto
contrario. Chi ha concepito, creato e finanziato l’Unione Europea aveva
bisogno di un’Europa debole, di un Europa in crisi, di Stati e Governi
senza potere decisionale e di popoli senza sovranità .
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