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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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giovedì 1 gennaio 2015

PRIMA DI VOTARE PD GUARDA QUI - non giudicare prima di guardare -


Anonymous smaschera Matteo Renzi con biografia di tutto rispetto!


1992-2012 - "Guerra Finanziaria" all'Italia (con commento di Paolo Barnard)

mi raccomando per le prossime elezioni politiche, rivotate pd..................

La scacchiera del mondo

Due parole sulla crisi russa (e anche su quella americana).
Per prima cosa è del tutto evidente che la crisi finanziaria russa sia assolutamente costruita a tavolino dagli USA per motivi geopolitici ed economici (e a tale proposito non sento liberali che si straccino le vesti contro la distorsione del "libero" mercato).
I fondamentali russi non giustificano minimamente un simile tracollo della moneta russa: finanze statali sane, debito pubblico molto basso, grosse riserve in valuta estera e oro (e si tratta di oro vero e non certo oro "di carta").
Tutto nasce dal tracollo del prezzo del petrolio creato dai sauditi (vedere le cronache del vertice OPEC ultimo scorso) probabilmente su input USA.
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Ne va della nostra civiltà

Il matrimonio e la famiglia sono sotto attacco, e l’attacco è sferrato da forze occulte e insidiose, che si servono della buona fede di un pubblico manipolato ad arte e ormai abituato a pensare, o piuttosto a credere di pensare, secondo categorie demagogiche preconfezionate: pubblico che si illude di condurre una battaglia di civiltà per i diritti dei “diversi” e, quindi, in teoria, dei più deboli, mentre è in gioco una posta altissima e ben diversa: la sopravvivenza della nostra civiltà, nel senso letterale dell’espressione.
Non è “soltanto” la nostra società che si trova in estremo pericolo, sospesa ormai sull’orlo dell’abisso: non  soltanto l’insieme pratico dei cittadini, con le loro reciproche relazioni affettive, professionali, culturali; è la nostra stessa civiltà che rischia il tracollo definitivo e irreparabile, vale a dire l’insieme dei nostri valori, delle nostre tradizioni, dei nostri sistemi di pensiero. Dal crollo di una società si può anche risorgere; dal crollo di una civiltà, no. Certo, al posto di essa ne sorgerà una nuova; ma basata su altri principi e su valori profondamente diversi, di cui saranno protagonisti altri soggetti: altri popoli, altre comunità, altre maniere di vedere il mondo e d’intendere il significato della vita. L’arte, la scienza, il senso del bello, il senso del vero, il senso del giusto: tutto verrà ricostruito su nuove basi, su diverse fondamenta. Non è detto che sarà una brutta cosa, anzi, può darsi benissimo che la nuova civiltà sarà migliore dell’antica: ma sarà un cambiamento doloroso. Nessuna civiltà tramonta e scompare in modo indolore; e coloro che vivono quella fase storica pagano sulla loro pelle un prezzo altissimo, senza alcuno sconto e, per lo più, senza un orizzonte di speranza: per loro, il mondo che sta finendo è tutto il mondo. Così l’hanno vissuta i Romani della tarda antichità, quando i templi del paganesimo venivano abbattuti e Roma, la Città Eterna, veniva presa e saccheggiata dai barbari: fu un trauma sconvolgente, senza precedenti.
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Venduti all'Europa

L’editoriale con il quale il direttore del Corriere della Sera ha inaugurato la nuova grafica del più importante quotidiano italiano è diventato subito famoso perché interpretato come un durissimo attacco al Capo del Governo. Si sono subito aggiunte alla voce del Corriere le accuse dei Sindacati, della Conferenza Episcopale italiana e perfino di qualche vecchio amico di Renzi: “Basta parole, passa ai fatti”. Che Renzi definisca “riforma” ogni parola che pronuncia appare abbastanza delirante, ma in realtà a tutte queste accuse mancano quelle fondamentali e l’editoriale di De Bortoli da questo punto di vista sembra perfino troppo accomodante. L’angoscia maggiore degli italiani, infatti, non consiste in ciò che è stato denunciato: l’eccessiva sicurezza di sé e della propria oratoria da parte di Renzi, la superficialità e l’incompetenza con le quali vengono prese tanto da lui quanto dai suoi ministri decisioni importanti, ma qualcosa di ben diverso e che si può riassumere in un unico dato: gli italiani sentono e sanno di non avere un futuro.
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 http://www.italianiliberi.it/Edito14/venduti-all-europa.html

Il crollo di una costruzione immaginaria

I governanti non guardano mai in faccia i risultati delle loro azioni se non quando, perduta una guerra, sono costretti dai vincitori a pagare i danni della sconfitta. Di fronte all’enorme catastrofe causata dall’unificazione europea e dalla moneta unica, non essendoci vincitori che li costringano a riconoscere quanto fosse sbagliato il loro progetto, continuano a fingere che l’ “Europa” esista, piagnucolano (come ha fatto ultimamente anche il ministro Padoan) davanti ai proprietari della Banca centrale europea, ossia davanti a coloro cui hanno regalato la nostra sovranità e indipendenza, affinché abbiano pietà di noi e non ci mandino qualche lettera di reprimenda insieme alle dovute multe. 
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 http://www.italianiliberi.it/Edito14/il-crollo-di-una-costruzione-immaginaria.html

Non mandate al Colle l'ennesimo servo di Bruxelles

Nessun popolo è stato tradito durante tutta la sua storia dai suoi governanti in maniera così determinata, cinica, perversa quanto gli Italiani. Governanti che, a partire dal predominio del cristianesimo, hanno odiato, disprezzato, calpestato i loro sudditi in modo tale che la storia degli italiani potrebbe configurarsi come una “storia per tradimenti”.  Se si esclude la breve parentesi del periodo del Risorgimento non si vede altro che i detentori del Potere intenti al disprezzo, ossia a poggiare i piedi sugli Italiani come “corpo”, come pedana dalla quale slanciarsi per raggiungere i propri scopi, offrendo ai magnati di turno, di volta in volta Papi, Re, Imperatori, Dittatori, Banchieri, Commissari europei, il territorio, l’indipendenza, la civiltà italiana. L’Italia è il loro “mezzo”, il loro ricchissimo patrimonio-strumento.
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 http://www.italianiliberi.it/Edito14/non-mandate-al-colle-l-ennesimo-servo-di-bruxelles.html

Gli Italiani non sanno d'aver perso la sovranità

Nella legge di riforma della Costituzione, approvata dalla maggioranza di sinistra in gran fretta poche ore prima dello scioglimento delle Camere, c'è un passo fondamentale e che pure non è stato portato a conoscenza dei cittadini né prima né dopo della sua approvazione. Si tratta dell'Articolo 117 di cui trascrivo il testo: " La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali". In queste tre righe è codificata la perdita della sovranità legislativa dell'Italia. Per questo l'articolo 117 non è stato discusso apertamente: gli italiani non debbono sapere.
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 http://www.italianiliberi.it/Editoriali/sovranitaE.htm#Ita

Unione Europea voluta dalla Cia. Ecco le prove del coinvolgimento dei padri fondatori.


In questa fase di crisi acuta dell’Euro e dell’Europa sentiamo troppo spesso dire che questa non è l’Europa che volevano i padri fondatori.                                                                                        Vogliono farci credere che quella che stiamo vivendo è una fase transitoria, difficile e tortuosa a causa di qualche errore di percorso ma sicuramente superabile dato che non è questa l’Europa che i padri fondatori avevano concepito e presto si realizzerà il progetto iniziale di un’Europa nata con l’intento di unire i popoli.
Tutto falso, la realtà documentata venuta fuori da documenti ufficiali incontrovertibili di cui i media
hanno mai parlato, testimonia l’esatto contrario. Chi ha concepito, creato e finanziato l’Unione Europea aveva bisogno di un’Europa debole, di un Europa in crisi, di Stati e Governi senza potere decisionale e di popoli senza sovranità.
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