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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

😔😔😔  

sabato 3 dicembre 2016

AU­STRA­LIA: HOU­SING CRASH!

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Come i no­stri let­to­ri ben sanno noi non ab­bia­mo al­cu­na fret­ta per­chè la ve­ri­tà è fi­glia del tempo e quan­do si ana­liz­za con pas­sio­ne e com­pe­ten­za le di­na­mi­che è solo que­stio­ne di tempo nel ve­de­re rea­liz­za­te le pro­prie sen­sa­zio­ni.
Con­si­glio a tutti di fare un salto in­die­tro nel tempo e an­da­re a ri­leg­ger­si…
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No, ovvero: per l’oste il suo vino è sempre il migliore

riforma 4 dicembre

La cosa più irritante di questo voto referendario, è il fatto che si scarichi sulle spalle degli italiani la responsabilità di decidere su una Riforma Costituzionale le cui modifiche sono talmente astruse e il cui quesito referendario è talmente incomprensbile, da costringere le persone a mettere una crocetta sul Sì o sul No con lo stesso spirito con cui tiferebbe a una partita di calcio, dove qualunque sia la ragione di chi perde, conta solo il risultato in campo.
I testi della modifica sono di così difficile comprensione, illeggibili anche per i molti costituzionalisti che li hanno esaminati, che la Signora Maria di Voghera o il Pensionato di Ladispoli finiranno a votare per sfinimento, più per liberarsi dal putrido tifo da stadio che impazza ovunque e sperando solo di veder sparire dai loro teleschermi la più noiosa e truffaldina partita che in Italia si sia mai vista, che sapendo davvero cosa stanno votando.
Solo chi si è preso il (molto) tempo e la (molta) briga di provare a decifrare l’accozzaglia confusa di testi messi insieme con l’evidente scopo di renderli indecifrabili ai più, avrà chiare le ragioni del proprio voto.

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http://comedonchisciotte.org/no-ovvero-per-loste-il-suo-vino-e-sempre-il-migliore/

 La ribellione non era Fidel, ma Ernesto “Che” Guevara

ricordando che guevara orig 1 main

“Fidel Castro è un uomo affascinante” mi disse una volta Susanna Agnelli, certamente non sospettabile di filocomunismo, che lo aveva incontrato a Cuba quando era ministro degli Esteri. E che lo fosse, affascinante, nessuno, nemmeno i suoi più irriducibili detrattori, può negarlo. Naturalmente questo non può assolverlo dalle sue colpe e dai suoi crimini durante i quasi cinquant’anni della dittatura e puntualmente documentati da quel grande inviato che è Fausto Biloslavo, molto filoamericano, forse troppo, che si rifà ai dati forniti dal Cuba Archive Project: 9.240 le “morti politiche”, 5.600 i cubani giustiziati, 1.200 quelli eliminati nelle esecuzioni extragiudiziarie, 8.616 i casi di detenzione arbitraria documentati nel 2015 e 2.500 nei primi due mesi di quest’anno. Poi c’è la repressione delle libertà individuali e in particolare di quella di espressione di cui hanno fatto le spese molti intellettuali cubani. Tutti i giornali della destra, nei giorni della morte di Fidel, hanno focalizzato l’obbiettivo su questi dati incontrovertibili.
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http://comedonchisciotte.org/%ef%bb%bf-la-ribellione-non-era-fidel-ma-ernesto-che-guevara/

Stampelle di Renzi e aiutini elettorali per il SI: la triste parabola di Landini e Camusso

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Le firme di Cgil Cisl Uil e di Fim Fiom Uilm sull’accordo quadro per i contratti pubblici e sul contratto dei metalmeccanici sono l’ultimo soccorso a Renzi da parte dei gruppi dirigenti dei sindacati confederali. Nessuna persona minimamente in buona fede, dopo la sottoscrizione di questi accordi con il governo, e con la Confindustria che fanaticamente lo sostiene, può negare l’aiuto al SI a pochi giorni dal voto nel referendum costituzionale.
Naturalmente i dirigenti sindacali firmatari delle intese insorgeranno sdegnati di fronte a questa semplice constatazione, affermando che gli accordi si fanno quando è il momento e giurando sulla propria assoluta indipendenza dal potere politico. Non è vero.
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A voi il match nella gabbia tra Fillon e la Le Pen

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È venuto (dalle retrovie), ha visto, ha vinto. Francois Fillon sarà il candidato della Destra Francese alle elezioni presidenziali del 2017 ed ha anche buone probabilità di vincere, al ballottaggio, contro la leader del Fronte Nazionale Marine Le Pen.
Fillon è un ultra-tradizionalista, con il valore della famiglia, un ragazzo da “radici cristiane della Francia”. In termini statunitensi, sarebbe un “Francese nazionalista” – senza deroghe. Il suo mantra ruota attorno all’idea storica della forza dell’identità nazionale francese (da Giovanna d’Arco a Voltaire), alla base della sovranità nazionale, e va ripetuto costantemente.
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Il piano economico di Trump non funzionerà

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Il piano economico di Trump sarà buono per l’economia USA ?
Pare che gli Americani siano convinti di si. Secondo un recente sondaggio di Gallup: “Gli Americani hanno aspettative relativamente alte sul presidente eletto… Sostanziali maggioranze (di oltre il 60%) credono che l’amministrazione Trump migliorerà l’economia e creerà posti di lavoro. Una maggioranza esigua (52%) crede inoltre che migliorerà il sistema sanitario”.
Ancor più notevole, a novembre l’indicatore della fiducia dei consumatori è balzato al 93,8 , marcando un significativo miglioramento nell’attitudine generale dei consumatori rispetto all’economia.
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mercoledì 30 novembre 2016

La presidenza Trump e i rapporti UE-USA

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Una settimana dopo l’elezione di Donald Trump quale 45esimo presidente degli Stati Uniti, 

l’Europa s’interroga 


sui programmi dell’inatteso (dai più) nuovo inquilino dalla Casa Bianca per i prossimi quattro 

anni. Dalle sue 

esternazioni prima del voto, non di rado sconcertanti, dalle sue prime dichiarazioni

daPresident-elect, in parte più

moderate, dalle prime indiscrezioni sulle nomine nel suo cabinet team si cerca di delineare le 

prime ipotesi sulla 

sua futura politica estera.

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http://www.eunews.it/2016/11/24/la-presidenza-trump-e-rapporti-ue-usa/72825

Se Schäuble dice sì, #IODICONO

Se Schäuble dice sì, #IODICONO

Dopo Angela Merkel, Barack Obama, la JP Morgan e il commissario europeo Pierre Moscovici, oggi un altro "megaburocrate" dice di augurarsi la vittoria del "sì" al referendum: Wolfgang Schäuble. Un personaggio inquietante che è stato definito ayatollah dell'austerità, Nuovo Führer, Cancelliere-ombra, salvatore dell'Euro. Schäuble è un uomo particolare: ogni volta che parla, qualche risparmiatore perde i suoi soldi. Come fa crollare le borse lui, nessun altro mai. Il ministro delle finanze tedesco è l'emblema dell'anacronismo, costantemente fuori dal tempo e dalla storia in ogni sua dichiarazione. È uno dei più alti rappresentanti di quella "generazione di tecnocrati" che non ne hanno azzeccata una da un ventennio a questa parte. In Italia, solo per fare qualche nome di spicco, possiamo citare gli ex presidenti del Consiglio Mario Monti, Romano Prodi e il loro attuale successore, il mai eletto Matteo Renzi.
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http://www.beppegrillo.it/2016/11/se_schauble_dice_si_iodicono.html

GUND­LA­CH: BOND KING FLOP ESPLO­DO­NO I REN­DI­MEN­TI!

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Chi ci segue da anni sa che l’ex re del mer­ca­to ob­bli­ga­zio­na­rio Bill Gross,  ha fatto una fine in­glo­rio­sa chia­man­do ben quat­tro degli ul­ti­mi top mai av­ve­nu­ti nel mer­ca­to toro ob­bli­ga­zio­na­rio…

LA FINE DEL MONDO …OB­BLI­GA­ZIO­NA­RIO!

PIMCO & BOND: ER­RA­RE HU­MA­NUM EST…

Ora ar­ri­va l’ul­ti­mo re dei bond quel Jef­frey Gund­la­ch, am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to di Dou­ble­Li­ne Ca­pi­tal,  a ve­de­re un au­men­to dei ren­di­men­ti dei ti­to­li che po­treb­be­ro sol­le­var­si sino ad­di­rit­tu­ra, udite, udite al 6 % nei pros­si­mi quat­tro o cin­que anni sui ren­di­men­ti a dieci anni ov­ve­ro tri­pli­ca­re.
Io non ho idea se anche Gund­la­ch fre­quen­ti le stes­se Ja­cuz­zi piene di cham­pa­gne che fre­quen­ta­no Gross e Rou­bi­ni spa­ri­ti dalla scena, ma ad­di­rit­tu­ra pro­spet­ta­re il 6 % a cin­que anni nel bel mezzo di una de­fla­zio­ne da de­bi­ti è come dire che nei pros­si­mi 5 anni verra in­ven­ta­ta la for­mu­la per ac­cen­de­re un ce­ri­no sotto l’on­da d’ur­to di una ca­sca­ta.
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FI­NAN­CIAL TIMES: NO AL RE­FE­REN­DUM RI­SCHIO PER ROYAL BANK OF SCO­TLAND

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Non so a Voi ma a me fanno te­ne­rez­za quei po­ve­ri ra­gaz­zi die­tro le scri­va­nie della carta strac­cia an­glo­sas­so­ne co­stret­ti a scri­ve­re ogni gior­no fes­se­rie su sug­ge­ri­men­to del pro­prio edi­to­re.
Sai bel­lez­za se il re­fe­ren­dum non passa sal­ta­no 8 ban­che ita­lia­ne! Pec­ca­to che le otto ban­che ita­lia­ne sal­ta­no lo stes­so ma non per colpa del re­fe­ren­dum ma per colpa dei fal­li­ti che le hanno am­mi­ni­stra­te e per colpa degli idio­ti che sie­do­no in Par­la­men­to è hanno sot­to­scrit­to senza fia­ta­re l’ac­cor­do per il bai­lin ov­ve­ro la pos­si­bi­li­tà di met­te­re le mani nei ri­spar­mi degli ita­lia­ni per na­scon­de­re le re­spon­sa­bi­li­tà po­li­ti­che e ma­na­ge­ria­li.
E’ un pò come gli ana­li­sti di Deust­che Bank che ogni gior­no scri­vo­no re­port sui ri­schi delle ban­che ita­lia­ne chie­den­do di fare pre­sto per met­te­re altri sol­di­ni in qual­che altro fondo dei ba­loc­chi, per sal­va­re loro stes­si.
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