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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

😔😔😔  

sabato 3 dicembre 2016

Di abolizione del voto all’estero, bufale di governo e amenità referendarie assortite. Oggi mi sfogo io

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Avrete notato come, fino ad oggi, io non abbia mai dedicato un singolo articolo al referendum costituzionale di domenica. Ho aspettato volutamente oggi, ultimo giorno di campagna elettorale e in timing di pubblicazione perfetto rispetto alla giornata di silenzio prevista per domani, perché volevo godermi fino in fondo lo scempio di democrazia e informazione che sono stati questi mesi. Ho il timore che vincerà il “Sì” ma il mio non è un intervento di parte, visto che oggi come oggi se si votasse alle politiche andrei al seggio per annullare la scheda scrivendo “Viva Van Basten”, bensì per mettere in fila una serie di scempi degni di una repubblica centrafricana e per dirvi che, comunque vada a finire, questo Paese è morto. Partiamo dallo scempio degli scempi: il voto degli italiani all’estero.
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http://comedonchisciotte.org/di-abolizione-del-voto-allestero-bufale-di-governo-e-amenita-referendarie-assortite-oggi-mi-sfogo-io/

Il “no” supererà qualsiasi sondaggio

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prevedo un'affluenza alta alle urne.

SE QUESTO DOVESSE ESSERE IL 

RISULTATO,ELEZIONI ANTICIPATE E VITTORIA M5S,  

 "poteri forti permettendo" !

Il voto sulla riforma Boschi si avvicina ed il mondo politico, premier in testa, è totalmente assorbito dalla campagna referendaria. Non spenderemo neppure una parola nel tentativo di influenzare o mobilitare gli italiani: abituati a giocare d’anticipo, diremo soltanto che il “no” alla riforma Boschi vincerà, e lo farà con un margine superiore a quello previsto da qualsiasi sondaggio: 60% contro il 40% per il “sì”. Alla base del nostro ragionamento c’è il referendum abrogativo dell’aprile 2016, che portò alle urne 16 milioni di persone, espressesi all’85% contro il governo: per Matteo Renzi, “il fuoriclasse” della politica (De Benedetti dixit) che ha trasformato il referendum in un plebiscito sulla sua persona, è impossibile anche solo pareggiare quella cifra.
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TRUM­PO­NO­MICS…IL VENTO CAM­BIA!

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Ab­bia­mo ap­pe­na scrit­to Bond King Flop esplo­do­no i ren­di­men­ti, che su­bi­to il vento dalle parti di Gund­la­ch torna a cam­bia­re e ora quel­lo che viene con­si­de­ra­to oggi il re dei bond stram­ba al­l’im­prov­vi­so e torna ad es­se­re meno esu­be­ran­te sulla co­si­det­ta Trum­po­no­mics.

Dou­ble­Li­ne’s Gund­la­ch says Trump ral­lies seem to be … – Reu­ters

Le aspet­ta­ti­ve sulla vit­to­ria di Trump erano così ca­ta­stro­fi­che al punto tale che i mer­ca­ti che si aspet­ta­va­no un crol­lo del 80 % e una de­pres­sio­ne glo­ba­le oggi hanno tra­sfor­ma­to que­sto ra­gaz­zo nel mago di Oz am­pli­fi­can­do le aspet­ta­ti­ve, ma non c’è al­cu­na magia qui ha detto Gund­la­ch.
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RE­FE­REN­DUM CO­STI­TU­ZIO­NA­LE 2016

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In que­sto lungo post cer­che­re­mo di spie­ga­re la no­stra opi­nio­ne a pro­po­si­to del Re­fe­ren­dum Co­sti­tu­zio­na­le che si terrà do­me­ni­ca 4 di­cem­bre, un mo­men­to fon­da­men­ta­le nella vita del no­stro Paese.
Sarà un lungo viag­gio at­tra­ver­so le no­stre sen­sa­zio­ni, le no­stre mo­ti­va­zio­ni. Se non avete tempo per leg­ge­re, pa­zien­za.
In que­sta sede a noi non in­te­res­sa evi­den­zia­re i con­flit­ti di in­te­res­se, le mance elet­to­ra­li e al­cu­ni ri­cat­ti che i pro­mo­to­ri della ri­for­ma co­sti­tu­zio­na­le hanno esi­bi­to negli ul­ti­mi mesi, cer­che­re­mo di spie­ga­re le no­stre ra­gio­ni senza di­men­ti­ca­re che ogni opi­nio­ne è le­git­ti­ma in una de­mo­cra­zia, pur­chè espres­sa e con­di­vi­sa nel ri­spet­to re­ci­pro­co.
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AU­STRA­LIA: HOU­SING CRASH!

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Come i no­stri let­to­ri ben sanno noi non ab­bia­mo al­cu­na fret­ta per­chè la ve­ri­tà è fi­glia del tempo e quan­do si ana­liz­za con pas­sio­ne e com­pe­ten­za le di­na­mi­che è solo que­stio­ne di tempo nel ve­de­re rea­liz­za­te le pro­prie sen­sa­zio­ni.
Con­si­glio a tutti di fare un salto in­die­tro nel tempo e an­da­re a ri­leg­ger­si…
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No, ovvero: per l’oste il suo vino è sempre il migliore

riforma 4 dicembre

La cosa più irritante di questo voto referendario, è il fatto che si scarichi sulle spalle degli italiani la responsabilità di decidere su una Riforma Costituzionale le cui modifiche sono talmente astruse e il cui quesito referendario è talmente incomprensbile, da costringere le persone a mettere una crocetta sul Sì o sul No con lo stesso spirito con cui tiferebbe a una partita di calcio, dove qualunque sia la ragione di chi perde, conta solo il risultato in campo.
I testi della modifica sono di così difficile comprensione, illeggibili anche per i molti costituzionalisti che li hanno esaminati, che la Signora Maria di Voghera o il Pensionato di Ladispoli finiranno a votare per sfinimento, più per liberarsi dal putrido tifo da stadio che impazza ovunque e sperando solo di veder sparire dai loro teleschermi la più noiosa e truffaldina partita che in Italia si sia mai vista, che sapendo davvero cosa stanno votando.
Solo chi si è preso il (molto) tempo e la (molta) briga di provare a decifrare l’accozzaglia confusa di testi messi insieme con l’evidente scopo di renderli indecifrabili ai più, avrà chiare le ragioni del proprio voto.

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http://comedonchisciotte.org/no-ovvero-per-loste-il-suo-vino-e-sempre-il-migliore/

 La ribellione non era Fidel, ma Ernesto “Che” Guevara

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“Fidel Castro è un uomo affascinante” mi disse una volta Susanna Agnelli, certamente non sospettabile di filocomunismo, che lo aveva incontrato a Cuba quando era ministro degli Esteri. E che lo fosse, affascinante, nessuno, nemmeno i suoi più irriducibili detrattori, può negarlo. Naturalmente questo non può assolverlo dalle sue colpe e dai suoi crimini durante i quasi cinquant’anni della dittatura e puntualmente documentati da quel grande inviato che è Fausto Biloslavo, molto filoamericano, forse troppo, che si rifà ai dati forniti dal Cuba Archive Project: 9.240 le “morti politiche”, 5.600 i cubani giustiziati, 1.200 quelli eliminati nelle esecuzioni extragiudiziarie, 8.616 i casi di detenzione arbitraria documentati nel 2015 e 2.500 nei primi due mesi di quest’anno. Poi c’è la repressione delle libertà individuali e in particolare di quella di espressione di cui hanno fatto le spese molti intellettuali cubani. Tutti i giornali della destra, nei giorni della morte di Fidel, hanno focalizzato l’obbiettivo su questi dati incontrovertibili.
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http://comedonchisciotte.org/%ef%bb%bf-la-ribellione-non-era-fidel-ma-ernesto-che-guevara/

Stampelle di Renzi e aiutini elettorali per il SI: la triste parabola di Landini e Camusso

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Le firme di Cgil Cisl Uil e di Fim Fiom Uilm sull’accordo quadro per i contratti pubblici e sul contratto dei metalmeccanici sono l’ultimo soccorso a Renzi da parte dei gruppi dirigenti dei sindacati confederali. Nessuna persona minimamente in buona fede, dopo la sottoscrizione di questi accordi con il governo, e con la Confindustria che fanaticamente lo sostiene, può negare l’aiuto al SI a pochi giorni dal voto nel referendum costituzionale.
Naturalmente i dirigenti sindacali firmatari delle intese insorgeranno sdegnati di fronte a questa semplice constatazione, affermando che gli accordi si fanno quando è il momento e giurando sulla propria assoluta indipendenza dal potere politico. Non è vero.
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A voi il match nella gabbia tra Fillon e la Le Pen

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È venuto (dalle retrovie), ha visto, ha vinto. Francois Fillon sarà il candidato della Destra Francese alle elezioni presidenziali del 2017 ed ha anche buone probabilità di vincere, al ballottaggio, contro la leader del Fronte Nazionale Marine Le Pen.
Fillon è un ultra-tradizionalista, con il valore della famiglia, un ragazzo da “radici cristiane della Francia”. In termini statunitensi, sarebbe un “Francese nazionalista” – senza deroghe. Il suo mantra ruota attorno all’idea storica della forza dell’identità nazionale francese (da Giovanna d’Arco a Voltaire), alla base della sovranità nazionale, e va ripetuto costantemente.
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Il piano economico di Trump non funzionerà

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Il piano economico di Trump sarà buono per l’economia USA ?
Pare che gli Americani siano convinti di si. Secondo un recente sondaggio di Gallup: “Gli Americani hanno aspettative relativamente alte sul presidente eletto… Sostanziali maggioranze (di oltre il 60%) credono che l’amministrazione Trump migliorerà l’economia e creerà posti di lavoro. Una maggioranza esigua (52%) crede inoltre che migliorerà il sistema sanitario”.
Ancor più notevole, a novembre l’indicatore della fiducia dei consumatori è balzato al 93,8 , marcando un significativo miglioramento nell’attitudine generale dei consumatori rispetto all’economia.
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