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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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mercoledì 17 agosto 2022

Gas, il prezzo non si ferma le industrie invece sì Germania e Italia nei guai

 

Un effetto perverso della crisi energetica che sta funestando l’Eu ro pa è che se gli stoccaggi sono a buon punto lo si deve al fatto che la produzione industriale si sta contraendo. Lo dicono le statistiche per Germania e Italia, mente il prezzo del gas raggiunge livelli record mai toccati prima.  La crisi del gas non va in vacanza. Prezzi ancora in salita, flussi dalla Russia ancora ridotti e all’orizzonte un inverno che potrebbe diventare drammatico, soprattutto per la Germania. I tedeschi raggiungono l’obiettivo del 75% di riempimento degli stoccaggi, in anticipo rispetto alla data del 31 agosto, ed ora possono puntare al 90% entro ottobre. Ma la situazione resta drammatica: la siccità ha ridotto i livelli del fiume Reno, usato per i trasporti, al punto che il governo ha preparato un decreto con cui dà la priorità ai trasporti ferroviari di tutto ciò che serve a produrre energia elettrica - rispetto ai convogli passeggeri - e che non può più essere trasportato via fiume. La produzione industriale tedesca è in calo rispetto al precedente anno, a luglio il minore consumo di gas rispetto alla media dei 5 anni precedenti è stato del 17%: più di quanto il nuovo piano di riduzione dei consumi richiede (15%). Dunque, la sicurezza energetica viene pagata dalla Germania attraverso il calo della produzione, che si farà più marcata nella seconda parte dell’a nn o, quando i consumi civili di gas si aggiungeranno a quelli industriali. Una recessione è alle porte. Secondo il programma europeo, per l’Italia la riduzione dovrà essere del 7%, ma non ci sono ancora dettagli su come questo obiettivo possa essere raggiunto. La sensazione è che il governo italiano non intenda insistere più di tanto sul taglio all’utilizzo del gas, considerato che i prezzi altissimi stanno già deprimendo il consumo. Nel mese di luglio, infatti, le riconsegne Snam per utilizzo industriale hanno fatto segnare un brusco -13,2% rispetto allo stesso mese del 2021. Per i primi sette mesi di quest’anno il calo del consumo industriale rispetto al 2021 è di oltre il 9%. Anche il settore civile è in calo rispetto al 2021 (-5,7%), mentre il consumo per generazione elettrica è in aumento di oltre il 6%. Dunque, sarà soprattutto su questo settore che si concentreranno gli sforzi di contenimento dei consumi, con l’utilizzo massiccio del carbone e probabilmente con qualche limitazione per i clienti interrompibili. Gli stoccaggi italiani sono pieni al 76%, con Snam che procede a tappe forzate comprando tutti i giorni gas spot da iniettare nei depositi, a prezzi molto alti. Il problema della scarsità fisica (prospettica per l’Ita l i a , attuale per la Germania) in questo mese di agosto si somma a quello dei prezzi all’ingrosso, che hanno continuato a salire a livelli record. Ieri il future al Ttf per il mese di settembre ha chiuso a 223 €/MWh, quello per il Q4 2022 a 230,5 €/MWh mentre l’energia elettrica per il 2023 in Germania ha chiuso a 499 €/MWh e in Francia il quarto trimestre 2022 è stato scambiato a 1.031 €/MWh. Secondo Gazprom i prezzi del gas sono destinati a salire ancora, anche oltre i 400 €/MWh. Dalle prime stime, con questi prezzi l’a g g io r n a m e n - to delle tariffe per il quarto trimestre in Italia porterebbe a più che raddoppiare i prezzi del gas, sfondando la soglia di 2 euro a metro cubo. Valori insostenibili, per le famiglie come per le imprese. Le bollette in arrivo ai consumatori in questi giorni per il mese di luglio presentano un prezzo del gas sette-otto volte superiore a quelle dello scorso anno. Gli aiuti stanziati sin qui dal governo, pari a circa 35 miliardi in un anno, leniscono solo in parte il disagio di molte famiglie e imprese. Con le elezioni il 25 settembre, l’aggiornamento tariffario per l’ultimo trimestre dell’anno sarà ancora in carico al governo degli affari correnti. Non vi è dubbio che la prima, grossa grana sul tavolo del nuovo governo, di qualunque colore potrà essere, sarà proprio quella dell’energia. Oggi appare quanto mai necessario un cambio di approccio e passare dai balzelli incostituzionali e dagli «aiuti», che riducono oneri di sistema e Iva ma non risolvono, a una gestione più coraggiosa della situazione, in particolare su due fronti. Il primo è quello degli aiuti di Stato. Germania e Francia non hanno esitato in passato, e non esiteranno in futuro, a fare ampio uso di questi strumenti nei confronti delle imprese in difficoltà. Nel prossimo inverno dovranno farlo ancora, per non rischiare una crisi economica ancora più drammatica di quella che già si prospetta. Dunque, sarebbe opportuno che anche il nuovo governo italiano adotti un atteggiamento pragmatico e sostenga con robusti finanziamenti tutte le imprese in difficoltà e le famiglie, adottando uno schema chiaro ed esplicito di più lungo termine, almeno sino alla metà del 2023. Servono decine e decine di miliardi pronta cassa, ma a rischio c’è l’i nte ra economia nazionale. Il secondo fronte è quello dell’aumento dell’offerta. Più che sul contenimento della domanda, approccio difensivo che rischia di provocare più danno che altro, è sull’au - mento della disponibilità di gas che occorre agire. Ciò significa stringere altri accordi per nuova importazione di gas, anche oltre i fabbisogni nazionali, per fare dell’Ita l i a punto di ingresso in Europa di gas in surplus, dare liquidità al mercato e di conseguenza abbassare i prezzi, strozzati dalla mancanza di gas russo. Occorre inoltre premere sulla Germania perché finalizzi i contratti di acquisto di lungo termine con il Qatar, abbandonando l’app roccio conservativo che sta danneggiando tutta l’Eu ro pa . Il nuovo governo che nascerà dopo le elezioni avrà molti dossier roventi tra le mani. Quello energetico, strettamente legato a quello economico, è il più urgente e richiederà immediata attenzione, prima che il grande freddo colpisca.



L’unico pericolo è che vinca il centrodestra ma cambi poco

 

MA E' PALESE CHE NON CAMBIA NULLA,L'AGENDA DRAGHI CONTINUA !
CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE !

Più del virus tornante, più della guerra, più del pianeta surriscaldato, c’è una disgrazia prossima ventura che le riassume tutte e le travalica; ci aspetta al largo, con una data precisa, 25 settembre dell’anno corrente, tra quaranta giorni giusti. Un tornado chiamato Giorgia, con annessi cicloni Matteo e Silvio, scoperchierà i tetti e sconvolgerà le case, le strade, i paesaggi, la vita della gente; colpirà i popoli, le donne, i migranti, i gay, i gatti, la cultura, la Rai, e chi più ne ha più ne metta.Non c’è giorno che non venga pronosticata la sventura in tutte le sue conseguenze, sul piano economico e sociale, costituzionale e internazionale, e in ogni altro ambito pensabile. Non c’è parola dei suddetti leader che non venga usata a conferma della sciagura che ci aspetta. Ogni loro discorso è una minaccia, un pronunciamento, una prova tecnica di golpe. Usciremo dalla modernità e dalla democrazia, dall’Europa e dalla Nato, dai diritti e dalla costituzione, temo anche dal Coni e dalla Croce rossa. Una svolta che ci porterà in vagoni piombati nella Russia di Puti n e nell’Ungheria di O r bá n , nella Germania di H i tl e r e nell’Ita - lia di Mu s s ol i n i di cui, immagino, col prossimo governo si festeggerà in pompa magna il centenario della Marcia su Roma il prossimo 28 ottobre. Sarà trucidato M atta rel l a , stuprata Liliana Segre, D ra - ghifarà la fine di G a l i l ei , salvo abiurare la sua Agenda; una fatwa colpirà i numerosi scrittori, artisti e cineasti che si sono pronunciati contro il centrodestra. I poveri saranno spalmati sull’asfalto e schiacciati senza pietà dalla tassa piatta (flat tax). La carta costituzionale prenderà il posto dei rotoloni regina nei cessi pubblici per farne l’uso più consono. Romperemo con l’Europa e invaderemo la Svizzera, aderiremo fuori tempo massimo al Patto di Varsavia, e anche al Patto d’Ac c i a io. Finita l’horror fiction dei pericoli denunciati dalla Cupola politico-mediatica-intellettuale e a breve giudiziaria, proviamo a trasferirci nella realtà, a partire dalla storia recente. Dunque, il centro-destra, con gli stessi ingredienti di oggi, vale a dire la destra con la fiamma venuta dal Msi, la Lega col guerriero, venuta dalla rustica Padania e B e rlu s c o n i con le squinzie, venuto dalla tv e dal bunga bunga, ha già governato tre volte in Italia, con maggioranza assoluta e perfino per intere legislature, come è stato nel quinquennio tra il 2001 e il 2006. Avrebbe ripetuto il pieno mandato dopo le elezioni del 2008, se nel 2011 non si fosse abbattuto il mondo su S i lv io B e rlu s c o n i , che da vero tiranno si dimise senza colpo ferire e votò perfino a favore del governo tecnico che ne seguì e della conferma di G io r - g io Na p ol i ta n o al Quirinale. È successo qualcosa con quei governi destrorsi, c’è stata qualcuna delle disgrazie che vengono puntualmente paventate a ogni vigilia d’e l ez io - ni? Siamo tornati al fascismo, alla barbarie, ai nazionalismi e così via? A me pare il contrario: se dovessi imputare una grave colpa a quei governi, direi che sono stati troppo simili a quelli dei loro avversari, troppo allineati, troppo timidi, hanno riformato davvero poco o nulla, hanno mutato poco gli assetti che dicevano di voler modificare. La Costituzione è rimasta intatta, il Sistema è rimasto invariato, il Paese è stato lasciato praticamente identico a prima. Non hanno lasciato danni e ferite, e nemmeno grandi eredità. Sono scivolati via, come acqua che scorre. Credo che la stessa preoccupazione dovrebbe caratterizzare i pronostici presenti. Se davvero vincerà il centrodestra, se riusciranno a fare il governo, e se perfino la M el o - ni dovesse andare a Palazzo Chigi, credo che il «rischio» maggiore sarà semmai opposto a quello che viene paventato: è più probabile che non succeda niente, che cambi poco e niente, non ci sia nessuna svolta. Seguiranno, più probabilmente, l’A ge n d a Draghi, con qualche minima variante, riprenderanno qualcuno dei suoi ministri o comunque oligarchi di comprovata fedeltà all’e stab lishment; magari si autocensureranno, se non saranno censurati a ogni livello, Quirinale in testa. Da una parte il pressing euro-occidentale, la mobilitazione di tutte le oligarchie, le campagne di terrore mediatico, il boicottaggio sistematico di ogni impresa e di ogni tentativo politico e dall’altro la pavidità, l’o p p o rtu - nismo del tirare a campare, l’insicurezza e l’i m pre parazione, dall’altra la volontà di durare anche a prezzo di rinunciare a ogni vera riforma, produrranno un governo che con più probabilità sarà più somigliante ai precedenti e ossequioso degli assetti vigenti, in ogni campo, fino ad apparire quasi intercambiabi l e. Intendiamoci, non è giusto scrivere la trama del prossimo governo prima che venga prodotto e varato il film. È prematuro azzardare previsioni anche se poi ognuno nella propria testa si farà i suoi ragionamenti sulla base dei suoi presentimenti, delle esperienze precedenti, della conoscenza dei soggetti in campo, delle situazioni reali e dell’uso di mondo. Ma se dovessimo avventurarci nel calcolo dei rischi, il primo pericolo per il possibile governo meloniano futuro, perlomeno il più probabile, sarebbe la continuità mentre il meno probabile sarebbe il suo contrario, la discontinuità, la svolta radicale. Un ritorno del «nazi-fascismo» sarebbe più inverosimile di un ritorno del comunismo, del terrorismo rosso, dell’impero austroungarico o della teocrazia med ieva l e. È davvero penoso vedere persone che un tempo reputavamo serie, come lo stesso L etta , immiserirsi a ventilare questi scenari apocalittici in caso di vittoria dello schieramento avverso, ben sapendo che sono del tutto irreali e impraticabili con i ferrei limiti imposti dalle Vecchie Zie (Ue, Nato, tecnocrazia, burocrazia, alte sfere). Il male del nostro quadro politico non è che le forze antagoniste siano radicalmente opposte e refrattarie; semmai sono maledettamente simili o assimilabili appena vanno al governo. Ad essere ottimisti, cambierà poco, e per chi sa accontentarsi, sarà meglio che niente.

«Basta con i vecchi dogmi liberisti Lo Stato intervenga nell’economia»

 

Il centrodestra viaggia con il vento dei sondaggi in poppa e in effetti sono tanti, da qualche settimana a questa parte, a tentare ll salto sul carro del (probabile) vincitore. Gianni Alemanno su quel carro avrebbe potuto accomodarsi senza troppe difficoltà, ma ha scelto una strada alternativa, e più c o m p l ic ata . Alemanno, dopo una vita fieramente a destra ora il suo percorso si è separato da quello del centrodestra. Pe rch é ? «Oltre alla riproposizione del vecchio programma economico-sociale dei governi Berlusconi, il punto di rottura è stata la posizione sulla guerra in Ucraina. Lega e Forza Italia, nonostante qualche tentativo si smarcarsi, alla fine hanno sempre appoggiato la linea di Draghi di infognare l’Italia in una posizione cobelligerante, totalmente allineata con l’amministrazione Biden e molto più oltranzista di quella di Germania e Francia. Fratelli d’Italia, pur stando all’opposizione, ha sostenuto il governo in questa posizione, che, a mio avviso, è contraria al nostro interesse nazionale e a quello di tutta l’Eu ro pa » . Non pensa che così perderà una occasione? Del resto, il centrodestra ha molte probabilità di vincere le elez io n i . . . «Credo (e spero) che il centrodestra batta il centrosinistra in queste elezioni. Ma il programma del centrodestra non è adeguato a governare l’Italia in un momento così difficile. Se la politica di sinistra è un disastro per il nostro popolo, non basta essere un po’ diversi per rappresentare veramente l’alternativa. Anzi si rischia un fallimento che ridarebbe credibilità alla sinistra. È già successo con i governi Berlusconi, non voglio avvallare il ripetersi degli stessi errori. Purtroppo nel centrodestra non c’è nessuno spazio per esprimere posizioni di dissenso e aprire un confronto s e r io » . E quindi a quale o quali movimenti ha deciso di avvicinarsi? «Il movimento che mi pare più credibile e più vicino alle mie idee, tra quelli fuori dal centrodestra e dal centrosinistra, è Italexit di Gianluigi Paragone. Ma devo ancora confrontarmi con lui per capire se è possibile dare un contributo creativo per vincere la sfida di superare la soglia di sbarramento. Insieme a tanti amici abbiamo preparato un documento intitolato “Fermare la guerra, salvare l’Ita l i a” che presenteremo nei prossimi giorni e che sarà la base del confronto. Tutto questo non è finalizzato a una mia candidatura, perché non sarebbe serio cominciare un percorso politico con una personalistica pesca delle occasioni. Sono un politico all’antica: prima viene la militanza, poi le eventuali candidature». Torniamo un attimo sul centrodestra. In particolare che cosa non la convince nel prog ramma? «Il programma economico e sociale è troppo influenzato dai vecchi dogmi ideologici del liberismo. Per evitare di far andare l’Italia in default tornando a creare sviluppo e occupazione, ci vuole un forte rilancio delle nostre filiere produttive anche con l’intervento dello Stato in economia, come sta accadendo in tutto il mondo. Dobbiamo tornare ai principi costituzionale di difesa del reddito dei lavoratori e d tutela sociale delle fasce più deboli. Per questo bisogna rinegoziare radicalmente i trattati europei, a costo di mettere sul piatto della trattativa la nostra uscita dall’Euro. Non basta promettere drastiche riduzioni delle tasse, senza peraltro dire come queste possono essere finanziate. Colpisce anche la totale assenza di un progetto sul Mezzogiorno, proprio nel momento in cui si promette l’autonomia differenziata alle Regioni del nord». E sul Covid come le sembrano le posizioni di Lega e Fd i? «Questo è il punto su cui questi partiti sono più controcorrente, negando ogni riproposizione del green pass. Ma bisogna essere più coraggiosi, con un forte investimento nella sanità sul territorio e una commissione d’inchiesta per appurare tutte le responsabilità sul mancato contrasto alla pandemia. Dobbiamo mettere sul banco degli imputati Big Pharma e i suoi complici in Ita l i a » . Riguardo all’Ucraina, il vero punto di rottura, lei cosa propone? « L’Italia deve assumere una posizione di neutralità attiva in questa guerra, seguendo l’esempio di Turchia e Ungheria che, pur facendo parte della Nato, non hanno inviato armi in Ucraina e hanno evitato di distruggere la propria economia con le auto-sanzioni. Serve a salvare la nostra economia, ma anche a costruire le condizioni per un processo di pace che fermi l’invasione russa salvando il popolo ucraino dalla distruzione». Dica sinceramente: crede che Giorgia Meloni possa diventare presidente del Cons i g l io? «Penso che dal punto di vista personale abbia tutte le carte in regola per farlo: mi fanno ridere le accuse della sinistra contro di lei. È persona seria e determinata, anche per me sarebbe un motivo d’orgoglio se una persona di destra fosse la prima donna a salire a Palazzo Chigi. Ma senza un programma profondamente diverso da quello attuale del centrodestra, rischia di fallire la prova del governo. Per questo è necessario che ci sia una forza esterna al centrodestra che, con una forte posizione di critica, contribuisca a correggere questi errori. Di voti il centrodestra ne ha fin troppi, c’è invece bisogno di una nuova proposta politica capace di dare risposte vere ai problemi dell’Italia e quindi di recuperare voti nella sempre più vasta area dell’a s te n s io n ismo». 

I medici Usa danno l’imprimatur a un libro di menzogne sul sesso

 

 Un gioco da ragazze e Un gioco da rag azz i sono i titoli di due libri sulla sessualità rivolti ai teenager, che hanno ottenuto l’ap p rova - zione dell’As so ci az io ne medici americani. Il sesso è presentato come atto puramente ludico, deresponsabilizzato rispetto a risvolti cruciali quali le gravidanze o le malattie.Amy B. Middleman, K ate Gruenwald Pfeifer, rispettivamente medico e psicologa, hanno scritto un libro per adolescenti, pubblicato in versione maschile e femminile, dal titolo rispettivamente Un gioco da ragazze e Un gioco da ragazzi. Il gioco da ragazzi è la pubertà. Il libro si rivolge quindi a preadolescenti tra i 10 e i 14 anni. In Italia è edito dalla Erikson, una casa editrice con un catalogo di testi di psicologia. Il libro h ricevuto l’imprimatur dell’Associazione medici americani (Ama) come segnalato dal bollino che campeggia sulla copertina, ed è questo il motivo per cui, tra le miriadi di testi su questo argomento, ho scelto questo. Un gioco da ragazzi/e quindi, anche se arricchito da immagini accattivanti e divertenti, si presenta con la pretesa di un testo scientifico, medico, un testo in un certo senso non contestabile. Alla domanda «Che cos’è il sesso?» si trova la seguente risposta: «Si può fare in molti modi. Due dei più comuni son il rapporto sessuale e il sesso orale. Il rapporto sessuale è quando un pene eretto entra nella vagina. Il sesso orale è quando una persona usa la bocca per stimolare i genitali di un’altra persona. Si fa sesso anale quando un pene eretto entra nell’ano. Queste sono tutte attività sessuali». Queste sono le uniche righe che spiegano cosa è il sesso, e in realtà non lo spiegano. La domanda era un’altra, e alla domanda non è stato risposto. La risposta avrebbe dovuto essere: «Il sesso è il meraviglioso modo creato dalla biologia per dare vita alla generazione successiva, attraverso il piacere e l’amore. Voi siete nati dalla meravigliosa sessualità dei vostri genitori, dalla vostra nasceranno i vostri magnifici figli. E dato che dall’atto sessuale può nascere un bambino, è evidente che il sesso non è un giocattolo. Sono necessari una grande maturità e una grande affettività per goderne appieno e per non fare danni, a se e agli altri, perché il sesso e l’amore sono magnifici , ma anche terribili, possono ferire, possono spezzare». Si risponde invece come fare sesso: storia geografia e scienze sono attività scolastiche, pallavolo, nuoto e corsa sono attività sportive, rapporto sessuale, sesso orale e sesso anale sono attività sessuali. L’associazione medica americana è talmente sprovveduta da ignorare che il retto non è un organo sessuale, che subisce dolore e danni se usato a scopo ricreativo? Le feci hanno una circonferenza media tra i due centimetri e mezzo e i cinque, lo sfintere può tollerare senza avere danni una circonferenza massima di sei o sette. il pene ha una circonferenza media di 11 centimetri e mezzo. Il retto è fatto per essere percorso in senso craniocaudale ( dall’alto verso il basso), non il contrario, gli sfinteri subiscono lacerazioni gravi se percorsi da qualcosa che arriva dal basso, oltretutto con una circonferenza più che doppia rispetto alla normale fisiologia: un male porco e lacerazioni dello sfintere, prolasso rettale e incontinenza. L’associazione medici americani lo sa che il retto ha una mucosa che si lacera con grandissima facilità visto che non è stata creata per subire traumi e in più, dato che fa parte del tubo digerente, ha una notevole capacità di assorbire, per cui assorbe anche virus e batteri moltiplicando il contagio di qualsiasi malattia sessualmente trasmissibile, ma anche di altre, per esempio il coronavirus e l’herpes. Come è possibile che l’associazione medici americani permetta che un gesto assolutamente antifisiologico venga spacciato per fisiologico? Sono nati scemi, hanno avuto l’encefalite oppure esiste una pressione politica spaventosa per cui un gesto antifisiologico deve essere spacciato per fisiologico? Nel libro dedicato ai maschi esiste la parola orgasmo, accompagna l’ei ac u - lazione. Non è specificato per quale motivo, con quale fine madre natura abbia creato l’orgasmo legandolo alla eiaculazione, uno straordinario evento psico neuro endocrino, fiumi di ossitocina e dopamina. Per farlo, si dovrebbe spiegare la funzione dell’eiaculazione e nominare la parola riproduzione o, peggio, bambino, parole entrambe assenti. Nel testo dedicato alle bambine la parola orgasmo non c’è nemmeno. Non è mai nominata in tutto il libro e non è infatti nel glossario finale. Se fosse nominata bisognerebbe spiegare che il piacere femminile esiste nel rapporto fatto con organi sessuali, non con porzioni del tubo digerente, e che madre natura per un suo strano motivo ha privilegiato il primo. L’uso a scopo ricreativo dell’ultima porzione del tubo digerente per essere spacciato per normalità necessita di parecchie omissioni. Non è accennato il fatto che il rapporto anale causa un dolore talmente grave che in molti siti gay raccomandano l’uso di analgesici e miorilassanti per sopportarlo le prime volte, che può causare incontinenza fecale, che in alcuni casi è comparsa dopo il primo rapporto e che moltiplica il rischio di malattie sessualmente trasmissibili. Per le malattie sessualmente trasmissibili il libro raccomanda l’uso del preservativo, violando quindi le raccomandazioni Oms: la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili (ABC) è fatta di astinenza (A: Abstinence), fedeltà (B: Be Faitfull) e solo infine preservativi (C: cond o m) . Non si accenna alla bellezza della maternità, eppure la bambina l’ha sognata già da piccolissima con la sua prima bambola in braccio, una bambola da ninnare, lavare, nutrire. Si parla di gravidanza indesiderata e come evitarla. Il libro si guarda bene dal descrivere le tecniche naturali, come imparare a conoscere il proprio corpo, ad esserne il capitano, come sapere il momento preciso dell’ovulazione. Il testo raccomanda il procedimento chimico che blocca il sistema ormonale normale e favorisce trombosi. Questa incredibile spazzatura ha l’imprimatur dell’Associazioe Medica Americana? Hanno avuto l’encefalite all’A s s o c i a z io - ne Medici Americani, o c’è un altro motivo per un deficit cognitivo così tragico? Ce lo spiega la Erickson, che dichiara orgogliosamente. «Erickson è una realtà che da 35 anni propone libri e corsi di formazione con l’obiett ivo di diffondere una cultura dell’inclusione». Qui troviamo la spiegazione. All’associazione medici americani, risparmiamoci le maiusole, non hanno deficit cognitivi. Il problema è l’i nc lu s ion e. Occorre mentire fino al ridicolo, per affermare il falso. Il rapporto anale fa male, puzza, non permette nessun piacere fisiologico. L’unico piacere nasce dall’inver sion e del senso del piacere e del dolore ed è un fenomeno psicosomatico di cui solo alcuni cervelli, sono capaci. Una bambina che ignori l’e sistenza dell’orgasmo e che sia convinta che subire il rapporto anale sia una norma, è il risultato dell’inclusione. Il pericolo viene celato, i veri dati vengono nascosti. Possono essere enunciati ai congressi, ma è vietato trarre conclusioni. Evidentemente le associazioni mediche sono sotto «pressione». Io ho un discreto numero di procedimenti all’Ordine dei medici. Il primo è per aver affermato la pericolosità del rapporto anale, la maggiore morbilità degli Msm, acronimo di «uomini che fanno sesso con altri uomini» in inglese. Il, presidente dell’ordine dei medici rimase stupito della mia informazione che nel 2017 l’Epatite A era in aumento vertiginoso e che ci fossero i picchi dopo i Pride. Ignorava cosa c’entrasse l’Epatite A con i Msm e ho dovuto spiegarglielo io. Il mio avvocato ha conservato la registrazione che è ora disponibile. Gli ordini dei medici non dovrebbero fare prevenzione? I dati della regione Piemonte, nel 2017 come ora, testimoniano il continuo aumento delle malattie sessualmente trasmissibili a carico dei Msm, eppure il presidente dell’Ordine dei medici di Torino spreca il suo tempo e il mio a chiedermi conto di affermazioni che per un laureato in medicina dovrebbero essere ovvie: il vaiolo delle scimmie colpisce al 98% gli Msm per lo stesso motivo per cui colpiscono le altre malattie sessualmente trasmissibili, le inevitabili microlacerazioni. Oddio! Non lo sa? Veramente devo spiegarglielo io? Oppure dobbiamo prendere atto che gli ordini dei medici italiani come le associazioni mediche statunitensi abbiano da tempo smesso di occuparsi di scienza e salute e siano solo il braccio armato di un potere politico molto forte, che preferisce la diffusione della malattia e della morte al rischio di non essere inclusivi. Ho dei procedimenti anche per aver dato indicazioni su come curare il covid. Immagino che il dottor G iu s tetto abbia prescritto giudiziosamente tachipirina e vigile attesa. E spiegato che non c’è c o r re l a z io n e.

Dal Green Pass ai crediti sociali sarà un attimo


 

Elezioni, i grandi banchieri italiani hanno emesso la sentenza


 

Problema siccità diventato mondiale: fabbriche ferme in Cina, acqua razionata negli Usa


 

lunedì 1 agosto 2022

LEBERWURST

 

Ad un certo punto dei primi anni 90, hanno cominciato a circolare i panegirici della nuova economia, non più fondata sul brutale acciaio la cui produzione distingueva le potenze importanti dai tempi della rivoluzione industriale, ma sull’inafferrabile ed etereo potere della comunicazione veicolata dalle nuove apparecchiature elettroniche. Padrone del mondo diventava chi era in grado di manipolare meglio l’informazione, non quei volgarotti che trafficavano con petrolio o carbone: la produzione di beni materiali doveva limitarsi a piccoli apparecchi della più sofisticata tecnologia, il resto non aveva più importanza. Era nata la “nuova economia”.

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MENTRE GLI ANTI-SISTEMA SONO DISTRATTI DALLE ELEZIONI ITALIANE, L’OMS LANCIA UNA PHEIC

 

La decisione presa da Sergio Mattarella il 21 luglio scorso di sciogliere anticipatamente le Camere ha colto alla sprovvista molti italiani, parte dei quali riteneva plausibile la possibilità che non si andasse al voto neanche al termine naturale dell’attuale legislatura. Così, le discussioni si sono da subito accese intorno alle ragioni che possono aver determinato una scelta così bizzarra. Due interpretazioni hanno maggiormente tenuto banco.

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IL GOVERNO DRAGHI È CADUTO, MA NON È FINITO

 

Il 21 luglio 2022 Mario Draghi ha rassegnato le dimissioni da Presidente del Consiglio e il Capo dello Stato le ha accettate. Il fatto ha suscitato scalpore a livello nazionale e internazionale sia per la fama del personaggio, sia per l’attuale momento storico caratterizzato dalla guerra in corso, dalla necessità di rispettare i vincoli imposti dal Pnrr, da un’inflazione galoppante e dall’incombere di una recessione economica che potrebbe avere esiti devastanti anche sul piano sociale.

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