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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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domenica 23 luglio 2023

I CONTRO NATURA VOGLIONO RIPRISTINARE LA NATURA

 



Si chiama  Nature Restoration Law. Ovvero, la  legge per ripristinare la natura. Una legge che è passata  al parlamento europeo, perché un buon numero di  quei “popolari” che all’inizio erano contro si sono lasciati…convincere. Il testo è passato con 336 voti favorevoli, 300 contrari e 13 astenuti.

Ne approfitto per ricordare a chi avesse voglia di farsi del male che la Meloni e il suo partito vogliono passare dai conservatori europei ai Popolari. Ovvero a un partito di  fior fior di massoni come Ursula von der Leyen. E non lo dico tanto per appiccicare etichette. Veniva dal partito popolare anche quel Manuel Barroso che ora è diventato un alto funzionario di Goldman Sachs, tanto per ricordare.  Vediamo se ci sarà chi crederà ancora alla fòla del cambiare la Ue “dall’interno”, nel corso  delle prossime elezioni del 2024. Ma vengo alla legge per il restauro della Natura.

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COVID E VACCINI MRNA SONO ARMI BIOLOGICHE

 

La ricerca della verità sulle origini del Covid è tutt’altro che conclusa; le indagini sull’uso improprio della sperimentazione, nel creare sempre nuovi prodotti dell’ingegneria genetica, sul contenuto ed effetto delle inoculazioni imposte alla popolazione mondiale, sempre più attuale, difficile da contenere.

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Banche USA: altra ondata di prelievi dalle banche.

 

Le nuvole nere sul sistema bancario USA non si sono completamente dissipate. Ci sono ancora dei problemi legati ai prelievi dai conti correnti, che sono particolarmente elevati, come alto è l’utilizzo del fondi di emergenza messo in atto dalla FED.

Il flusso di fondi continua nei conti del mercato monetario al dettaglio e l’utilizzo da parte delle banche del fondo di salvataggio bancario della Fed rimane a livelli record (oltre $ 100 miliardi), anche se la FED cerca di dare una sensazione diversa e di confondere un po’ i dati.

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Crisi immobiliare cinese: dopo Evergrande tutto l’immobiliare cinese torna a tremare

 

La crisi del settore immobiliare di Hina si è intensificata di nuovo venerdì quando un forte calo delle azioni e delle obbligazioni di uno dei più grandi sviluppatori del paese, Country Garden  ha chiuso male  una settimana turbolenta per il settore immobiliare cinese, che appare in un momento molto difficile.

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venerdì 21 luglio 2023

“IL MOVIMENTO DEL DISSENSO È FALLITO”

 

Il movimento complessivo del dissenso è fallito, almeno fino a questo momento, per alcune ragioni su cui a mio avviso sarebbe necessaria una riflessione pubblica (che dubito ci sarà proprio in virtù della natura e della vocazione privatistica e individualistica di larga parte del dissenso). Ecco alcuni spunti per questa riflessione (che non ci sarà). Il dissenso è in crisi quasi terminale perché:

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Indici manifatturieri e disoccupazione USA: dati agrodolci che dovrebbero consigliare prodenza alla FED

La Philly Fed Manufacturing Business Outlook Survey ha mostrato che l’attività nella regione ha continuato a diminuire anche nel mese di giugno 2023. Il Philly Fed Manufacturoing misura l’attività economica dell’area attorno a Filadeflia, cioè la Pennsylvania, New Jersey e Delaware. Si tratta di un’area industriale importante per gli USA, sede  un tempo delle siderurgia del Paese.

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lunedì 17 luglio 2023

La vice di Biden si tradisce: «Noi lavoriamo per ridurre la popolazione»

 

Per far respirare aria pulita e bere acqua pulita ai nostri figli bisogna «ridurre la popolazione». È la sintesi dell’i nte r ve n - to di Kamala Harris alla Coppin State University di Baltimora sull’Inflation reduction act, che ha provocato le risate di mezza America e ha confermato che alla Casa Bianca non c’è solo il nonno degli spaghetti western doppiato da Capannelle ma anche una leggiadra Vispa Teresa. Stupenda nel tailleur albicocca (la sua armocromista funziona), la vicepresidente voleva dire «pollution», inquinamento, invece ha detto «population». Ovviamente non ha rettificato - nel vocabolario dem quella parola non esiste - ma ha tirato dritto con la gaffe freudiana da radical Ztl, crogiolandosi negli applausi degli ultrà con l’anello al naso in trance. Gli stessi che in Italia si sciolgono dall’e m oz io n e quando comincia ad aprire bocca Elly Schlein. Per Harris è stata una settimana nera, cominciata con una pensosa dichiarazione a una tavola rotonda sul tema dei trasporti: «La questione centrale è che la gente sia capace di andare dove deve andare», trasformatasi immediatamente in meme. Come l’uscita sull’Intelligenza artificiale quando, davanti ai big tech siliconvallici e ai leader dei diritti civili, a Washington ha sintetizzato da fuori corso a l l’Asilo Mariuccia l’a rgomento chiave della rivoluzione digitale: «La Ia è qualcosa di stravagante. È composta da due lettere. È la capacità di insegnare alle macchine». Gli astanti, che avevano messo sul tavolo presidenziale i rischi del deep learning e non lo scontato machine learning, l’hanno fermata con una domanda decisiva: «Perché si rivolge a noi come se fossimo bambini di cinque anni?». È dura per il progressismo dei competenti, al Nazareno e dintorni, scoprire che la guru americana dell’i nclu sio ne Gucci style è messa peggio dei ministri italiani che non leggono i libri che premiano. Ma non c’è problema, in mezzo c’è l’Oceano Atlantico e il Ne w York Times queste bizzarrie non le pubblica. Quindi, non esistono. In realtà, anche alla Casa Bianca, la cinquantottenne Kamala è percepita come una professionista della gaffe, un’esploratrice dell’ov - vio che non studia i dossier. Una specie di Luigi Di Maio con l’auto blu più lunga; non per nulla era stata rinchiusa a chiave per un paio d’anni in modo che non facesse troppi danni. Ora è stata tolta dal sarcofago semplicemente perché stanno arrivando le elezioni e Jo e B id e n r i t ie n e che il ticket possa tentare il bi s . Sulla popolarità, meglio glissare: lui è al 40%, lei al 39,2%, con abissi nel Midwest. Dopo la gaffe sull’I nte l l i - genza artificiale, il candidato alle primarie repubblicane Vivek R a m a s wa m i l’ha liquidata così: «Non penso che sia in grado di dirigere la politica governativa sul tema, ha avuto difficoltà anche a fare lo spelling». Elon Mu s k non è stato da meno: «Non mi sembra affatto all’altezza», ha detto, per poi prenderla in giro per il soprannome autoimposto «zarina dell’Ia». I giornali hanno cominciato a scrivere che «è la persona meno competente per gestire la questione più importante» e Jesse Waters nel programma The Fiv e ha commentato: «Quando i robot cominceranno a ucciderci, B id e n dirà che è colpa di Kamala». Da pasionaria californiana dei diritti Lgbtq+ e dell’i n c lu - sione resiliente planetaria, la dea liberal, anticattolica e glamour dei radical chic è diventata una barzelletta. Gli avversari definiscono i suoi soliloqui «piatti freddi della sua insalata di parole» e la Rete ha cominciato a parlare di Wi ka m al ap e d ia , la sua personalissima enciclopedia «con la quale parla agli americani come se fossero tutti all’asilo». Dev’essere convinta che somiglino al suo elettore med io. Per la figlia dell’o n c o l oga tamil e del professore di economia giamaicano, sono lontani i tempi dei giochi di luce e fuochi d’artificio al Lincoln Memorial, con Fi re w o rk s di Katy Perry che seguiva a distanza di alcune ore l’inno nazionale cantato da Lady G a ga . Q ue s t’ultima sul palco con un abito che metteva in risalto una gigantesca colomba della pace, come se gli States fossero usciti da una guerra. Ora il bluff è palese e i sondaggisti democratici sono preoccupati perché l’effetto Vispa Teresa potrebbe essere letale, considerando gli 80 anni di Sleepy Joe. Lo slogan che non piace ai dem è semplice: «Voti B id e n e ti ritrovi Harrisp re s i - dente». Un incubo anche dentro il partito dove Kamala è malvista per tasso di arroganza e numero di capricci. Le gaffe sono il suo forte e ormai sono un rosario. Imbarazzante la risata sul finanziamento per i profughi ucraini. Ma la più clamorosa rimane quella sull’ac c og l ie n - za, quando (lei figlia di immigrati, anche se ricchi) disse: «Voglio essere chiara con le persone che stanno pensando di intraprendere quel pericoloso viaggio verso il confine tra Stati Uniti e Messico. Non venite». In Guatemala spiegò che voleva intendere «aiutiamoli a casa loro», peggiorando la situazione. E al culmine d el l’isteria licenziò lo staff, 22 persone ben felici di andarsene «da quell’am biente malsano». Ecco perché ridurre la «population» invece della «pollution» per combattere il Climate change è considerato ordinaria amministrazione. Wikamalapedia si arricchisce di un aneddoto, mentre l’asilo applaude.

LA “NATURE RESTORATION LAW” DISTRUGGERÀ LA NOSTRA AGRICOLTURA

 

Produzione alimentare sostenibile e mitigazione del cambiamento climatico. Con questa favola ripetuta all’infinito i globalisti hanno assestato ieri un colpo decisivo nella realizzazione della tirannide ecologico-climatica. Occasione è stata l’approvazione, per un pugno di voti, della “Nature Restoration law”, la prima legge sulla natura proposta e approvata dal continente europeo: così l’Agenda 2030 entra a gamba tesa nel settore primario di ciascuno Stato producendo tutta una serie di pericolosi effetti domino.

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L’EUROPEAN MEDIA FREEDOM ACT: IL CONTROLLO DEL GIORNALISMO

 

1) PRESENTAZIONE FUORVIANTE

Nella bozza del 2022 , quando iniziarono a concepire questa regolamentazione, scrivevano che serviva per proteggere i giornalisti dagli abusi dei governi e che sarebbe servita per garantire una maggiore libertà di espressione e consentirgli senza ripercussioni di parlare male delle malefatte dei pezzi grossi. Si parla anche di focalizzarsi sul garantire l’indipendenza e il pluralismo editoriale, rafforzando anche la difesa per i diritti umani e impedendo le persecuzioni politiche o fatte attraverso il sistema legale nei confronti di giornalisti che espongono scandali di governi e multinazionali. Questa bozza però è una totale presa in giro.

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