
Vorrei dirlo in un modo più mediato e diplomatico, ma faccio davvero fatica a trovare un’espressione che non sia semplicemente una forma vigliaccamente omissiva.
Gli USA hanno agito (non certo per la prima volta) come uno stato terrorista.
L’omicidio odierno del generale iraniano Soleimani non è niente di diverso da un assassinio a sangue freddo, un assassinio per ragioni inesplicite (risibile la motivazione di un’operazione ‘difensiva’), e soprattutto ragioni che la dirigenza americana non sente neppure il bisogno di chiarire con qualche scusa raffazzonata.
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