NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
venerdì 31 agosto 2012
Crescita: un’illusione nefasta
Sintetizzando le riflessioni svolte da Guido Ceronetti sulla decrescita felice nell’articolo pubblicato su La Stampa il 19 agosto, Irene Tinagli ritiene di aver letto che per realizzare questa prospettiva «molto affascinante e per certi versi romantica», bisognerebbe «separare i bisogni essenziali da quelli che non lo sono e i beni prodotti per soddisfare bisogni reali da quelli fatti solo per generare profitto, ovvero i “commerci”». Ma questa distinzione «non è così netta come si possa pensare (senza contare l’inquietante scenario in cui qualcuno decide cosa è essenziale per la gente e cosa non lo è)». Poiché le riflessioni sulla decrescita espresse da Ceronetti sono nate da lunghe conversazioni con me, posso rassicurarla che non abbiamo mai teorizzato le cose che lei scrive.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43894
La religione della crescita che incatena il pianet
Gli effetti distruttivi di uno sviluppo infinito dei consumi e della produzione a spese della natura
Quante volte abbiamo sentito dire in questi ultimi cinque anni che la crisi è sistemica, strutturale, un intreccio di crisi sovrapposte: finanziaria, occupazionale, produttiva, energetica, climatica, alimentare, idrica, demografica, ecologica e sociale, inestricabilmente materiale e spirituale? Quante volte, di converso, abbiamo dovuto prendere atto che le scienze economiche (in tutte le loro varie versioni teoriche, scuole e tendenze) non sono state in grado né di prevedere, né di prevenire, né tantomeno di curare le crisi in atto? Che sia quindi giunto il momento di sancire anche la crisi dell'economia, il superamento dei suoi «principi normativi»?
Se lo chiede Gilbert Rist con il suo ultimo libro, I fantasmi dell'economia (Jaca Book, pp 214, euro 22), che si ricollega e approfondisce la ricerca iniziata con Lo sviluppo. Storia di una credenza occidentale (Bollati e Boringhieri). Una ricostruzione impietosa del pensiero economico, una demolizione della «regina» delle scienze sociali, il fulcro attorno cui ruota la politica contemporanea e la condanna delle nostre vite quotidiane.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43884
Quante volte abbiamo sentito dire in questi ultimi cinque anni che la crisi è sistemica, strutturale, un intreccio di crisi sovrapposte: finanziaria, occupazionale, produttiva, energetica, climatica, alimentare, idrica, demografica, ecologica e sociale, inestricabilmente materiale e spirituale? Quante volte, di converso, abbiamo dovuto prendere atto che le scienze economiche (in tutte le loro varie versioni teoriche, scuole e tendenze) non sono state in grado né di prevedere, né di prevenire, né tantomeno di curare le crisi in atto? Che sia quindi giunto il momento di sancire anche la crisi dell'economia, il superamento dei suoi «principi normativi»?
Se lo chiede Gilbert Rist con il suo ultimo libro, I fantasmi dell'economia (Jaca Book, pp 214, euro 22), che si ricollega e approfondisce la ricerca iniziata con Lo sviluppo. Storia di una credenza occidentale (Bollati e Boringhieri). Una ricostruzione impietosa del pensiero economico, una demolizione della «regina» delle scienze sociali, il fulcro attorno cui ruota la politica contemporanea e la condanna delle nostre vite quotidiane.
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mercoledì 29 agosto 2012
Cina crisi: affogano nella merce invenduta
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In Cina sono sommersi dalle merci invendute, che nessuno in occidente compra più. impariamo ad incensare la "globalizzazione".
Mentre l'emisfero occidentale, improduttivo e consumatore, si dibatte in una crisi economica senza precedenti che costringe le famiglie a stringere la cinghia e a smettere di comprare, l'emisfero orientale manifatturiero affoga nelle merci che ha prodotto e che nessuno vuole più.
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Il crollo nella povertà degli Stati Uniti
che dio benedica l'america "ma va a f.....o"
Gli Stati Uniti sono crollati
economicamente, socialmente, politicamente, giuridicamente,
costituzionalmente e nel rispetto dell'ambiente. Il paese attuale non è
nemmeno l’ombra del paese in cui sono nato. In questo articolo mi occuperò del collasso economico degli Stati Uniti. In quelli successivi, mi occuperò degli altri aspetti del collasso americano.Dal punto di vista economico, l'America è caduta nella povertà .
Come dice Peter Edelman, "il lavoro a bassa paga è diventato pandemico".
Oggi nella "libera e democratica" America, "l'unica superpotenza del mondo", un quarto della forza lavoro è impiegata in lavori che pagano meno di $ 22.000 annui, la soglia della povertà per una famiglia di quattro persone. Parte di queste persone mal retribuite sono giovani laureati, gravati da prestiti per gli studi, che condividono un appartamento con tre o quattro altri nella stessa situazione disperata. Altri sono genitori single con un problema medico o dei senzatetto che hanno perso il lavoro lontano da casa.
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Meglio gli sfascisti sfanculatori di Grillo degli sfasciatori patinati dello Stato
In nome della sobrietà parlamentare e dell’austerità nazionale stiamo scomparendo dalla faccia dell’Europa continentale, non quella dei falsi riti istituzionali e dei vuoti miti sociali (cooperativi e solidali cioè inesistenti ed ineffettuali), ma quella dei rapporti di forza dove se la potenza non insiste alla prepotenza altrui non si resiste.
Verrebbe da dire ben ci sta, popolo di beoti, incantati da quattro imbecilli di governo patentati, individuati dal peggior Presidente della Repubblica mai nominato. Eppure, noi italiani, figli dei romani e di grandi letterati e scienziati, avremmo dovuto essere svezzati a tali forme di raggiro che nascondono la codardia e l’ottusità di una classe dirigente schiavizzata dai dogmi economici del presente, dall’assenza di visione del futuro e dalla dimenticanza di un passato glorioso e puntualmente calpestato.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43868
Socialismo e antimodernitÃ
Generalmente l’antimodernismo più ortodosso rifiuta le idee di matrice socialista come residui di quelle ideologie moderne cui esso si contrappone. Che storicamente il socialismo sia un prodotto moderno è innegabile, ma è anche innegabile che quella modernità oggi sia abbastanza lontana nel tempo e soprattutto è altrettanto chiaro che attualmente la modernità si oggettivi in un modello economico totalitario e planetario che sta puntando alla distruzione scientifica e mirata di ogni forma di welfare e appunto di socialismo (oltre che come ben sappiamo di tutte le culture non allineate al verbo del mercato e della democrazia occidentale).
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43869
Come funziona il sistema monetario internazionale
Oltre il 90% della moneta totale transita dalle famiglie e dalle imprese (anche criminali) verso le banche che hanno “autorizzato” prestiti, fidi e mutui e che, così, vedono arrivare tale moneta sotto forma di versamenti; con l’abbandono della legge Glass-Steagall degli anni ’30 (in Italia la legge
bancaria del ’36) – che faceva tenere ben distinta l’attività bancaria
dagli istituti che operavano sul mercato finanziario e speculativo –
anche i depositi e i conti correnti sono stati utilizzati dalle banche (quali soggetti finanziari) per operazioni speculative.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43875
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lunedì 27 agosto 2012
22 agosto, Overshoot day. L'umanità è senza benzina
altro che salvarci i brics,se seguono lo stesso modello capitalistico di europa,usa e giappone,siamo del gatto.
terra, risorse e consumi. Anche quest’anno il cowboy ha battuto l’astronauta. Anzi, come accade dagli anni ’70, l’ha sorpassato. Gode di ottima salute la metafora che Francesco Gesualdi ha impiegato - in tempi sospetti ma non così disastrati - ne “L’altra via” (Altreconomia edizioni), programma per l’economia del benvivere. Secondo i dati diffusi dal Global Footprint Network Information (http://www.footprintnetwork.org), infatti, non c’è ancora partita tra l’astronauta, epigono dell’”economia del rispetto”, ed il cowboy, notabile dell’attuale sistema di mercato “predatorio”.
terra, risorse e consumi. Anche quest’anno il cowboy ha battuto l’astronauta. Anzi, come accade dagli anni ’70, l’ha sorpassato. Gode di ottima salute la metafora che Francesco Gesualdi ha impiegato - in tempi sospetti ma non così disastrati - ne “L’altra via” (Altreconomia edizioni), programma per l’economia del benvivere. Secondo i dati diffusi dal Global Footprint Network Information (http://www.footprintnetwork.org), infatti, non c’è ancora partita tra l’astronauta, epigono dell’”economia del rispetto”, ed il cowboy, notabile dell’attuale sistema di mercato “predatorio”.
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FALLITI E SERVI ALLO SBARAGLIO
Non sono affatto sicuro che Beppe Grillo dice bene, cogliendo la
sostanza delle cose, quando si rivolge alla mignatta neoliberale Bersani
– apostata del comunismo e capofila politico dei servitori delle
Aristocrazie finanziarie nella penisola – in questi esatti termini:
«Si rassicuri, lei non è un fascista. E’ solo un fallito. Lo è lei
insieme a tutti i politici incompetenti e talvolta ladri che hanno fatto
carne da porco dell’Italia e che ora pretendono di darci anche lezioni
di democrazia. Per rimanere a galla farete qualunque cosa. A Reggio
Emilia si celebra Pio La Torre mentre si tratta con l’Udc di Cuffaro.
Amen.»
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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10728
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UNA MONETA "LOMBARDA" CONTRO IL FALLIMENTO DELL'EURO
Grazie a una recente intervista al vicegovernatore Gibelli abbiamo avuto
una interessante conferma del fatto che la Regione Lombardia si sta
preparando all'introduzione di una moneta complementare sul proprio
territorio. In quell'articolo, sicuramente per esigenze di sintesi, si
accenna solo alle peculiarità della moneta complementare. Cerchiamo
quindi di essere qui un attimo più precisi.
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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10727
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