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da Venezia Fra i suoi tanti meriti, il progresso della medicina ha purtroppo portato con sé l'illusione
di poter «sconfiggere» la morte spostando sempre più avanti la soglia
di quella che è una sopravvivenza più artificiale che reale.
La
tecnica si è impadronita della nostra esistenza e la tiene in pugno.
Una volta la morte era naturale, apparteneva alla sfera della familiarità , si moriva in casa così come in casa si era nati. Oggi è il tabù
che demanda a macchine, strutture, specialisti, la gestione di un
corpo tenuto in vita oltre e a dispetto della vita. Quella che noi
gente semplice, e che può avere o meno il dono della
fede, conosciamo e riteniamo tale, quella per cui abbiamo pensato
valesse la pena vivere, pur sapendo che in un futuro, prossimo o
venturo, morire avremmo comunque dovuto.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43968

Negli ultimi giorni sono
spuntati come funghi sul web articoli critici verso l’idea di
decrescita in generale e verso le tesi della “decrescita felice” in
particolare. È un buon segnale: cresce l’interesse intorno a questi temi
e la risposta del “pensiero unico” sviluppista non si fa attendere. Si
cita spesso Serge Latouche le cui tesi, vogliamo ricordarlo, non
esauriscono il ben più ricco dibattito culturale su questi temi. In
Italia, in particolare, abbiamo la fortuna di avere Maurizio Pallante e
il Movimento per la Decrescita Felice che, pur concordando con molte
della analisi e delle proposte di Latouche, vanno oltre offrendo a
questo movimento di idee un contributo importantissimo in termini di
praticità e possibilità di attuazione di un differente modello di
produzione e consumo.
Poichè Fare Verde ha
abbracciato in ben due importanti occasioni le tesi della decrescita
felice, vogliamo informarvi del dibattito in atto. E soprattutto,
diffondere le risposte alle critiche. Di seguito riportiamo la risposta
di Massimo De Maio, presidente di Fare Verde e socio fondatore del
Movimento per la Decrescita Felice, ad uno degli articoli che criticano
la decrescita. Per completare il quadro, vi indichiamo anche i link di alcuni altri articoli critici e delle relative risposte. Buona lettura.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43969
Debito. Forse la parola più sentita in questi ultimi anni. Ma cosa s’intende, realmente?
Il
significato, nella visione popolare, è che un debito pubblico, creato
dallo Stato, è un debito di ogni suo cittadino. Questa è la falsa pista
che ha convinto l’opinione pubblica mondiale. Da sfatare.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43973
Il dibattito politico non affronta il merito dei problemi economici e sociali. La
politica dimentica i soggetti sociali e il loro disagio. Per discutere
dei contenuti e delle alternative concrete, la campagna Sbilanciamoci!
riunisce associazioni, esperti e movimenti alla decima edizione della
“Contro-Cernobbio”, a Capodarco di Fermo
Dalle discussioni estive sulle alleanze politiche in vista delle
prossime elezioni e sulle prospettive di governo sta mancando
completamento il merito: il programma e gli obiettivi che sarebbe
necessario darsi per fronteggiare la crisi e avviare un modello di
sviluppo radicalmente diverso da quello che abbiamo conosciuto fino ad
oggi. E scompaiono – dal dibattito politico – da una parte la societÃ
con le sue sofferenze e dall'altra i soggetti (il lavoro, i movimenti,
la società civile) che dovrebbero essere il perno di un cambiamento
radicale del paese.
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http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3616
Probabilmente conoscete tutti la leggenda dell’invenzione del gioco degli scacchi.
Si racconta che l’inventore lo regalò al re di Persia, il quale ne fu
talmente contento che promise all’inventore un regalo a sua scelta.
Questo, allora, chiese al re un chicco di riso sulla prima casella della
scacchiera, due chicchi sulla seconda, quattro sulla terza, e così via
per le 64 caselle. Il re accettò di buon grado, salvo poi
accorgersi che per arrivare alla 64-esima casella avrebbe dovuto tirar
fuori una quantità di grano talmente grande da non saperla nemmeno
calcolare. Pare che risolse il problema facendo tagliare la testa all’inventore.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43949
In questo fine agosto che
non accenna a sbollire, i nostri politici, come nei mesi precedenti,
hanno ricominciato un balletto consueto e conosciuto che va avanti da
parecchi anni. Sembra quasi un comportamento obbligato per tutti coloro
che si accostano alla politica. Insulti, vacuità , promesse e slogan
declamati con voce stentorea, quasi urlati, tanto da pensarli come
eterni, che invece svaporano nel breve lasso di un’esternazione
televisiva.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43929http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43929
È difficile che si
voti a novembre, ma è praticamente certo che a novembre comincerà la
bagarre. Mentre il povero Monti, come succede a fine anno a qualsiasi
presidente del Consiglio, sarà alle prese con i problemi dei conti
pubblici, i partiti avranno tutti la testa già rivolta alle elezioni di
primavera. Ogni gesto, ogni dichiarazione, ogni parola sarÃ
finalizzata ad attirare il maggior numero di voti possibile.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43931
"Fascista!" ha urlato
Bersani a Beppe Grillo. Sembra essere tornati agli anni ’70 quando chi
non si "dichiarava, laico, democratico e antifascista" era di per sè un
fascista. Usare il termine "fascista" come insulto e strumento di lotta
politica nell’anno di grazie 2012 non solo è un "non sense" è ridicolo.
Evidentemente nella generazione dei Bersani, scatta ancora un riflesso,
pavloviano dovuto all’età (a un Matteo Renzi, sindaco di Firenze, che di
anni ne ha 37 e che pure è un Ds, non verrebbe mai in mente da dare del
"fascista" a chichessia) e alla lunga militanza del Pci, che rischia di
dare ragione a Berlusconi quando diceva che gli ex comunisti,
nonostante tutti i cambi di sigle, erano rimasti, nel fondo della loro
animuccia, comunisti.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43932
I partiti che si
accapigliano sulla riforma elettorale, sulla Rai, sulla giustizia, sulle
tasse, sul rigore, per accaparrarsi ancora qualche fettina di potere e
nell’illusione di conquistare consenso, assomigliano molto ai polli di
Renzo che si beccavano l’un l’altro senza rendersi conto che sarebbero
presto finiti sullo spiedo dell’Azzeccagarbugli. Se non proprio allo
spiedo i partiti rischiano di finire sulla padella dell’irrilevanza. È
infatti molto probabile che alle prossime elezioni, si tengano in
autunno o nel 2013, le astensioni e i voti dati a Grillo riducano il
parterre degli elettori ai minimi termini.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43935http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43935
E ci risiamo. La John
Templeton Foundation ha finanziato il filosofo John Fisher con 5 milioni
di dollari perchè coordini un team di scienziati sulla ricerca
dell’immortalità . Il sogno dell’immortalità è antico quanto l’uomo. E si
capisce facilmente perchè. L’uomo è l’unica creatura vivente
lucidamente consapevole della propria fine.
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