Ma se la gente vedesse quello che sta accadendo in Ucraina, e l'aggressione che sta facendo la Russia verso i suoi vicini e il modo in cui finanzia e arma i separatisti; se vedesse quello che è successo in Siria - la devastazione in cui [il presidente Bashar al-] Assad ha buttato il suo stesso popolo; il fallimento di qualsiasi compromesso in Iraq tra sunniti, sciiti e curdi - anche se stiamo provando a mettere insieme un governo che possa funzionare veramente. Se la gente conoscesse le minacce del terrorismo; quello che sta accadendo in Israele e Gaza - parte delle preoccupazione dei popoli è proprio la sensazione che in tutto il mondo il vecchio ordine non tenga più, che noi non siamo ancora esttamente dove dovremmo essere per preparare un Nuovo Ordine che si fondi su dei principi diversi, che si basi sul senso di umanità comune e su economie che funzionino per il bene di i popoli.
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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13865
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
venerdì 5 settembre 2014
IL CALAMARO VAMPIRO E UNA LEZIONE DISPERATA
Forse il mio 0,2% che pensa e capisce quello che dico da 14 anni capirà
queste righe. Sono – e posso permettermi di dire siamo, se considero
Gianluigi Paragone e il suo staff, se considero Davide di
Comedonchisciotte e pochissimi altri – alla disperazione. La versione
ironica e divertente di questa disperazione l’avete letta nel mio ultimo
"File Audio",
ma parliamo di una tragedia. Abbiamo capito che trasmettere alla gente
le notizie che veramente gli cambiano la vita, quelle che gliela
devastano, quelle che gli rivelano chi davvero comanda disprezzandoli e
indifferenti a qualsiasi loro sofferenza, dirgli il male che gli faranno
(tanto), e il futuro da schiavi dei loro figli, bè, raccontargli tutto
questo è INUTILE.leggi tutto:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13862
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STRANGOLARE ECONOMIA E FINANZA RUSSA. SE NON BASTA, PROCEDERE OLTRE
L'autore di questi concetti è un professore americano, che è parte del board dei consiglieri internazionali della Scuola Economica di Kiev. Il suo nome è inessenziale. Lo chiamerò Dottor Stranamore perché rappresenta bene la strategia, la tattica, le intenzioni dei gruppi neocon americani e di una parte importante di quelli europei.
Per la precisione, si chiama Paul Roderick Gregory e l'articolo è apparso su Forbes. E' importante tenerne conto, poiché dice cose essenziali. Che sono pensate per distruggere il nemico prima ancora che cominci la guerra. Ma, se non riescono nell'intento, già prevedono la guerra. Le offro al ragionamento di chi legge poiché siamo di fronte a un progetto che è molto più importante di una profezia. Ed è la voce di chi conta più di Obama.
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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13859
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giovedì 4 settembre 2014
RENZI, TECNICHE DI MANIPOLAZIONE. COSI' SEDUCE E INGANNA GLI ITALIANI
dai 100 giorni ai 1000 giorni;ma va a f......
Matteo Renzi è un giocoliere delle parole e non è certo un caso se da ragazzo era soprannominato “il bomba” ovvero colui che la spara grosse. Il “physique du rôle” d’altronde ce l’ha: tutto guizzi, smorfie, moine. Il premier è dotato di un ego così ipertrofico da impedirgli di capire quando non è il caso ovvero quando la sua naturale teatralità sfocia nel grottesco e, sovente, nel ridicolo.
Ognuno di noi arrossirebbe se venisse fotografato in pose che evocano più le gag di Mr Bean che la postura consona a un primo ministro. Lui no.
Ed è permaloso, tenace, combattiero, replica colpo su colpo, come ha dimostrato con la scenetta del gelato in risposta agli sberleffi dell’Economist.
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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13858
Matteo Renzi è un giocoliere delle parole e non è certo un caso se da ragazzo era soprannominato “il bomba” ovvero colui che la spara grosse. Il “physique du rôle” d’altronde ce l’ha: tutto guizzi, smorfie, moine. Il premier è dotato di un ego così ipertrofico da impedirgli di capire quando non è il caso ovvero quando la sua naturale teatralità sfocia nel grottesco e, sovente, nel ridicolo.
Ognuno di noi arrossirebbe se venisse fotografato in pose che evocano più le gag di Mr Bean che la postura consona a un primo ministro. Lui no.
Ed è permaloso, tenace, combattiero, replica colpo su colpo, come ha dimostrato con la scenetta del gelato in risposta agli sberleffi dell’Economist.
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L'ITALIA ? SARA' PEGGIO DELLA GRECIA. (QUANDO I COMPITI SONO PROPRIO DIFFICILI )
E' da un anno e qualche mese che seguo questo interessante sito. Ed è da
un anno e qualche mese che, negli articoli postati qui, sto osservando
il realizzarsi di uno scenario al quale, devo confessarlo, all'inizio
non ci credevo neanche un po'.
Non potevo credere che, alla fine, un paese come l'Italia, si sarebbe incamminato sulla stessa strada della Grecia. Anzi, vista la situazione internazionale, dovrei proprio dire una strada ben peggiore di quella greca.
Qual'è la cosa peggiore che può capitare alla Grecia? Essere spezzata in piccole entità dette zone economiche speciali (1), (2), una specie di nuovi feudi ove al posto dei vassalli del signore ci saranno le multinazionali finanziarie dell'Impero. E per l'Italia? Per l'Italia si profila lo spettro delle guerre (neo)feudali.
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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13856
Non potevo credere che, alla fine, un paese come l'Italia, si sarebbe incamminato sulla stessa strada della Grecia. Anzi, vista la situazione internazionale, dovrei proprio dire una strada ben peggiore di quella greca.
Qual'è la cosa peggiore che può capitare alla Grecia? Essere spezzata in piccole entità dette zone economiche speciali (1), (2), una specie di nuovi feudi ove al posto dei vassalli del signore ci saranno le multinazionali finanziarie dell'Impero. E per l'Italia? Per l'Italia si profila lo spettro delle guerre (neo)feudali.
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FERMIAMOCI O ARRIVA LA TERZA GUERRA MONDIALE
I massimi esperti della Finanza mondiale (Nouriel Roubini, Kyle Bass, Hugo Salinas Price, Charles Nenner, James Dines, Jim Rogers, David Stockman, Marc Faber, Jim Rickards, Paul Craig Roberts, Martin Armstrong, Larry Edelson, Gerald Celente ed altri) dicono che la Terza Guerra Mondiale sta arrivando .... a meno che non siamo noi stessi a fermarla.
Paul Craig Roberts – Assistente Segretario del Tesoro sotto la presidenza Reagan, ex direttore del Wall Street Journal, indicato da Who's Who, come uno dei mille più influenti pensatori politici del mondo, economista PhD - ieri ha scritto un articolo sulla escalation delle ostilità tra Stati Uniti e Russia dal semplice titolo: "War Is Coming - Arriva la guerra".
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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13855
lunedì 1 settembre 2014
Il mio nemico è la modernità occidentale
Gentile Professore, vi sono molte domande che sembrano importanti in riferimento ad “entrambe le parti”; prima di tutto vorrei chiederle: esistono “due lati” della storia, uno russo e uno ucraino? Altrimenti, come dovremmo considerare quanto sta accadendo? Guerra? Terrorismo? Guerra civile? Cos’è accaduto realmente all’MH17?
È stato colpito dagli ucraini con il supporto degli USA al fine di accusare i russi, e questo è proprio ciò che è accaduto. Nel mondo postmoderno la verità è l’ultima cosa che conta. La propaganda viene prima di tutto.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49249
Nativi digitali
Concludiamo
gli ultimi giorni di questa strana estate (al Settentrione, più che
estate, una lunga e piovosa tarda primavera..) con tre notizie: notizie
che di primo acchito paiono scollegate ma, a ben analizzarle, ne emerge
un minimo comun denominatore.
Prima
notizia: i migliori tennisti internazionali si sono scagliati contro
il "rito del silenzio" negli stadi, prima del match, preferendo i
rumori del pubblico, perchè " il chiasso fa salire l' adrenalina, il
silenzio no".
Seconda
notizia: negli USA gli abbonamenti a Netflix -la internet tv "on
demand" e anche download di videogiochi sempre più complessi- hanno
superato, come fatturato, gli abbonamenti alla tv classica
(NBC,CBS,CNN,etc).
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Violenza, odio e disperazione: l’odierno divide et impera
Sempre più frequentemente il sistema
mediatico, televisione in testa, focalizza l’attenzione sulle
drammatiche vicende che affliggono centinaia di famiglie italiane:
assassini, suicidi, omicidi. E’ ormai nota la forte influenza che tali
mezzi trasmettono al telespettatore passivo e la continua reiterazione a
pubblicizzare fatti del genere, induce un forte aumento di paura nei
cittadini, che ne rimangono amaramente colpiti, giungendo alla
conclusione che “non ci si può fidare di nessuno, nemmeno in famiglia”.
Può sembrar di poco conto ma bisogna rammentare che la televisione,
essendo mezzo del potere, viene manovrata appunto, per degli scopi, e
questi sono costantemente precisi e ben determinati. E quali ne cela
tale bombardamento mediatico se non la spinta verso la massima assoluta
del sistema? Ossia il divide et impera? La
divisione tra tanti crea facoltà di potere tra pochi, e chi ne detiene
in grande quantità, non nutre certo volontà comunitarie o di
riappacificazione. Nella storia quanti avvenimenti rivoluzionari sono
poi terminati in guerra civile?
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49260
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La rinascita della comunità
Con il termine glocalization,
coniato dallo studioso inglese Roland Robertson, si indica
l’articolazione ambivalente tra il globale e il locale, tra
l’interdipendenza dell’economia-mondo e l’interconnessione planetaria
delle comunicazioni frutto della rivoluzione digitale, da un lato, e la
dimensione particolare dei contesti locali, con le loro tradizioni e le
loro forme di vita, dall’altro. Si tratta di due realtà al contempo
opposte e complementari che connotano la globalizzazione come un «fatto
sociale totale», vale a dire non solo come un insieme di attività
economico-finanziarie a opera soprattutto di quei global players
che sono le multinazionali che, alla ricerca di profitti e rendite più
alti, attraversano le frontiere degli Stati grazie a una sorta di
tacito ius migrandi, ma anche come un complesso di codici simbolici, di pratiche sociali, di abiti culturali legati alle comunità territoriali.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49264
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