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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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domenica 23 ottobre 2016

Costituzione, la riforma dell'1%



Sulle ragioni per cui la riforma della Costituzione sarebbe ormai diventata una questione di vita o di morte, se ne sono sentite di tutti i colori. Da chi la vuole per risparmiare sui costi della politica, a chi la pretende per essere al passo coi tempi. Come se concetti come democrazia, sovranità parlamentare, partecipazione, potessero essere variabili dipendenti dai contesti che mutano. L'innovazione tecnologica ci ha abituato a rottamare stili di vita, modi di lavorare e di comunicare, ma certi principi hanno valore assoluto: non invecchiano col tempo che passa, né sono messi fuori moda dall'incalzare di nuovi ritmi, nuove tecnologie e nuovi interessi economici. La democrazia non ha come obiettivo la fretta, ma scelte meditate e partecipate finalizzate ad ottenere leggi giuste. Leggi, cioè, varate, nel rispetto della volontà popolare a favore di equità, libertà, sostenibilità, dignità per tutti, come sancito dalla Costituzione. Per questo i nostri padri costituenti avevano progettato un assetto istituzionale che intendeva avvicinare i livelli decisionali ai cittadini tramite gli enti locali, che affermava la sovranità del Parlamento sul governo, che prevedeva oculatezza attraverso un doppio passaggio legislativo.
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Perché il Pd è un partito 'sbagliato'



Ci sono partiti che non fanno errori, quanto essere essi stessi un errore, magari perché, pensati per essere una cosa, sono diventata un'altra molto diversa ed indesiderata, o perché hanno mancato l'obiettivo che ci si proponeva per dei difetti di progettazione.
Ad esempio, l'unificazione Psi-Psdi, nel 1966, pensata per costruire una grande socialdemocrazia di massa sul modello di quelle nordiche, in grado di strappare al Pci la leadership della sinistra, dette vita ad un aborto di partito che si scisse solo tre anni dopo. E il difetto era di progettazione perché unificava un vero partito socialista con quello  socialdemocratico, che, al di là delle autoproclamazioni, era un partito di destra. E, dopo l'inevitabile sconfitta alle politiche del 1968, che segnò la fine del centro sinistra, fu gioco forza dividersi fra chi cercava una formula di governo più di sinistra e chi ne voleva una più di destra. Ad essere sbagliato non era questo o quel singolo atto, ma il progetto in sé di una sommatoria elettorale che doveva dimostrare che 2 + 2 doveva fare 5 ed invece fece 3. Una pura sommatoria di apparati non basta a sollevare ondate di consensi e spesso ne toglie.

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A chi giova? La Costituzione di Renzi è una retrocessione storica



Siamo arrivati al redde rationem, al punto di caduta decisivo dei processi politici di questi anni: tale è il senso della controriforma costituzionale. Un vero e proprio stravolgimento della Costituzione, che dallo smantellamento del fondamento del lavoro intende stabilizzare il dominio dell'impresa, cioè del capitale, sull'intera società.
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Aleppo e Mosul: battaglie decisive contro il terrorismo



Lo scenario nel Medio Oriente sta cambiando e il terrorismo non è il nostro destino. La valutazione, fino a questo momento, dei paesi che hanno usato i terroristi per procura, o per fini espansionistici, è fallimentare, e ora stanno raccogliendo sconfitte.
La stampa italiana non sembra occuparsi abbastanza della crisi siriana, ed è urgente far comprendere a tutti i cittadini del mondo cosa sta succedendo nella percorso siriano. Chi potrebbe negare la drammatica situazione di Aleppo, un tempo capitale industriale della Siria? Il  2013 è stato un anno di sconfitte per l'Esercito Siriano, in tanti speravano di vedere nella capitale Damasco, un governo di oscurantisti, ma per fortuna il 2016 è stato  diverso.
Alcuni paesi non sembrano propensi a riconoscere certi pericoli, il Regno dell'Arabia Saudita, fa sapere tramite il Ministro degli Esteri Saudita, Adel Jubair che  sta lavorando per fare arrivare a Aleppo alla cosiddetta opposizione moderata più milizie. Di solito arrivano attraverso un accesso: la Turchia. Un altro dato è l'utilizzo, da parte delle bande armate, di missili teleguidati americani Taw.
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Alternativa alla crisi. Decisive le politiche pubbliche



Scrisse Antonio Gramsci: "La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere". Questa citazione descrive bene ciò che sta succedendo nel periodo attuale: il capitalismo finanziario neoliberista è entrato in crisi da diversi anni e sta utilizzando l'intervento delle Banche Centrali per rimanere in piedi. Vi è consapevolezza sul fatto che i vecchi approcci sono ormai superati perché non riescono più a garantire crescita e benessere diffuso. L'intervento pubblico è paralizzato dal peso del debito mentre il sistema bancario si è inceppato e non sta finanziando in modo adeguato le famiglie e le imprese. Per questo servono nuove logiche di intervento per sostenere l'economia reale.
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Una pagliacciata da abolire: ecco cosa sono oggi le Nazioni Unite



La sai l'ultima sull'Onu Come nell'italica saga dei carabinieri, le Nazioni Unite offrono un campionario sempre più vasto di ragioni per sghignazzare, mentre dal rango di ente inutile stanno rapidamente passando a quello di ente ridicolo. L'ultima barzelletta l'ha prodotta l'Unesco (l'agenzia dell'Onu per la cultura, la storia e la scienza), approvando una risoluzione in cui il Monte del Tempio di Gerusalemme è indicato solo con il nome arabo (Al Haram al-Sharif; in ebraico Har aBayt) e in cui si nega di fatto qualunque connessione tra gli ebrei e il Monte stesso. 
È un'idiozia storica e religiosa. Il tempio di Salomone fu costruito sul Monte nel decimo secolo avanti Cristo e da allora è il punto di riferimento per gli ebrei di tutto il mondo che, dopo le distruzioni portate dai Romani, venerano l'unica vestigia rimasta della costruzione originale: il Muro Occidentale.
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Trump è in testa, colpo di scena



Le rilevazioni di Rasmussen sono da sempre molto affidabili. Ebbene l'ultimo sondaggio, pubblicato poche ore fa, indica una straordinaria rimonta di Donald Trump, che supera Hillary Clinton di due punti, 43 a 41 per cento.

Il sondaggio è stato effettuato lunedì all'indomani del secondo dibattito televisivo, a conferma che, ancora una volta, i giudizi a caldo dei media statunitensi - e ripresi acriticamente da quelli europei - erano "biased", tendenziosi.

Il pubblico americano ha giudicato altrimenti la performance dei due candidati: Trump ha letteralmente strapazzato la Clinton. 

E ora, a meno di un mese dal voto, la gara è più aperta che mai.

Il testamento di Gheddafi che io non avevo mai letto

testamento gheddafi

Ho trovato grazie ad un amico una cosa che non avevo letto su nessun giornale.        IL testamento di Muhammar Gheddafi .  L’ eredità che ha lasciato a noi italiani è stata la immigrazione incontrollata e la perdita della nostra supremazia sul petrolio libico a vantaggio di altre (Total in primis). Il suo popolo sta male, contrariamente a prima quando la Libia era terra dove molti andavano a lavorare da altri paesi. Il suo progetto del Dinaro d’ Oro è ovviamente naufragato e come moneta per gli scambi si usano ancora dollaro (per il Petrolio) o Franco Africano https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_CFA che da grandi svantaggi ai paesi africani dovuti al cambio fisso e da vantaggi alla Francia.   …   Sappiamo tutti a chi è convenuto uccidere Gheddafi (Fra-USA -UK in ordine non casuale. )  e a chi non è convenuto. NOI . (ITA)
Tripoli 5 Aprile 2011, testamento di Muhammar Gheddafi:
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IL REBUS ALEPPO/MOSUL

offensiva mosul 2016

Non c’è dubbio che Baghdad debba riprendere il controllo di Mosul sottreandola all’ISIS/ISIL/Daesh. Non lo poteva fare prima. In Teoria, questo è il momento.
La vera domanda è “chi sta facendo cosa” nel conflitto: la nona divisione dell’esercito iracheno, i Peshmerga curdi, sotto il controllo dell’astuto e corrotto opportunista Barzani, i lord tribali sunniti, decine di migliaia di guerriglieri sciiti dell’Iraq del sud, il “supporto” delle Forze Speciali USA, i bombardamenti “mirati” dell’Air Force statunitense e, all’oscuro nelle retrovie, le Forze Speciali e l’aviazione turche.
C’è un chiave di lettura in questa confusione.
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Alternativa per l’Europa, una Confederazione Europea

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Quando si iniziò a parlare dell’Euro, oltre agli entusiasti (come me), vi erano non pochi commenti nella stampa che esprimevano seri dubbi circa la fattibilità del progetto. L’argomento principale era che una sola moneta non avrebbe consentito di gestire una politica monetaria adatta a tutti i membri del club. Questi dubbi erano sensati ma furono ignorati dalle autorità europee e non impedirono che si proseguisse nel progetto dell’unione. Io penso con ragione perché non era questo il problema. I veri problemi furono completamente ignorati, chi vi scrive non ne ha mai sentito parlare ed è per questo che si è deciso a scrivere questo articolo.
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http://www.rischiocalcolato.it/2013/10/alternativa-per-leuropa-una-confederazione-europea.html