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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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martedì 15 gennaio 2019

Una analisi congiunta con Dmitry Orlov sul collasso degli Stati Uniti



La parola “catastrofe” ha diversi significati, ma il concetto originale greco è quello di una “improvvisa recessione” (in greco katastrophē “ribaltamento, svolta improvvisa” da kata “giù” + strofe “girare”). Per quanto riguarda la parola “superpotenza,” anche per questa esistono diverse definizioni possibili, ma le mie preferite sono questa: “superpotenza è un termine usato per descrivere uno stato con una posizione dominante, caratterizzato dalla sua ampia capacità di esercitare influenza o proiettare forza su scala globale. Ciò si ottiene attraverso una combinazione di forza economica, militare, tecnologica e culturale, nonché con l’opera della diplomazia e della capacità di persuasione. Tradizionalmente, le superpotenze si trovano preminentemente fra le grandi potenze,” e questa: “una nazione estremamente potente, specialmente una in grado di influenzare gli eventi internazionalie gli atti e le politiche delle nazioni meno potenti,” o ancora questa“un organo di governo internazionale, in grado di imporre la propria volontà su quella degli stati più potenti.”
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lunedì 14 gennaio 2019

La UE nel 2019 – Il Problema della Sopravvivenza



L’Unione europea comincia un 2019  pieno di problemi irrisolti, dilaniata dalle contraddizioni più dolorose …
Il primo problema – che è anche il più grave – è che la UE è stata creata come un meccanismo che per funzionare in Europa occidentale deve essere sotto controllo USA. Senza l’American Marshall Plan, senza che vengano aperti i mercati americani  alle merci europee, senza truppe americane in Europa e, infine, senza la NATO, l’Unione europea non sarebbe possibile.
Quando si dice che la UE fu concepita, tra l’altro, come un modo per rimuovere le contraddizioni franco-tedesche, per prevenire futuri conflitti come quelli che condussero alla prima e alla seconda guerra mondiale, è vero. Ma bisogna tener presente che l’unità franco-tedesca è stata necessaria e benigna esclusivamente per gli Stati Uniti. La Gran Bretagna, invece, durante tutta la sua storia ha sempre combattuto per dividere l’Europa e per evitare una situazione in cui uno stato o una unione di stati avrebbe potuto dominare il continente.
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La bancarotta nazionale come gioco da tavolo



La maggior parte delle persone ha una certa familiarità con il gioco del Monopoli. Il suo obbiettivo è quello di insegnare ai capitalisti in erba una preziosa lezione sul capitalismo: in pratica, che in una transazione commerciale non è produttivo cercare di arrivare ad una qualche forma di accordo con i propri antagonisti o lottare per una condizione stazionaria e sostenibile. Al contrario, quello che devi fare per sopravvivere (non parliamo poi di vincere) è crescere il più rapidamente possibile e divorare  i tuoi concorrenti, altrimenti verrai divorato a tua volta. Questo non è solo un gioco, è esattamente il modo in cui funziona il capitalismo e, se la cosa non vi rende ricchi (e questo vale per la maggior parte delle persone), è esattamente per questo motivo che il capitalismo non funziona.
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È un problema di sicurezza nazionale

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Realizzare un sistema di banche pubbliche non è una mera questione di scelte politiche, ma è un problema di sicurezza nazionale.
Ve lo spiego con il classico esempio del corpo umano, perchè così lo capiscono anche i bambini.
Il corpo umano ha bisogno di sangue per scambiare i nutrienti tra le cellule e gli organi.
Allo stesso modo lo Stato ha bisogno di soldi per scambiare beni e servizi tra i cittadini e le aziende.
Ora, chi conosce le nostre proposte sa che la sovranità monetaria e fiscale è ancora dello Stato, che  quindi potrebbe tranquillamente creare strumenti di pagamento, ad esclusione delle sole banconote, con cui alimentare la circolazione monetaria. Non abbiamo bisogno di una banca esterna allo Stato, problema risolto.
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Perché mangiare meno carne è la cosa migliore che puoi fare per il pianeta nel 2019



Mangiare carne ha un impatto pesante sull’ambiente, dall’alimentare cambiamenti climatici all’inquinamento del paesaggio e dei corsi d’acqua

Ecco cosa fare per il pianeta – e per gli altri
Benvenuto 2019 con ricette vegane e vegetariane
Riciclare o prendere l’autobus piuttosto che la propria auto per andare al lavoro può essere utile, ma gli scienziati puntano sempre più su un cambiamento più radicale dello stile di vita delle persone, unico modo sicuro per aiutare il pianeta: mangiare molto meno carne.

Una serie di ricerche pubblicate nel corso dell’ultimo anno ha messo a nudo il pesante impatto provocato dal consumo di carne, in particolare della carne di manzo e di maiale, sull’ambiente, sul cambiamento climatico e sull’inquinamento del paesaggio e dei corsi d’acqua.
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Tecniche di colpo di Stato



Una volta il colpo di stato si presentava coi caschi, le armi, metteva carri armati e militari nelle strade, occupava dei posti strategici del potere: sedi di radio e televisione, università, reti telefoniche, stazioni e aeroporti, ponti e strade. Si vedevano divise per le strade, tute mimetiche e armi da fuoco, blindati e movimenti di truppe. C’erano dei colpi di arma da fuoco e delle raffiche di armi automatiche. Era chiaro. Il nemico era visibile, si mostrava, era facile odiarlo e combatterlo.
Bisognerebbe scrivere oggigiorno un’appendice alla Tecnica del colpo di stato di Malaparte.

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Una metafora dell’America



Il 34enne Casey King è così obeso che non può lavorare, deve fare il bagno all’esterno, in un trogolo come un maiale, e deve fare affidamento sul fatto che suo padre si prenda costantemente cura di lui. Ora pesa più di 700 libbre (317 kg.), ma continua a mangiare enormi quantità di cibo malsano. Proprio come l’America nel suo complesso, non ha assolutamente alcun senso di autodisciplina e nessun desiderio di cambiare la propria vita. Ad un certo livello capisce che con il suo comportamento distruttivo si sta letteralmente uccidendo, ma non ha alcun desiderio di cambiare. Invece, ha detto alla rete TV  TLC che “continuerò a mangiare finché non sarò morto” …
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L’Era Postqualcosa



Secondo la Treccani il prefisso post-, che deriva dal latino post (dopo, dietro) è un “prefisso di molte parole composte, derivate dal lat. o, più spesso, formate modernamente, nelle quali indica per lo più posteriorità nel tempo, col senso quindi di «poi, dopo, più tardi». [1] Qualsiasi sia oggi il campo esplorato, ci ritroviamo sempre più spesso a dover fare i conti con quel prefisso.
La democrazia grazie a Colin Crouch è diventata postdemocrazia. Secondo le sue definizioni: “La democrazia sfida i privilegi di classe in nome delle classi subordinate; la postdemocrazia nega l’esistenza di entrambi, privilegi e subordinazione.” [2] Se cioè nei tempi andati il significato di democrazia è quello che tutti noi conosciamo, nella postmodernità quella parola ha cambiato di significato grazie all’inevitabile prefisso.
Già, la postmodernità. Prima c’era la modernità e la relativa pletora di significati: ogni “cosa” ne aveva uno, ed era abbastanza preciso. Poi alla modernità è successo qualcosa. I tempi moderni sono finiti, con buona pace di Chaplin che ne aveva preconizzato la fine per sconforto e disillusione, ed al suo posto è subentrato qualcosa che non è più la modernità così come l’abbiamo conosciuta dagli studi umanistici e non.

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“Destra del denaro” e “Sinistra del capitale”



Stavo leggendo un eccellente intervento di Diego Fusaro su “Silenzi e Falsità” dove il filosofo per l’ennesima volta ha definito la cosiddetta sinistra come quella del “costume”.
Non me ne voglia ma quando ho letto che definisce il PD come “Grande Partito Radicale” mi sono incazzato poiché io lo scrivo da anni seppur con meno eco di lui, tuttavia poi ho pensato che la sua voce è quanto di più opportuno ci sia oggi in Italia.
Al contrario suo però non considero il pessimo Pannella (pace all’anima sua) come responsabile di questa trasformazione (dal PCI alla sinistra del costume) ma individuo come agenti di questa metamorfosi pianificata i poteri forti anglosassoni con sede in USA e Inghilterra, poi divenuti puntualmente globalisti dopo la caduta del muro di Berlino.
Marx delineava un futuro in cui la nazione unica del proletariato avrebbe agito come un unico blocco superando le classi sociali ma allo stesso tempo sollevava il problema dell’esercito di riserva dei disoccupati che le classi dominanti potevano importare dall’estero creando guerre tra poveri.
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Lettera aperta a chi applaude Salvini: col decreto sicurezza la pacchia è finita per voi



Paradossi italiani: gli abitanti delle periferie dovrebbero scendere in piazza a fianco dei Sindaci ribelli, per protestare contro un decreto che scarica tutte le tensioni sociali nei quartieri popolari e alimenta la guerra tra poveri, anziché mitigarla. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi
Possiamo entrare nel merito delle questioni, per qualche minuto? Perché la verità è che dovremmo svegliarci tutti, non solo in sindaci ribelli, soprattutto chi ancora oggi pensa che il pugno di ferro di Salvini sia sinonimo di sicurezza sociale. Perché chiunque abbia un minimo di buonsenso dovrebbe avere la lucidità di leggersi il decreto cosiddetto sicurezza e chiedersi se davvero la sua vita migliorerà, discriminando chi sta sotto di lui nella piramide sociale. Perché, come a Lodi con il caso mense, è difficile non vedere le discriminazioni dentro il decreto sicurezza. Negare l’iscrizione all’anagrafe ai richiedenti asilo, per dire, vuol dire negare loro le cure sanitarie e ai loro figli la possibilità di andare a scuola. E cancellare la protezione umanitaria, trasformando in dalla sera alla mattina decine di migliaia di persone in clandestini che non possono nemmeno cercare una casa o un lavoro che non sia irregolare.
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