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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

😔😔😔  

lunedì 25 giugno 2012

IL FALLIMENTO DEL SISTEMA DENARO: UNA OPPORTUNITA' ?

«Un uomo stava camminando nella foresta quando s’imbattè in una tigre. Fatto dietro-front
precipitosamente, si mise a correre inseguito dalla belva. Giunse sull'orlo di un precipizio,
ma per fortuna trovò un ramo sporgente di un albero a cui aggrapparsi. Guardò in basso,
e stava per lasciarsi cadere, quando vide sotto di sé un'altra tigre. Come se non bastasse,
arrivarono due grossi topi, l'uno bianco e l'altro nero, che cominciarono a rodere il ramo.
Ancora poco e il ramo sarebbe precipitato. Fu allora che l'uomo scorse una fragola matura.
Tenendosi con una sola mano la colse e la mangiò. Com'era buona!».
Koan Zen

Un tempo si diceva che il battito d’ali di una farfalla in Polinesia poteva provocare una catastrofe nell’emisfero opposto. Era una classica iperbole della complessità, per esprimere il concetto che l’ecosistema Terra è integrato e ogni sua componente è interdipendente. 

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 http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10479

UNA NUVOLA DI FOLLIA

La grande truffa è l'illusione di libertà e potenza che si prova navigando in rete, ma siamo solo attori che recitano una parte dentro una nuvola.

È semplicemente folle pensare di uscire dall'enorme truffa in cui siamo piombati, senza condannare a pene vigorose chi le ha provocate, ma diventa un insulto presentare il conto di questo olocausto mediatico e finanziario alle vittime e non agli imputati. 

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Il lavoro secondo la decrescita

 lavorare meno,lavorare tutti.
La terza Conferenza internazionale sulla decrescita, la sostenibilità ambientale e l’equità sociale che si terrà a Venezia dal 19 al 23 settembre (www.venezia2012.it) si sta velocemente avvicinando. Essa si svolgerà lungo tre assi tematici: commons, democracy e work. Sui primi due la combinazione con i principi della decrescita è abbastanza facile da immaginare: la decrescita è prima di tutto riconoscimento del valore non monetario dei sistemi ecologici e l’auspicio di una loro gestione responsabile, condivisa, partecipata. 
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 http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43550

Il grigiocrate Mario Monti. Biografia non autorizzata…

Pare strano per un milanese “doc”, ma tutto iniziò a Torino. Più di quarant’anni fa. La parabola del professor Mario Monti, da giovane e promettente docente di Economia a presidente del Consiglio di un’Italia commissariata e messa in svendita dalla finanza internazionale, prende infatti le mosse dall’arrivo del ventisettenne economista alla facoltà universitaria subalpina. Monti viene invitato dal suo “mentore” Onorato Castellino, che successivamente sarebbe diventato preside di Economia e Commercio e presidente della Compagnia di San Paolo, la potentissima fondazione dell’omonimo istituto bancario. E fin dall’inizio già si scorge una delle costanti della vita professionale del “nostro”: la cooptazione. Uno strumento tipico delle élite di cui il professore ha sempre usufruito in prima persona e che, a sua volta, ha usato per tessere intorno a sé una fitta rete di rapporti umani e professionali.
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 http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43557

Tutti agricoltori, per salvare il mondo dai banchieri

Dopo la battaglia per l’acqua vinta esattamente un anno fa con i referendum, è giunto il momento di far partire quella per il suolo: dobbiamo trasformarci da consumatori in co-produttori, perché il nostro modo di mangiare è il primo atto agricolo ed è in grado di cambiare un modello di produzione che ci sta portando sull’orlo del baratro. Dobbiamo scegliere i gruppi di acquisto solidale, i mercati dei produttori locali e soprattutto essere coscienti e informati per sostenere una nuova forma di resistenza. I nostri nonni stenterebbero a crederlo, siamo una società che spende più per dimagrire che per mangiare. Non ho nostalgia per il mondo antico, ma dobbiamo far tornare i giovani alla terra e al mestiere di contadino, perché c’è più saggezza e conoscenza in un contadino che in un banchiere.
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 http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43553

La Germania non è il centro imperiale dell'Europa


crande germania,preparati.
 

E’ opinione di molti che l’attuale sconquasso nell’area europeo-mediterranea è determinato dalle politiche sovrane della Germania, che attraverso l’euro e l’Unione impone agli stati deboli politiche espropriative e immiserenti che distruggono l’industria di quei paesi, ne riducono i redditi, azzerano le conquiste pregresse del lavoro, e favoriscono l’industria tedesca (a partire dal manifatturiero), contribuendo a sostenere i redditi in Germania.
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Una generazione bruciata: seguono le altre



Ieri ho incontrato due vecchi amici. Ci siamo messi a parlare dei figli e della crisi che avvolge l'Italia. Mi hanno raccontato che il loro figlio che ora ha più di trent'anni si è messo in cooperativa con altri. Fanno pubblicità grafica e cose del genere. Mi hanno fatto capire che non guadagna quanto basterebbe per vivere. Naturalmente sono loro a soccorrerlo fino a quando potranno. Questa è la condizione della generazione dei biagizzati la legge che oramai da dieci anni ha di fatto abolito il contratto di lavoro a tempo indeterminato e l'obbligo a pagare una retribuzione dignitosa (come prescrive vanamente la Costituzione).

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 http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43543

La lezione di Rio+20: cambiare il nome della specie da homo sapiens a insipiens



dopo la globalizzazione è l'ora della glocalizzazione: pensare globalmente,agire localmente.
Anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, aprendo la Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (www.uncsd2012.org) il 20 mattina a Rio de Janeiro, ha affermato che il documento finale non ha risposto alle aspettative ed ha sottolineato come i negoziati siano stati molto difficili. "Personalmente, ha detto, mi aspettavo un documento finale più ambizioso".
Fino all'ultimo le organizzazioni della società civile hanno cercato di contribuire a dare concretezza al documento finale per renderlo adeguato alla sfida che abbiamo di fronte a noi: come imparare a vivere nei limiti di un solo pianeta.
E il 21 giugno sera importanti rappresentanti della società civile, scienziati, leader di grandi associazioni internazionali, come WWF, Greenpeace, Oxfam, e think tank, come il Club di Roma, figure rappresentative dei movimenti del Sud del mondo come Vandana Shiva e tanti altri, hanno firmato un documento dal titolo "Il Rio+20 che non vogliamo" parafrasando il testo del documento finale "Il futuro che vogliamo" che dice chiaramente che il "futuro che vogliamo" non si trova nel documento che porta questo nome.

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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43542

Banche e derivati. Il "botto" è vicino


 Ã¨ l'ora di resettare il sistema.

Un allarme tardivo, ma realistico. E completa assenza di indicazioni su cosa fare per “impedire” il ripetersi di un film già visto.

Banche e derivati sono la stessa cosa: i secondi sono “prodotti” dalle prime, non esistono per loro conto.

Fin dall'inizio è apparso chiaro che tutti i discorsi sulla “riforma delle regole del sistema finanziario internazionale” non sarebbe approdata a nulla. Troppi “decisori” (sia dei maggiori stati che dell più importanti istituzioni economiche globali) sono incatenati – personalmente e strutturalmente – agli istituti di credito, ai fondi di investimento, ecc. Il governo degli Stati uniti, Obama a parte, ne è un esempio clamoroso da oltre un trentennio. Gente che esce dalla finanza o dalle grandi multinazionali per fare il ministro e poi torna a fare la finanza o l'impresa. Gli si può forse chiedersi di rinunciare a una carriera futura o di bastonare i propri recenti ex colleghi di lavoro?
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martedì 19 giugno 2012

L’alternativa dei “nove su dieci”

Crisi finanziaria, crisi del debito pubblico, austerità. Sembra che non ci sia alternativa per un paese in difficoltà come il nostro. Ma chi ha pagato, effettivamente, il conto della crisi? La risposta la dà il titolo del libro di Mario Pianta Nove su dieci. Perché stiamo (quasi) tutti peggio di 10 anni fa (Laterza, 2012, 12€). È sui “nove su dieci” più poveri che ha gravato il peso del declino e del riaggiustamento economico, mentre i più ricchi – “uno su dieci” degli italiani – hanno beneficiato del lungo processo che ha portato a quest’esito disastroso, e si sono ora posti al riparo dai costi della crisi. Le soluzioni, proposte ed attuate, per superare la crisi hanno l’effetto di approfondire le disuguaglianze esistenti, deprimendo le forme di partecipazione politica e indebolendo la democrazia.
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 http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/L-alternativa-dei-nove-su-dieci-13946