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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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lunedì 29 dicembre 2014

Il Grande Freddo dello shopping "Il Natale peggiore degli ultimi anni"

NEGOZI affollati, tanti scontrini battuti ("stesso numero dell'anno scorso"), ma incassi crollati: questo Natale 2014 per il commercio a Genova non è stato dei migliori. Anzi. "E' stato l'anno in cui la crisi si è fatta sentire più forte", commenta Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti, che ieri sera aveva già sentito molti dei suoi colleghi per tirare le somme delle vendite di Natale. La situazione è tutt'altro che rosea, al punto che, racconta De Luise: "Diversi commercianti all'inizio dell'anno nuovo ridurranno il personale. Non ce la fanno più". Dunque, la folla che si è vista nelle strade genovesi nei giorni immediatamente precedenti il Natale, non ha portato al commercio quella spinta che cercava per potersi ri- sollevare dai giorni bui dell'alluvione. Ai doni nessuno ha rinunciato, ma è stato il classico esempio del "basta il pensiero". 
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 http://genova.repubblica.it/cronaca/2014/12/27/news/il_grande_freddo_dello_shopping_il_natale_peggiore_degli_ultimi_anni-103791565/

Tzvetan Todorov: "Democrazia significa resistenza"

NEL 2003, Tzvetan Todorov stilò un inventario dei valori, una lista di buone intenzioni che l'Europa ha tentato di esportare nel mondo con la stessa risolutezza con cui ha esportato automobili, ortaggi o tecnologia dell'alta velocità. Non è che inventasse nulla, era tutto già più o meno scritto nelle nostre carte dei diritti, nelle nostre costituzioni: la libertà individuale, la razionalità, la laicità, la giustizia. Sembrava ovvio. Oggi, tuttavia, Todorov vede allontanarsi quei valori come quel punto all'orizzonte che sembrava raggiungibile e invece riappare di nuovo lontano. "Quando diciamo valore, non significa che tutti lo rispettino, è più un ideale che una realtà, un orizzonte verso il quale siamo diretti", dice. "In questo momento, tuttavia, questi valori sono minacciati".
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 http://www.repubblica.it/cultura/2014/12/27/news/tzvetan_todorov_democrazia_significa_resistenza-103806414/

“Li chiamarono Briganti”, censura di un olocausto

se non cambia qualcosa, presto saremo i briganti del ventunesimo secolo.
Io ordino, dunque, che su tutto il territorio infestato da bande criminali viga il diritto di rappresaglia“.
Il diritto di rappresaglia consiste in un’azione o misura punitiva attuata con metodi violenti ed espressamente eclatanti, adottata da una potenza militare. Suona familiare? Se ve lo steste chiedendo, la risposta è no: questa citazione non appartiene a personalità protagoniste nel periodo di affermazione dei partiti nazisti o filofascisti. Essa non rimanda a nessun regime totalitarista storicamente riconosciuto come tale, appartiene invece a Enrico Cialdini, generale dell’armata del Regno d’Italia durante il Risorgimento, il cui busto ora giace nel Palazzo della Borsa di Napoli.

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 http://frontediliberazionedaibanchieri.it/2014/12/li-chiamarono-briganti-censura-di-un-olocausto.html

Il lato oscuro di Merkelandia

 tranquilli,che anche da noi arriva il jobs act......
In Germania cresce il Pil ma anche i lavoratori poveri, le disuguaglianza e le mense per indigenti

, Infografica di 

La Germania è il Paese con il tasso di disoccupazione più basso in Europa. Nel gennaio 2014 era pari al 5%. Il dato medio nell’Ue a 28, nello stesso mese, era pari al 10,8%. Il Paese con il dato peggiore è la Spagna che fa 25,8% (Dati Eurostat). Ieri si diceva «Germania malata d’Europa». Oggi Berlino è per tutti l’unico sano nella malata Europa. Merito della guarigione il pacchetto di riforme introdotto dal cancelliere Gerhard Shroeder quando, nel 2005, Berlino raggiunse il picco del 12,5% di disoccupazione. Eccola qui. È questa la storia che ci è stata ripetuta come un mantra negli anni della crisi. Eccola la ricetta da seguire per rilanciare le economie di Paesi in crisi, compreso il “sistema Italia”. 
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Renzi svaluterà gli stipendi del 10%! Lo dice un documento della UBS (Unione Banche Svizzere)

In un documento della Unione Banche Svizzere, grande banca internazionale meglio nota come UBS, che si chiama Eurozone Economy – 2014 Outlook (neretto cliccabile, pdf scaricabile, dettaglio a pag. 10), troviamo un’altra cosa abbastanza inquietante su Matteo Renzi e cioè il fatto che il Fondo Monetario Internazionale afferma che gli aumenti salariali avuti in Italia in questi anni non hanno ottenuto una buona produttività. E quale potrebbe essere la soluzione del FMI a cotanta sgradita abbondanza? Provate un po’ ad indovinare.
Il Fondo Monetario Internazionale, sentenzia: ” bisogna svalutare gli stipendi italiani del 10 % “! (sic!). E UBS aggiunge: ” L’uomo che in Italia farà sua la priorità di mettere in pratica questa riforma è Matteo Renzi”!
Qui sotto trovate l’estratto del documento. Cliccate sulla foto.
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Il lato oscuro di Merkelandia

L’Arabia Saudita paga lo scotto della sottomissione a Obama

Trentotto miliardi e 600 milioni di dollari Usa; questo il deficit proiettato sul bilancio 2015 delle casse reali saudite con l’attuale, disastrosamente basso, prezzo del petrolio. Ovviamente gli sclerotici regnanti di Casa Saoud devono solamente incolpare loro stessi e la loro miope e imbecille politica di sottomissione ai voleri americani visto che come già detto é su ordine dell’inquilino nero della Casa Biancache la produzione di greggio del reame é salita a livelli tali da far precipitare il prezzo medio del barile.
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JUS SOLI - RENZI ED IL SUO NUOVO BACINO ELETTORALE - L'UOVO DI COLOMBO

E' l'uovo di Colombo.
E Renzi, indubbiamente uno statista piccolo piccolo (se mai si può definire statista un politicante costruito, pilotato, messo in pista e spedito a fare il lavoro sporco) è il soggetto adatto a realizzare quel disegno che - da tempo, almeno da una quindicina di anni - prima la sinistra (quando si chiamava così, forse un pò troppo in ossequio ad una geografica parlamentare ottocentesca piuttosto che a uno spirito gauchiste come lo abbiamo inteso fino a venticinque/trent'anni fa) poi anche la destra "deviata" (non quella "bella" e decisa destraccia di squadristi, dalle idee risolute per quanto discutibili, patriottica e sciovinista) dai vezzi del politically-correct, hanno accarezzato con libidine: poter disporre di un bacino inesauribile e "vergine" di elettori.

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DIECI ANNI DI EURO: COSTO ACQUA +79,5% COSTO RIFIUTI +70,8% COSTO ELETTRICITA' +48,2% COSTO TRENI +46,3% (EURO FOLLIA)

Tra il 2010 e il 2014 solo in Spagna le tariffe pubbliche sono rincarate piu' che in Italia. Se a Madrid l'aumento medio e' stato del 23,7 per cento, in Italia l'incremento e' stato del 19,1 per cento. Tra i grandi Paesi d'Europa, invece, la Francia ha registrato un rincaro medio del 12,9 per cento, mentre la Germania ha segnato un ritocco all'insu' dei prezzi solo del 4,2 per cento.
L'area dell'euro ha subito un incremento dei prezzi amministrati dell'11,8 per cento: oltre 7 punti percentuali in meno che da noi. I calcoli sono stati effettuati dall'Ufficio studi della CGIA che oltre a eseguire una comparazione tra l'andamento delle tariffe amministrate nei principali paesi d'Europa ha analizzato anche il trend registrato tra il 2004 e i primi 11 mesi del 2014 delle tariffe dei principali servizi pubblici presenti nel nostro Paese.
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LA RUSSIA, VISTA DALL’INTERNO

La settimana scorsa sono stato a Mosca, arrivando lì alle 4,30 del pomeriggio dell’ 8 dicembre.  A quell’ora a Mosca è già scuro e in questo momento dell’anno il sole non sorge fino alle 10 del mattino seguente, il cosiddetto periodo dei Giorni Bui  vs. Notti Bianche. Per chiunque abituato a vivere in aree equatoriali, questo è destabilizzante. E’ il primo segno che non solo ti trovi in un paese straniero, cosa a cui personalmente sono abituato,  ma anche in un ambiente straniero.   Tuttavia,  mentre ci dirigevamo verso il centro di Mosca, a più di un’ora di macchina, il traffico, i lavori stradali: tutto ci sembrava familiare.
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