
Esistono delle innovazioni prodotte dall’uomo i cui effetti sul sistema socioeconomico sono così potenti da essere paragonate a onde d’urto dalla portata rivoluzionaria. Così è successo con la scoperta della macchina a vapore nell’800, con quella dell’elettricità che ha rivoluzionato il 900 e in ultimo il recente avvento di internet, cui ha assistito gran parte di noi, tranne i nativi digitali per i quali è l’unica realtà immaginabile. Ma se le onde rivoluzionarie del passato sembravano rispettare una cadenza centenaria, che permetteva alla società e all’essere umano di adeguarsi al nuovo habitat, nei tempi della precarietà e della decantata resilienza (ormai una sorta di jolly linguistico, in grado di sortire approvazione unanime) il mondo ha cambiato marcia. Eccoci di fronte a un nuovo sovvertimento del modello organizzativo e valoriale della società, mentre cercavamo ancora una fase di assestamento. È la nuova onda rivoluzionaria, che di fatto assomiglia più a uno tsunami, avviato dalla scossa tellurica dell’avvento di Internet: la digitalizzazione e l’automazione su ampio raggio dell’economia, che grazie al Covid e al distanziamento sociale adottato dai governi ha avuto quella carica propulsiva necessaria per la sua esplosione. Come ha affermato con toni entusiastici l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella:
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https://scenarieconomici.it/la-quarta-onda-rivoluzionaria-travolgera-luomo-di-ilaria-bifarini/
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