Il dolore non ci lascia dove siamo. Ci costringe a prendere posizione. Non ci permette di restare fermi, distratti, passivi. Possiamo anestetizzarlo, certo. Spegnere il segnale con un farmaco, mettere un coperchio, tirare avanti come se nulla fosse. È una possibilità .
Ma ogni volta che silenziamo un dolore senza ascoltarlo, perdiamo un’occasione. Perché il dolore, fisico o emotivo, non arriva per caso. È un segnale di disarmonia. Qualcosa, dentro, non è in equilibrio. E quel segnale chiede attenzione.
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