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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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martedì 9 settembre 2014

Pierre Clastres: la società contro lo Stato


L'Occidente insegna, per Clastres, che “la storia è a senso unico, che le società senza potere sono l'immagine di ciò che noi non siamo più e che la nostra cultura è per loro l'immagine di ciò che debbono essere. E non solo il nostro sistema di potere è considerato come il migliore, ma si arriva ad attribuire una certezza analoga alle società arcaiche.”1 Si confrontano, infatti, gli Indiani Sioux con gli Aztechi, si paragonano i loro sistemi organizzativi, cosa che per Clastres non ha alcun senso. Per usare le parole dello stesso autore, “bisogna accettare l'idea che negazione non significa niente, e che quando lo specchio non rinvia la nostra stessa immagine, questo non prova che non ci sia niente da guardare.”

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lunedì 8 settembre 2014

Il declino del modello occidentale

siamo alla fine del sogno americano.
Nel corso degli ultimi  due decenni, nel mondo e nell’area Euroasiatica in particolare, sono avvenuti dei cambiamenti epocali, basti pensare  alla caduta del muro di Berlino nel 1989, alla dissoluzione dell’URSS  con creazione di nuove entità statali in Europa ed in Asia,  alla prima guerra  nel teatro europeo (Bosnia ed ex Jugoslavia), alle guerre condotte in Medio Oriente con la partecipazione dei paesi europei, al sorgere della Cina come seconda grande super potenza economica ed industriale, alla corsa per la conquista delle risorse dell’Africa, lanciata dalle grandi potenze.
Tutti avvenimenti questi nei quali vi sono stati alcuni grandi protagonisti ed altri, le nazioni europee in particolare, chiamate a svolgere un ruolo di  comprimari o consociati al  fianco della superpotenza  dominante, quella statunitense che, per un certo periodo (dopo la dissoluzione dell’URSS),  aveva indotto la falsa sensazione che il mondo dovesse  attestarsi in uno stato di “unipolarità” con l’impero degli USA in posizione di dominio assoluto, nel campo politico, economico e militare.
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In Ucraina, la guerra europea degli idioti pericolosi

Le menti geostrategiche di Usa e Ue avevano già convincentemente manifestato il loro livello di intelligenza e lungimiranza nelle campagne di pacificazione, stabilizzazione e democratizzazione di Iraq, Afghanistan, Libia, Egitto. In Siria mesi fa stavano per aiutare gli insorti jihadisti bombardando l’esercito siriano, e ora, costretti dai fatti, aiutano l’esercito siriano bombardando i jihadisti. Mentre le fabbriche licenziano e chiudono e l’economia comunitaria si contrae perfino in Germania, e mentre si avvicina un freddo inverno, le sullodate menti si lanciano in una campagna di sanzioni, dirette a parole contro la Russia, ma nei fatti contro le imprese, i lavoratori, i consumatori dell’Europa Occidentale. Penso alle ditte che, a seguito delle sanzioni, non possono più esportare verso il più grande paese del nostro continente, quindi vanno a gambe all’aria. Con le sanzioni in vigore ad oggi e con le contromisure russe, l’Italia rischia 800.000 posti di lavoro e, solo di esportazioni agroalimentari perde 200 milioni, cioè il 24%. L’Ue perderà circa 5 miliardi.
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Viva la Malinconia e muoia la tristezza

La malinconia è un albero ombroso che ti succhia linfa ma a volte dà frutti deliziosi: opere, poesie e a volte perfino trattati sulla malinconia medesima. Ho davanti a me due libri, uno poderoso e ponderoso, uscito pochi mesi fa in Italia e l'altro smilzo e acuto uscito invece tanti anni fa.

Il primo è L'inchiostro della malinconia (Einaudi, pagg. 564, euro 36) di Jean Starobinski, medico, saggista e letterato. È un compendio filosofico-sanitario, una storia e fenomenologia psico-letteraria della malinconia, delle sue origini soprannaturali o patologiche e poi degli effetti sentimentali e caratteriali. Una volta era localizzata nella bile nera o nella milza, e la religione la considerava peccato di accidia: l' acedia è un torpore, un'assenza d'iniziativa, una disperazione totale, senza scampo, acuita dalla solitudine, che produce mutismo, anzi «afonia spirituale»; quella che Marsilio Ficino indicava come perdita eccessiva dello spirito sottile. La voce dell'anima non parla più. Il rimedio classico era viaggiare. L'espressione spirituale della malinconia è la letteratura della nostalgia, la passione del ricordo. Kant ritiene che il nostalgico non desidera in realtà i luoghi della giovinezza, ma lo stato della giovinezza, la propria infanzia legata a un mondo anteriore. Per Starobinski la nostalgia è una malattia morale.
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Le ragioni dell’altra parte

Davanti alle immagini angoscianti e ossessive della guerra senza fine al ‘terrorismo’, che l’America ha decretato all’indomani dell’11 Settembre, mi torna alla mente un pezzo che Tiziano Terzani scrisse alla vigilia dell’attacco all’Afghanistan. Raccontava le impressioni di due mezze giornate passate fra i seguaci di Osama bin Laden, in uno dei campi di addestramento al confine fra Pakistan e Afghanistan:
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Le conseguenze economiche delle sanzioni alla Russia


Che effetti stanno avendo le sanzioni sulla vita dei cittadini russi in Italia e sulla tua attività?
Faccio una premessa spiegando il mio ruolo tra Italia e Russia. Sono un intermediario per italiani che vogliono fare affari in Russia e per russi che vogliono fare affari in Italia. Il mio lavoro consiste nel dare appoggio, con servizi e gestione per quanto riguarda le iniziative per possibili affari tra i due paesi. Collaboro molto con le sedi delle camere di commercio di entrambi i paesi. Per quanto riguarda gli effetti delle sanzioni, diciamo che sono stati un boomerang per tutti i miei clienti Italiani, ciò lo dimostra il calo di domanda di prodotti , beni o servizi da parte delle aziende russe. Personalmente mi hanno colpito in parte poiché, come realtà, ci appoggiamo ad altre opzioni. Sia nel turismo, nell’agroalimentare che nella moda, il calo nei mesi estivi ha creato parecchi danni alle aziende italiane medio piccole . Ho visto chiudere quindici aziende Italiane tra Veneto,Lombardia e Emilia Romagna.
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La favola della formica e del consumatore


 cosa vogliamo : aumentare il p.i.l. consumando o salvare la terra e la generazione futura......?

Joe Romm di Climate Progress ha sintetizzato in modo mirabile il problema di fondo, ovvero quello riguardante la nostra presunta razionalità di fondo: «Le generazioni future non possono semplicemente adattarsi alla rovina climatica che stiamo per consegnargli. O iniziamo ridurre l’inquinamento di carbonio il più presto possibile o dovremmo smettere di fingere che siamo una specie razionale, morale».

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Heidegger anti-web: le cose ci sfuggono se sono troppo vicine

Viviamo in un’epoca nella quale siamo immersi in una vera tempesta di novità, fra le quali è ben difficile districarsi in modo adeguato. E questo succede soprattutto per il fatto che le novità tecnologiche vengono, per lo più, presentate mettendo in evidenza i loro aspetti positivi con i grandi vantaggi che comportano, senza indicare i loro effetti collaterali negativi. Nelle medicine, troviamo sempre un foglietto illustrativo, che, oltre ai vantaggi del farmaco, illustra anche i danni che può provocare. E per quanto riguarda le varie scoperte tecnologiche, questo sarebbe altrettanto necessario, anche se scomodo e sgradito, sia ai proponenti le novità, sia ai fruitori, ai quali interessano solo i vantaggi che se ne possono trarre. 
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domenica 7 settembre 2014

DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE.

Con la repressione finanziariabanche, imprese e privati hanno contemporaneamente risposto alla crisi con un processo graduale di deleveraging, rifiutandosi di assumere ulteriore debito per investimenti o consumi
All’improvviso, dopo che negli ultimi mesi politici economisti e banchieri centrali ne avevano più volte negato il rischio, in una mattina qualunque di fine agosto l’Italia intera ha scoperto di essere in deflazione, per la prima volta da oltre 50 anni e precisamente dal lontano settembre del 1959 quando in realtà l’economia era in forte crescita.  
Ad agosto secondo le prime stime, l’indice dei prezzi al consumo misurato dall’Istat ha segnato un calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso.
Ma lasciamo per un istante cifre e ricorrenze e cerchiamo di comprendere cosa significa deflazione, quali sono le dinamiche che l’accompagnano e soprattutto le sue conseguenze e possibili vie di uscita.
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NON SAPERE PIU' NIENTE DEL MONDO (BISOGNA INFORMARSI ?)

Da ormai più di una settimana leggere un'intera notizia mi risulta impossibile: mi assale la noia e mi disturba il senso di pesantezza in cui ogni notizia mi precipita. Così sorvolo, sbircio, prendo nota ma leggo in realtà pochissime news. Sarò guarita dal mal del compulsory-web? Se sì (attendo ancora un paio di settimane prima di dichiararmi fuori pericolo), mi sa che finirà come per la tv: mi pareva impossibile si potesse vivere senza... Poi un giorno si è scassata e mi seccava spendere per ripararla o per comprarne una nuova. Sono passati 12 anni e nemmeno mi ricordo che la tv esiste, a parte trovarne qui e là arcaiche notizie sui social network. Il che mi sta confermando una cosa banalissima: si può vivere, e vivere meglio, senza sapere più nulla del mondo. Bisogna informarsi? Forse sì, se da piacere.
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