NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
martedì 9 settembre 2014
lunedì 8 settembre 2014
Il declino del modello occidentale
siamo alla fine del sogno americano.
Nel corso degli ultimi due decenni, nel mondo e nell’area Euroasiatica in particolare, sono avvenuti dei cambiamenti epocali, basti pensare alla caduta del muro di Berlino nel 1989, alla dissoluzione dell’URSS con creazione di nuove entità statali in Europa ed in Asia, alla prima guerra nel teatro europeo (Bosnia ed ex Jugoslavia), alle guerre condotte in Medio Oriente con la partecipazione dei paesi europei, al sorgere della Cina come seconda grande super potenza economica ed industriale, alla corsa per la conquista delle risorse dell’Africa, lanciata dalle grandi potenze.
Tutti avvenimenti questi nei quali vi sono stati alcuni grandi protagonisti ed altri, le nazioni europee in particolare, chiamate a svolgere un ruolo di comprimari o consociati al fianco della superpotenza dominante, quella statunitense che, per un certo periodo (dopo la dissoluzione dell’URSS), aveva indotto la falsa sensazione che il mondo dovesse attestarsi in uno stato di “unipolarità ” con l’impero degli USA in posizione di dominio assoluto, nel campo politico, economico e militare.
leggi tutto: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49302
Nel corso degli ultimi due decenni, nel mondo e nell’area Euroasiatica in particolare, sono avvenuti dei cambiamenti epocali, basti pensare alla caduta del muro di Berlino nel 1989, alla dissoluzione dell’URSS con creazione di nuove entità statali in Europa ed in Asia, alla prima guerra nel teatro europeo (Bosnia ed ex Jugoslavia), alle guerre condotte in Medio Oriente con la partecipazione dei paesi europei, al sorgere della Cina come seconda grande super potenza economica ed industriale, alla corsa per la conquista delle risorse dell’Africa, lanciata dalle grandi potenze.
Tutti avvenimenti questi nei quali vi sono stati alcuni grandi protagonisti ed altri, le nazioni europee in particolare, chiamate a svolgere un ruolo di comprimari o consociati al fianco della superpotenza dominante, quella statunitense che, per un certo periodo (dopo la dissoluzione dell’URSS), aveva indotto la falsa sensazione che il mondo dovesse attestarsi in uno stato di “unipolarità ” con l’impero degli USA in posizione di dominio assoluto, nel campo politico, economico e militare.
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In Ucraina, la guerra europea degli idioti pericolosi
Le menti geostrategiche di Usa
e Ue avevano già convincentemente manifestato il loro livello di
intelligenza e lungimiranza nelle campagne di pacificazione,
stabilizzazione e democratizzazione di Iraq, Afghanistan, Libia, Egitto.
In Siria mesi fa stavano per aiutare gli insorti jihadisti bombardando
l’esercito siriano, e ora, costretti dai fatti, aiutano l’esercito
siriano bombardando i jihadisti. Mentre le fabbriche licenziano e
chiudono e l’economia
comunitaria si contrae perfino in Germania, e mentre si avvicina un
freddo inverno, le sullodate menti si lanciano in una campagna di
sanzioni, dirette a parole contro la Russia, ma nei fatti contro le
imprese, i lavoratori, i consumatori dell’Europa
Occidentale. Penso alle ditte che, a seguito delle sanzioni, non
possono più esportare verso il più grande paese del nostro continente,
quindi vanno a gambe all’aria. Con le sanzioni in vigore ad oggi e con
le contromisure russe, l’Italia rischia 800.000 posti di lavoro e, solo
di esportazioni agroalimentari perde 200 milioni, cioè il 24%. L’Ue
perderà circa 5 miliardi.
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Viva la Malinconia e muoia la tristezza
La
malinconia è un albero ombroso che ti succhia linfa ma a volte dÃ
frutti deliziosi: opere, poesie e a volte perfino trattati sulla
malinconia medesima. Ho davanti a me due libri, uno poderoso e
ponderoso, uscito pochi mesi fa in Italia e l'altro smilzo e acuto
uscito invece tanti anni fa.
Il
primo è L'inchiostro della malinconia (Einaudi, pagg. 564, euro 36) di
Jean Starobinski, medico, saggista e letterato. È un compendio
filosofico-sanitario, una storia e fenomenologia psico-letteraria della
malinconia, delle sue origini soprannaturali o patologiche e poi degli
effetti sentimentali e caratteriali. Una volta era localizzata nella
bile nera o nella milza, e la religione la considerava peccato di
accidia: l' acedia è un torpore, un'assenza d'iniziativa, una
disperazione totale, senza scampo, acuita dalla solitudine, che produce
mutismo, anzi «afonia spirituale»; quella che Marsilio Ficino indicava
come perdita eccessiva dello spirito sottile. La voce dell'anima non
parla più. Il rimedio classico era viaggiare. L'espressione spirituale
della malinconia è la letteratura della nostalgia, la passione del
ricordo. Kant ritiene che il nostalgico non desidera in realtà i luoghi
della giovinezza, ma lo stato della giovinezza, la propria infanzia
legata a un mondo anteriore. Per Starobinski la nostalgia è una
malattia morale.
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Le ragioni dell’altra parte
Davanti alle immagini angoscianti e
ossessive della guerra senza fine al ‘terrorismo’, che l’America ha
decretato all’indomani dell’11 Settembre, mi torna alla mente un pezzo
che Tiziano Terzani scrisse alla vigilia dell’attacco all’Afghanistan.
Raccontava le impressioni di due mezze giornate passate fra i seguaci di
Osama bin Laden, in uno dei campi di addestramento al confine fra
Pakistan e Afghanistan:
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Le conseguenze economiche delle sanzioni alla Russia
Che effetti stanno avendo le sanzioni sulla vita dei cittadini russi in Italia e sulla tua attività ?
Faccio
una premessa spiegando il mio ruolo tra Italia e Russia. Sono un
intermediario per italiani che vogliono fare affari in Russia e per
russi che vogliono fare affari in Italia. Il mio lavoro consiste nel
dare appoggio, con servizi e gestione per quanto riguarda le iniziative
per possibili affari tra i due paesi. Collaboro molto con le sedi delle
camere di commercio di entrambi i paesi. Per quanto riguarda gli effetti
delle sanzioni, diciamo che sono stati un boomerang per tutti i miei
clienti Italiani, ciò lo dimostra il calo di domanda di prodotti , beni o
servizi da parte delle aziende russe. Personalmente mi hanno colpito in
parte poiché, come realtà , ci appoggiamo ad altre opzioni. Sia nel
turismo, nell’agroalimentare che nella moda, il calo nei mesi estivi ha
creato parecchi danni alle aziende italiane medio piccole . Ho visto
chiudere quindici aziende Italiane tra Veneto,Lombardia e Emilia
Romagna.
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La favola della formica e del consumatore
cosa vogliamo : aumentare il p.i.l. consumando o salvare la terra e la generazione futura......?
Joe Romm di Climate Progress ha sintetizzato in modo mirabile il problema di fondo, ovvero quello riguardante la nostra presunta razionalità di fondo: «Le generazioni future non possono semplicemente adattarsi alla rovina climatica che stiamo per consegnargli. O iniziamo ridurre l’inquinamento di carbonio il più presto possibile o dovremmo smettere di fingere che siamo una specie razionale, morale».
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Heidegger anti-web: le cose ci sfuggono se sono troppo vicine
Viviamo in un’epoca nella quale siamo
immersi in una vera tempesta di novità , fra le quali è ben difficile
districarsi in modo adeguato. E questo succede soprattutto per il fatto
che le novità tecnologiche vengono, per lo più, presentate mettendo in
evidenza i loro aspetti positivi con i grandi vantaggi che comportano,
senza indicare i loro effetti collaterali negativi. Nelle medicine,
troviamo sempre un foglietto illustrativo, che, oltre ai vantaggi del
farmaco, illustra anche i danni che può provocare. E per quanto
riguarda le varie scoperte tecnologiche, questo sarebbe altrettanto
necessario, anche se scomodo e sgradito, sia ai proponenti le novità ,
sia ai fruitori, ai quali interessano solo i vantaggi che se ne possono
trarre.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49320
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domenica 7 settembre 2014
DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE.
Con la repressione finanziariabanche,
imprese e privati hanno contemporaneamente risposto alla crisi con un
processo graduale di deleveraging, rifiutandosi di assumere ulteriore
debito per investimenti o consumi
All’improvviso,
dopo che negli ultimi mesi politici economisti e banchieri centrali ne
avevano più volte negato il rischio, in una mattina qualunque di fine
agosto l’Italia intera ha scoperto di essere in deflazione, per la prima
volta da oltre 50 anni e precisamente dal lontano settembre del 1959
quando in realtà l’economia era in forte crescita.
Ad
agosto secondo le prime stime, l’indice dei prezzi al consumo misurato
dall’Istat ha segnato un calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello
scorso.
Ma
lasciamo per un istante cifre e ricorrenze e cerchiamo di comprendere
cosa significa deflazione, quali sono le dinamiche che l’accompagnano e
soprattutto le sue conseguenze e possibili vie di uscita.
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NON SAPERE PIU' NIENTE DEL MONDO (BISOGNA INFORMARSI ?)
Da ormai più di
una settimana leggere un'intera notizia mi risulta impossibile: mi
assale la noia e mi disturba il senso di pesantezza in cui ogni notizia
mi precipita. Così sorvolo, sbircio, prendo nota ma leggo in realtà pochissime news. Sarò guarita dal mal del compulsory-web? Se
sì (attendo ancora un paio di settimane prima di dichiararmi fuori
pericolo), mi sa che finirà come per la tv: mi pareva impossibile si
potesse vivere senza... Poi un giorno si è scassata e mi seccava spendere per ripararla o per comprarne una nuova. Sono passati 12 anni e nemmeno mi ricordo che la tv esiste, a parte trovarne qui e là arcaiche notizie sui social network. Il che mi sta confermando una cosa banalissima: si può vivere, e vivere meglio, senza sapere più nulla del mondo. Bisogna informarsi? Forse sì, se da piacere.
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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13879
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