
Da mesi ormai le sirene dei difensori più strenui del libero mercato suonano, scandalizzate, ogni qual volta si parla della norma sul blocco dei licenziamenti, introdotta dal Governo per i mesi della quarantena forzata, prorogata poi per tutto il 2020 a seguito della gravissima crisi economica innescata dalla pandemia e dalle relative misure di contenimento dei contagi. Su quella norma si è detto un po’ di tutto: che alla lunga non potrebbe che favorire la disoccupazione, che non sarebbe sostenibile per le imprese, che violerebbe i cardini dell’economia di mercato, e così via.
Il tema stavolta viene ripreso da Federico Fubini sul Corriere della sera di pochi giorni fa e poi rilanciato con enfasi dal giornale online Open fondato da Enrico Mentana con i seguenti titoli evocativi: “Lavoro e lockdown: Il blocco dei licenziamenti? Pagano le donne e i giovani” e “Il blocco dei licenziamenti salva gli over 50: a pagarne le conseguenze sono donne e giovani”.
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