STUPIDA RAZZA

giovedì 10 settembre 2020

Decidetevi: o siamo complottisti o siamo negazionisti

Faccio di mestiere il filologo. Il filologo analizza le tracce, non si fida delle cose narrate superficialmente, diffida degli slogan e delle narrazioni uniche e condivise. Il filologo, per sua natura, ha l’obbligo di cercare soglie di comprensione inedite, di metterle al vaglio, di difenderle. Il filologo ha cioè l’obbligo, un tempo si sarebbe detto che ha l’obbligo “morale”, di essere quello che oggi si definisce spregiativamente un “complottista”.
Dopo Darwin, ognuno di noi che sia uno scienziato e non un pagliaccio inconsapevole, sa bene che l’idea classica, illuministica e kantiana di una cultura che aiuta a trarsi fuori dallo stadio barbaro degli inizi non può più esistere, e che il caso non viene affatto escluso dalle teorie evoluzionistiche: la selezione naturale non può assorbire completamente e definitivamente l’ingombrante presenza del caso e, in definitiva, lo stesso linguaggio scientifico, uscito dalle rassicuranti logiche di laboratorio, apre da un lato voragini misteriose e inquietanti su una realtà sempre meno comprensibile (anche in senso etimologico) e ammette, dall’altro, di dover continuare a fare i conti con i frammenti di una casualità irrisolta, con un disordine tanto più fastidioso quanto meno eliminabile.
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