SIAMO meno intelligenti di 2000 anni fa, l'evoluzione in questo caso ha
giocato a nostro sfavore: il nostro cervello, secondo le teorie di
Darwin e i principi della genetica, negli ultimi due millenni si è
evoluto di pari passo con il nostro stile di vita, ma 'cambiamento' non
sempre è stato sinonimo di miglioramento. Il rapporto tra progresso
tecnologico ed evoluzione neurologica - secondo Gerald Crabtree, un
genetista dell'università di Stanford - ha fatto impigrire le abilitÃ
cognitive mano a mano che la vita è diventata più comoda. In poche
parole, rendendoci più stupidi.
leggi tutto:
http://www.repubblica.it/scienze/2012/11/25/news/stupidi_intelligenti-47040690/?ref=HREC2-11
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
lunedì 26 novembre 2012
venerdì 23 novembre 2012
Perché le grandi opere sono inutili
Quante sono le grandi opere inutili che la Commissione Europea e i governi stanno promuovendo come strumento per uscire dalla crisi? Quanti dei 2 milioni di miliardi (avete
letto bene) che la Commissione ritiene serviranno per costruire “la
spina dorsale d’Europa” diventeranno debito per governi e cittadini,
senza portare alcun beneficio alla collettività ?
leggi tutto:
http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3748
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http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3748
La missione autoritaria delle nostre polizie
Alzi la mano chi può dirsi sorpreso di
fronte alla gestione dell'ordine pubblico attuata lo scorso 14
novembre. Foto, filmati e testimonianze hanno documentato un uso smodato
(e pericoloso) di lacrimogeni, l'abuso dei manganelli, cariche inutili e
violente, ma se qualcuno ha mandato (flebili) segnali di rincrescimento e
annunciato l'avvio di inchieste interne di fronte alle violazioni più
clamorose (il pestaggio di una persona inerme, il lancio dei lacrimogeni
addirittura da un ministero), è solo perché certe immagini hanno sfondato il muro dell'anonimato in rete trovando sponda in alcuni media "accreditati".
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http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3745
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http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3745
Una rete per un'altra politica economica
A Firenze 10+10 il lancio della Rete europea degli economisti progressisti promossa da Euromemorandum, Economistes Atterrés, Sbilanciamoci!, Another Road for Europe
L’European Progessive Economists Network – Rete
europea degli economisti progressisti – ha raccolto gruppi di
economisti, ricercatori, istituti e coalizioni della società civile che
criticano le politiche economiche e sociali dominanti che hanno portato
l’Europa alla crisi attuale. Vogliamo promuovere un ampio dibattito in
Europa su politiche alternative basate sui seguenti sei punti:leggi tutto:
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Una-rete-per-un-altra-politica-economica-15383
I frantumi d’Europa e le altre voci di Firenze
Scontri ad Atene, litigi a Bruxelles. L’Europa
appare sempre più in frantumi, la spaccatura tra centro e periferia
sempre più profonda. Un’altra Europa, quella di Firenze 10+10, discute
delle alternative per l’economia
Scontri in piazza ad Atene mentre il parlamento vota
le nuove misure di austerità . Occhi chiusi a Berlino di fronte agli
effetti delle politiche imposte alla periferia d’Europa. Scontro aperto a
Bruxelles tra Europa e Gran Bretagna sul prossimo bilancio dell’Unione.
A Londra il governo è spinto a fare la voce grossa contro la Ue mentre
c’è chi pensa a un referendum per uscire dall’Europa. Di fronte alla
recessione che colpisce l’intera area euro, ieri a Francoforte la Bce
non ha ridotto i tassi e Mario Draghi ha elogiato come “stupefacente” il
risultato del consolidamento fiscale dell’eurozona, che della
recessione è una delle cause. La disoccupazione è quasi ovunque a
livelli record e la crisi comincia a mordere anche nel “centro”,
colpendo la base produttiva in Francia e le esportazioni in Germania.
L’Europa appare sempre più in frantumi, la spaccatura tra centro e
periferia sempre più profonda, la via per uscire dalla crisi sempre
introvabile.leggi tutto:
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/I-frantumi-d-Europa-e-le-altre-voci-di-Firenze-15367
Una norma distributiva per l'Europa che verrÃ
Protezione sociale, con standard di diritti e
salari, e protezione dalla finanza. Queste sono le due condizioni
essenziali per poter affrontare una politica economica, che aggredisca
il nodo irrisolto della costruzione europea: le differenze strutturali
tra le economie nazionali
Sono ormai cinque anni che la crisi finanziaria, con
tutte le sue crisi derivate (recessione, crisi dei debiti sovrani ecc.),
ha messo in luce il carattere economicamente recessivo e socialmente
repressivo della politica economica europea. Nella gestione del
conflitto distributivo generato per riparare i danni causati dalla
finanza, è la stessa finanza a costituire lo strumento che detta i tempi
di cosa e come “riformare”. leggi tutto:
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Una-norma-distributiva-per-l-Europa-che-verra-15397
Il giovane esercito di leva della grande recessione
Tredici milioni in Europa, più di 2 in Italia. Il
numero di giovani esclusi da lavoro, scuola e formazione è esploso nel
corso della crisi. L'Eurostat ne stima il costo: 153 miliardi per
l'Europa, 32 per l'Italia
leggi tutto:
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Il-giovane-esercito-di-leva-della-grande-recessione-15373
Cosa fare della finanza, e perché nessuno lo fa
perchè i politici sono i camerieri dei banchieri.
A cinque anni dallo scoppio della bolla sub-prime, ormai da più parti si riconosce che la riforma della finanza è necessaria. Eppure non si fa. Anche se quest'inerzia mette a rischio tutto il sistema economico. Il capitalismo è diventato cieco?
“…noi abbiamo assistito, prima, ad una crisi
indotta dalle disuguaglianze e, da ultimo, alle diseguaglianze indotte
dalla crisi…” Andrew Haldane A cinque anni dallo scoppio della bolla sub-prime, ormai da più parti si riconosce che la riforma della finanza è necessaria. Eppure non si fa. Anche se quest'inerzia mette a rischio tutto il sistema economico. Il capitalismo è diventato cieco?
Premessa
La crisi cosiddetta del sub-prime è scoppiata già da parecchi anni. Ufficialmente essa è partita nel febbraio del 2007 quando una banca britannica, la HSBC, rivelò di avere dei grandi problemi nel settore dei prestiti immobiliari negli Stati Uniti; peraltro, alcuni sostengono che le difficoltà erano cominciate già prima, ma riguardando esse essenzialmente la clientela hispanica e nera delle zone povere, essa non faceva notizia. Solo quando la crisi ha cominciato a toccare i quartieri della classe media bianca si è cominciato a parlarne.
leggi tutto:
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Cosa-fare-della-finanza-e-perche-nessuno-lo-fa-15334
Budget Ue, più o meno Europa?
Entro novembre si fissa il budget dell'Unione
europea per i prossimi sette anni: è l'unico strumento di politica per
investimenti strutturali, e lo scontro tra governi stavolta è molto
forte. E influenzerà l'Ue per il prossimo futuro
Mentre in Italia si discute di politica interna,
delle prossime elezioni, delle primarie, della legge elettorale, di
nuovi e vecchi partiti, l’Unione europea si appresta a vivere uno dei
momenti più decisivi che ne determineranno il futuro per parecchi anni a
venire. Una volta ogni sette anni si decide il budget dell’Ue, cioè il
“quanto”, il “come”, ed il “perchè” dell’Europa. Vogliamo più o meno
Europa? Come va costruita? E per quali obiettivi?leggi tutto:
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Budget-Ue-piu-o-meno-Europa-15375
Economia, campo minato di Barack Obama
molto minato..........
La rielezione di Barack Obama alla Casa bianca elimina un fattore di incertezza nella politica Usa, ma si aggravano le incognite dell’economia, con il debito (privato e pubblico), il deficit dei conti pubblici ed esteri, una finanza fuori controllo
La campagna elettorale Usa ha insistito sulla
disoccupazione scesa al 7,9% (Obama) e sulla crescita ferma quest’anno
al 2% (Romney). Si è parlato del “dirupo fiscale” che incombe sul
bilancio federale: se non ci saranno accordi al Congresso, il 1 gennaio
scatteranno automaticamente 600 miliardi di dollari di tagli di spesa e
nuove tasse, una manovra enorme (dell’ordine del 15% della spesa
pubblica Usa) che precipiterebbe il paese nella recessione. Una
prospettiva che ha preoccupato più il G20 che gli elettori Usa. I
democratici controllano il Senato mentre alla Camera dei rappresentati
la maggioranza è dei repubblicani più estremisti, che hanno bloccato
ogni mossa di Obama e difendono gli sgravi fiscali ai più ricchi. Le
elezioni del 6 novembre non hanno mutato quest’impasse ed è difficile
pensare a un consenso che risani i conti Usa evitando il “dirupo”.La rielezione di Barack Obama alla Casa bianca elimina un fattore di incertezza nella politica Usa, ma si aggravano le incognite dell’economia, con il debito (privato e pubblico), il deficit dei conti pubblici ed esteri, una finanza fuori controllo
leggi tutto:
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Economia-campo-minato-di-Barack-Obama-15333
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