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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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lunedì 10 dicembre 2018

Oggi non c’è più destra e sinistra: solo le persone sono contro l’élite. I “giubbotti gialli” stanno creando una nuova storia politica, una nuova ideologia.



Le proteste in Francia, simboleggiate dai giubbotti gialli, coprono una parte sempre più grande della società. Gli esperti politici hanno già definito questo movimento una “nuova rivoluzione”. La escalation del movimento dei “gilet gialli” è già così grave che è assolutamente necessario analizzare in modo dettagliato questo fenomeno.
Abbiamo a che fare con una vivida manifestazione del populismo europeo moderno. Il significato del populismo, come fenomeno che emerge dalla struttura politica nelle società formatesi  sulla scia della Grande Rivoluzione Francese e basato sul confronto tra destra e sinistra, sta cambiando radicalmente.
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Gaffe mai vista, quel bulletto di Salvini fa più danni di Renzi e Berlusconi



L’invadenza di Matteo Salvini in ogni campo, fuori dalle sue funzioni di ministro degli Interni, non solo è intollerabile ma sta diventando pericolosa e dare giusto fiato a chi teme che sottobanco l’Italia si trasformi in una dittatura dove al posto di Benito Mussolini, che almeno uno spessore politico ce l’aveva, c’è questo bulletto da quattro soldi, più insidioso di Renzi e persino di Berlusconi.
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https://comedonchisciotte.org/gaffe-mai-vista-quel-bulletto-di-salvini-fa-piu-danni-di-renzi-e-berlusconi/

Zerbini e scrivani



Un certo Boccia a nome del “mondo industriale italiano” – che come ormai tutti sappiamo non esiste quasi più – ha indirizzato al governo, con forme e toni ultimativi, una richiesta a “risolvere la crisi”.
Vogliono altri denari oltre alla montagna di aiuti già avuta negli anni e a quelli ottenuti vendendo le proprie aziende a imprese straniere o andando a produrre in paesi schiavisti dove impiegano bambini di dodici anni a un dollaro al giorno.
L’avidità non ha limiti e anche la sfacciataggine progredisce incontrastata.
Nessuno che abbia messo a posto questo signore.
In un paese col senso della realtà , i lobbisti sussurrano all’orecchio dei governi, non sbraitano come comari.
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I mostri del nostro tempo



Mentre le IENE (Italia1/Mediaset/Berlusconi) hanno sbattuto il mostro in prima pagina, cioè quello di Pomigliano D’Arco, il papà del vice ministro Luigi Di Maio, a Parigi, le lunghe proteste dei “Gilets Jaunes” sembra che abbiano abbattuto il vero mostro, delfino dei Rothschild, Emmanuel Macron, e attratto l’attenzione del premier, Edouard Philippe, che ha promesso alcune concessioni: sei mesi di sospensione dell’aumento delle tasse sui carburanti, e nessun aumento delle tariffe di gas ed elettricità per tutto l’inverno.
Per la saga dei mostri sul versante italiano, forse ci siamo persi la puntata delle IENE sul riciclaggio dei soldi mafiosi della Banca del papà di Silvio Berlusconi.
La Banca Rasini di Milano infatti, di proprietà negli anni ’70 di Carlo Rasini, fu indicata addirittura  da Sindona e nominata in molti documenti ufficiali della magistratura, come la principale banca utilizzata dalla mafia per il riciclo del denaro sporco nel nord Italia (Elio Veltri e Marco Travaglio, L’odore dei soldi).
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La Francia è profondamente spaccata. I Gilet Gialli sono solo un sintomo



Dagli anni ’80 in poi è risultato chiaro che c’era un prezzo che le società occidentali avrebbero dovuto pagare per adattarsi a un nuovo modello economico e che tale prezzo consisteva nel sacrificio della classe lavoratrice. Nessuno ha pensato che la ricaduta avrebbe colpito anche il grosso della classe medio-bassa. Ora è ovvio, comunque, che il nuovo modello non ha indebolito solo le fasce proletarie ma la società nel suo insieme.
Il paradosso è che questo non è il risultato del fallimento del modello economico globalizzato ma del suo successo. Nelle ultime decadi l’economia francese, come quella dell’Europa e degli Stati Uniti, ha continuato a creare ricchezza. Così siamo mediamente più ricchi. Il problema è che contemporaneamente sono aumentate anche la disoccupazione, l’insicurezza e la povertà. La questione centrale, dunque, non è se un’economia globalizzata sia efficiente ma cosa fare quando questo modello non riesce a creare e sviluppare una società coerente.
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L’Europa ha ragione: non è finita la pacchia



Una sera, discorrevo con un sindaco: un bravo sindaco, uno che fa pagare l’acqua (pubblica, del Comune) ai suoi abitanti una ventina di euro l’anno, che fa pagare poco la spazzatura…insomma, un bravo sindaco. Della Lega.
Ciò che mi disse, mi meravigliò. Parlando di bilanci, mi confessò che lo Stato aveva tagliato non ricordo più quante decine di migliaia di euro per il suo Comune (come per gli altri) e di come fosse arduo mantenere le promesse fatte agli elettori. Poi, sbottò in una frase che mi colpì: “Però, se non si ruba, ci sono i soldi per fare tutto”.
Già…si ruba…però ci sono leggi precise, ci sono la Magistratura, i Carabinieri, La Finanza, la Polizia…come si fa a rubare? Molto semplice.
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sabato 1 dicembre 2018

I ROTHSCHILD: La Famiglia che governa il Mondo


Il mondo sull’orlo del baratro, ecco i nuovi indizi

Powell_Jerome_Lapresse

Jerome Powell non ha cambiato idea sul rialzo dei tassi perché blandito – garbato eufemismo – dalle minacce social e mediatiche della Casa Bianca o perché si è finalmente reso conto di aver compiuto “un errore da matricola”, come lo ha impietosamente bollato Société Générale nel suo report di mercoledì sera. Si tratta di una strategia di mera sopravvivenza per Wall Street e, di converso, per il mondo intero. Quantomeno, di quella parte di mondo che non si oppone agli interessi e ai desiderata degli Usa, ruolo benchmark del dollaro in testa. Guardate questi grafici, i quali da soli spiegano perfettamente la dinamica in atto.
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https://www.ilsussidiario.net/news/economia-e-finanza/2018/12/1/spy-finanza-il-mondo-sullorlo-del-baratro-ecco-i-nuovi-indizi/1816538/

Un esercito europeo agli ordini degli Stati Uniti incentiverebbe solo l’imperialismo e la corruzione militare



L’idea di creare un esercito comunitario per le nazioni dell’UE è stata riproposta numerose volte, negli ultimi dieci anni, da molti sostenitori dell’elite globalista. L’ultimo esempio ci arriva dal Presidente francese Macron che, durante le commemorazioni per la fine della Prima Guerra Mondiale, ha sfruttato l’occasione per rivitalizzare un’idea che rappresenta più una fantasia che una possibilità reale.
Prima le buone notizie. Richard Shirreff, un ufficiale di carriera in pensione dell’esercito inglese aveva dichiarato che: “Penso che dovremmo andarci piano con i pettegolezzi riguardo ad un esercito europeo. Un esercito è una forza militare legale che dipende dall’autorità di un governo sovrano. Se si accetta questa definizione, il concetto stesso di un esercito europeo è impossibile, fino a che non ci sarà un governo europeo dotato di pieni poteri, che ovviamente non esiste. E penso che questa sia una meta ancora lontana.”
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Aiutiamo l’Africa andandocene via



“Il debito è la nuova forma di colonialismo. I vecchi colonizzatori si sono trasformati in tecnici dell’aiuto umanitario, ma sarebbe meglio chiamarli tecnici dell’assassinio. Sono stati loro a proporci i canali di finanziamento, i finanziatori, dicendoci che erano le cose giuste da fare per far decollare lo sviluppo del nostro Paese, la crescita del nostro popolo e il suo benessere…Hanno fatto in modo che l’Africa, il suo sviluppo e la sua crescita obbediscano a delle norme, a degli interessi che le sono totalmente estranee. Hanno fatto in modo che ciascuno di noi sia, oggi e domani, uno schiavo finanziario”.
Questo discorso fu tenuto nel 1987 da Thomas Sankara all’’assemblea dei Paesi non allineati’, OUA. Fu assassinato due mesi dopo.
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