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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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mercoledì 6 marzo 2019

Non è l’oro a dar valore alla moneta, è lo Stato

Non è l’oro a dar valore alla moneta, è lo Stato

le preoccupazioni di Annance sono infondate. Il Sole 24Ore, negli articoli segnalati e da te linkati, spiega bene i motivi per i quali non si profila alcun ritorno al gold standard. Le Banche Centrali cercano oro come collaterale in sostituzione dei titoli di Stato, non come sottostante della moneta legale. Paura della volatilità dei titoli e della moneta fiat in un mercato globale, ossia senza più ancoraggio solido dei titoli e delle monete agli Stati? Oppure manovra deflazionista, secondo parametri ordoliberisti, per imporre alle banche commerciali di dismettere i titoli del debito pubblico in loro possesso? Non possiamo saperlo con certezza ma è sicuro che l’oro nei bilanci delle banche non sarà mai moneta almeno fino a quando gli Stati non torneranno ad accettare i depositi aurei come moneta legale o sottostante della moneta legale.
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https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=61670

Gli americani si sentono forti per la debolezza degli europei

Gli americani si sentono forti per la debolezza degli europei

Alain de Benoist, filosofo francese delle nuove sintesi, ha rilasciato una intervista al magazine Free West Media sulle relazioni tra Usa ed Europa offrendo come sempre una ampia visione culturale e geopolitica. Alla domanda sulle eventuali ritorsioni prospettate dagli americani alle compagnie tedesche coinvolte nella costruzione di Nord Stream 2 il pensatore ha replicato: “Gli americani si sentono forti perché sanno che gli europei sono deboli. Le notizie dimostrano ogni giorno che l’Unione europea non è una potenza europea, ma semplicemente un mercato europeo. In questo mercato, tuttavia, gli americani hanno una leva significativa. Uno dei principi più importanti è l’extraterritorialità della legge statunitense. Ciò consente a Washington di difendersi da operazioni e influenze finanziarie o commerciali. Ad esempio, diverse banche francesi sono state multate per miliardi di euro per non aver preso in considerazione le sanzioni statunitensi contro questo o quel paese”.
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La base e il limite della democrazia è il relativismo

La base e il limite della democrazia è il relativismo

È inutile girarci attorno; andiamo dritti al punto: la democrazia sgorga dal relativismo e il relativismo è l’orizzonte della democrazia. Perciò, per essere democratici sino in fondo, bisogna essere relativisti; chi non accetta il relativismo, non accetta sino in fondo la democrazia. Può piacere o non piacere, ma è così; e non ci sono chiacchiere di sofisti che possano modificare d’una virgola questo stato di cose. La democrazia non è solo un sistema di governo, è anche l’espressione di una antropologia; e infatti il suo padre nobile è Rousseau, uno che credeva nella bontà originaria dell’uomo e sosteneva che la cattiveria viene all’uomo dalla società. È un’idea tanto puerile quanto gratuita, che si commenta da sola; ma è l’idea di Rousseau; ed è un fatto che su questa idea poggia tutto l’edificio ideologico della democrazia. Senza l’idea di una bontà originaria dell’uomo, risulta difficile, se non impossibile, sostenere che gli uomini, in quanto somma dei cittadini, hanno sempre ragione, o meglio che la maggioranza di essi ha sempre ragione; risulta difficile fondare l’idea stessa di sovranità popolare, a meno di ammettere che la democrazia può trasformarsi in un vero e proprio manicomio istituzionalizzato, dove la maggioranza afferma di aver sempre ragione e impone la sua “verità” per legge, anche a dispetto dell’evidenza e del buon senso.
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Il neoliberismo è il nostro vero nemico

Il neoliberismo è il nostro vero nemico

«Tenerli sotto controllo non era difficile. Perfino quando in mezzo a loro serpeggiava il malcontento (il che, talvolta, pure accadeva), questo scontento non aveva sbocchi perché privi com’erano di una visione generale dei fatti, finivano per convogliarlo su rivendicazioni assolutamente secondarie. Non riuscivano mai ad avere consapevolezza dei problemi più grandi»: così si esprimeva George Orwell, allievo niente di meno che di Aldous Huxley, nel romanzo distopico “1984”.
Il neoliberismo, che è la base economica del moderno capitalismo assoluto (speculativo e finanziario), va necessariamente compreso per inquadrare le attuali dinamiche socio-politiche ed economiche: infatti, esso costituisce il filo rosso e la scaturigine fondamentali di quello che viene definito Pensiero Unico (nel quale si sostiene, tra le altre cose, il primato dell’economia sulla politica).
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Uccidiamo il Pil: ecco perché bisogna cambiare il modo in cui misuriamo la ricchezza delle nazioni

Uccidiamo il Pil: ecco perché bisogna cambiare il modo in cui misuriamo la ricchezza delle nazioni

Pubblichiamo il quinto capitolo di L'illusione della crescita. Perché le nazioni possono essere ricche senza rinunciare alla felicità di David Pilling (Il Saggiatore): "La rete ha rubato il mio Pil"

È una serata fredda e piovosa a New York. Siete nel vostro appartamento ad ascoltare jazz contemporaneo su Spotify, quando improvvisamente venite colti dal desiderio di sfuggire ai rigori dell’inverno per un weekend in Bassa California, un posto che volete visitare da quando un’entusiastica recensione su TripAdvisor ha attirato la vostra attenzione. Aprite il portatile e iniziate a cercare. Su skyscanner.com digitate gli aeroporti jfk e San José del Cabo, inserite le date del prossimo fine settimana e selezionate. Solo voli diretti. Nel giro di pochi minuti avete fornito gli estremi della vostra carta di credito e prenotato l’opzione più economica a disposizione.

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Cosa aspettarci dall’intervista di Fazio a Macron? Che il "Deep State" in Italia c’è ed è radicato e pericoloso

Cosa aspettarci dall’intervista di Fazio a Macron? Che il "Deep State" in Italia c’è ed è radicato e pericoloso

Nella giornata di venerdì Fabio Fazio ha annunciato l’arrivo di Emmanuel Macron, presidente francese, nella sua oramai storica trasmissione “Che Tempo Che Fa”. Un capo di Stato straniero. Sul primo canale. Sulla tivvù di Stato. Ospite! Ebbene sì, è questa l’ultima trovata del comico, presentatore e produttore ligure annunciata sul social network americano twitter.
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Paura del futuro

Paura del futuro

Quarant’anni fa, di questi tempi, finiva la storia, finiva la modernità e cessava di battere il novecento, come l’avevamo conosciuto fino allora. Il nome che indicava questo congedo o questo collasso, diventò presto virale: postmodernità. Si intitolava La condizione postmoderna il libro-segnaepoca di Jean-Francois Lyotard, uscito nel 1979 che aprì le danze e la fuga dalla storia e dall’ideologia del progresso.
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Macron scrive all'Europa...

Macron scrive all'Europa...

Macron scrive all'Europa (il testo integrale sul Corriere di oggi). In nome della "pace" (la pace europea è tale per le classi dirigenti del Vecchio Continente, per le masse popolari non è meno oppressiva della Pax Romana di infausta memoria) il nostro invita 
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Altro che Isis, i terroristi più pericolosi sono gli americani

Altro che Isis, i terroristi più pericolosi sono gli americani

J’accuse.
Chi sono i più pericolosi terroristi del mondo? I guerriglieri dello Stato islamico che si sono battuti, con grande coraggio, a Mosul e Raqqa? Quelli che con altrettanto coraggio si stanno difendendo quasi fino all’ultimo uomo nella ridotta siriana di Baghuz contro forze preponderanti, esercito di Assad, russi, turchi, i formidabili combattenti curdi appoggiati dall’aviazione Usa? I ‘lupi solitari’, soggetti che stanno fra una radicalizzazione estrema e paranoia, che hanno colpito in Francia, in Germania, in Turchia? No, i più pericolosi terroristi del mondo sono i gloriosi United States of America.

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PESSIMA COSA CHE IL GOVERNO BRITANNICO SOSTENGA IL REGIME SAUDITA, UNO DEI PIÙ BRUTALI SULLA TERRA – KEN LIVINGSTONE



La complicità del Regno Unito e degli USA con l’Arabia Saudita smonta definitivamente qualsiasi retorica occidentale sul rispetto dei “diritti umani” e sulle presunte guerre per “portare la democrazia”.
Sebbene il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt sostenga che” i legami con l’Arabia Saudita aiutano a mantenere il Regno Unito al sicuro”, nessuno può negare i crimini interni ed esteri dei sauditi e nessun governo occidentale dovrebbe sostenerli. 
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