STUPIDA RAZZA

martedì 11 agosto 2020

Lo Stato di rovescio



Si chiama Stato di diritto – locuzione derivata dall’espressione Rechtsstaat, coniata dalla teoria giuridica tedesca del XIX secolo – quella forma di governo che sottopone se stessa alla legge attraverso la divisione dei poteri e la formazione di istituzioni di garanzia. Presupposto dello Stato di diritto è che l’esercizio arbitrario del potere venga contrastato con la regolazione dell’organizzazione e del funzionamento dei pubblici poteri, attraverso istituti normativi e modalità istituzionali.
Se la definizione è corretta, l’Italia è entrata trionfalmente nel territorio dello Stato di rovescio. All’inserimento progressivo nel corpus giuridico di norme che limitano l’esercizio della libertà di parola e la possibilità concreta di diffusione del pensiero, potrebbe presto aggiungersi la proposta di legge “Costanzo e altri” (Atto camera 2592) tesa a introdurre i reati di “istigazione a disobbedire alla legge elettorale, di isolamento sociale o affettivo e di istigazione alla rinuncia o al rifiuto dei trattamenti sanitari.” La politica del carciofo – o della rana bollita- continua senza posa: pezzi di libertà concreta si perdono progressivamente nella passività di massa.
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