STUPIDA RAZZA

giovedì 11 luglio 2019

La dipendenza tecnologica e la fine dell’era della libertà



La tecnologia può essere affascinante, ma anche nociva per il vero progresso umano e, quando dico “progresso,” non intendo avanzamenti nel mondo delle macchine ma miglioramenti nel mondo delle persone, e il primo non porta necessariamente al secondo.
In primo luogo, riconosco pienamente che ogni volta che qualcuno tenta di criticare l’innovazione tecnologica, rischia di essere etichettato come “svitato” o “vecchio fossile,” una barbara reliquia di un’era ormai passata. Tuttavia, questo atteggiamento è indice di ignoranza. Presume che il percorso che stiamo seguendo come specie sia un miglioramento perpetuo, almeno finché continueremo a seguire il grande dio della tecnologia; ma cosa succederebbe se questa ipotesi fosse completamente sbagliata? E se invece ci stessimo, a tutti gli effetti, devolvendo, piuttosto che evolvendo?
Non sono qui per grugnire e minacciare con la clava la ruota, il motore a combustione interna e il computer programmabile: mi piacciono tutte queste cose. Quello che non mi piace è il futuro oscuro che vedo, quando l’umanità trasformerà le macchine in una grande “bambinaia” digitale di metalli e polimeri e perderemo la nostra capacità di prenderci cura di noi stessi. La dipendenza è la pietra angolare della schiavitù e la nostra civiltà sta diventando sempre più dipendente.
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