
Mentre gli italiani osservano con comprensibile preoccupazione un Consiglio Europeo che ha messo in mostra ancora una volta il lato peggiore dell’Ue, animata da contrasti, egoismi e barriere invalicabili, ci sono alcune considerazioni che è già possibile fare sul Recovery Fund e sulla sua possibile attuazione. In attesa di capire se e come Conte riuscirà a strappare un accordo che pare molto lontano, basta infatti tirare fuori la calcolatrice e un po’ di buonsenso per capire che il piano di aiuti in discussione a Bruxelles non è nemmeno questa gran cosa. A partire dalle tempistiche: tutti danno ormai per scontato che la prima tranche, 10-15 miliardi di euro, sarà in dirittura d’arrivo soltanto nel 2021. Un po’ tardi, francamente, per dare un mano ad aziende e famiglie finite in ginocchio a causa della crisi.
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