
Mentre a Bruxelles si battaglia ignobilmente sul come rendere un “Mes 2.0” il Recovery Fund, teoricamente uno strumento “solidale” con cui l’Unione Europea dovrebbe affrontare la sfida della ricostruzione una volta vinta la lotta al coronavirus, un articolo tedesco – l’unico che dia questa notizia – chiarisce la natura dei rapporti interni alla “comunità europea”.
Siamo tutti investiti da una collosa propaganda “europeista” che presenta come “salti di civiltà” una serie di meccanismi “tecnici” pensati per trasferire risorse e filiere produttive (oltre che “risorse umane” di medio-alto livello) dai paesi mediterranei a quelli del “grande Nord”.
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https://comedonchisciotte.org/i-mostri-che-vivono-tra-bruxelles-e-berlino/
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