
Mascherina obbligatoria all’aperto dalle 18 alle 6 e chiusura di discoteche, sale da ballo e locali assimilati su tutto il territorio nazionale. Questo in buona sostanza il contenuto dell’art. 1, primo comma, lettere a) e b) dell’ordinanza ministeriale con cui il ministro della Salute Roberto Speranza ha stretto le maglie dell’estate italiana.
Una ordinanza emanata in forza della risalita dei contagi, notizia tra l’altro smentita dai dati diffusi nella giornata ieri, che ha visto il numero dei nuovi contagiati diminuire di circa centocinquanta unità rispetto al giorno precedente, senza morti (appena 4) e con pochissime persone ricoverate in terapia intensiva, 55 in tutta Italia. Le limitazioni della libertà personale in assenza di emergenza, quello stato di emergenza che Conte ha prorogato fino al 15 ottobre e che Speranza ha richiamato nella sua ordinanza. Non è vero dunque, come ha detto il Presidente del Consiglio a fine luglio, che la proroga serviva per fare in fretta nella corsa alla riapertura delle scuole, serviva invece per richiudere da un giorno all’altro alcune attività economiche e obbligare sessanta milioni di italiani a rimettere le mascherine anche all’aperto, in pieno agosto e senza alcun riscontro scientifico.
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