STUPIDA RAZZA

mercoledì 17 febbraio 2016

Meglio un'isola felice o un continente triste?


Mi capitano spesso conferenze, incontri, presentazione dei miei libri, corsi di formazione; e, quando illustro realtà concrete che stanno cambiando qualcosa partendo da loro stessi (quindi progetti come ecovillaggi, comunità intenzionali, centri per le tecnologie alternative, progetti di ecovicinato), mi capita di frequente di sentire l’obiezione: “Sì, bei progetti ma sono solo isole felici”. E poi di seguito inizia la filippica che è tutta colpa dei partiti, bisogna cambiare la politica, bisogna partire dai bambini dalle scuole, insomma va bene che qualcuno ha trovato forse una strada, ma di certo non è la soluzione a tutti i problemi. Nelle persone che non vogliono cambiare veramente c’è sempre la scusa, l’obiezione pronta contro chiunque provi a fare qualcosa e più questo qualcosa è concreto e più sorgono dubbi, non sia mai che quel qualcuno ci riesce pure a costruire una alternativa; allora come minimo va criticato, sminuito o nel migliore dei casi ridotto ad “isola felice”.
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http://www.ilcambiamento.it/editoriale/isola_felice.html

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