I massicci investimenti nei data center per l’intelligenza artificiale stanno assorbendo energia, operai e capitali negli Stati Uniti: manifattura e case crollano mentre Wall Street scopre gli effetti devastanti della “malattia olandese”.
Dietro la facciata scintillante dei record di Wall Street e dei prodigi dell‘intelligenza artificiale, si nasconde una voragine che sta prosciugando le risorse della prima potenza mondiale.
Jason Furman,ha calcolato che gli investimenti in tecnologia e software hanno spiegato da soli ben il 92% della crescita del PIL statunitense nella prima metà del 2025.
La realtà senza il silicio fa tremare i polsi: togliendo la costruzione febbrile dei data center, la crescita reale del PIL americano nei primi sei mesi dello scorso anno sarebbe stata di un asfittico 0,1%.
Praticamente una stagnazione mascherata da boom tecnologico.
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