Come il “comunitarismo”, il “populismo” è
diventato oggi una parola per nascondere di tutto. Ne è prova il fatto
che personaggi molto differenti tra loro come Nicolas Sarkosy,
Ségolène Royl, Georges Marchais, Jean –Luc Mélenchon, Bernard Tapie,
José Bové, Marine Le Pen, Christophe Blocher, Jörg Haider, Geert
Wlider, Silvio Berlusconi, ma anche Mao Zedong, Mussolini, Juan Peron,
Getùlio Vargas, Fidel castro, il colonnello Gedhafi, Umberto Bossi,
Ahmed Ahmadinejad, Luis Inàcio”Lula” da Silva o Hugo Chàvez si sono
visti attribuire questa etichetta. “La parola è dovunque, la sua
definizione da nessuna parte” diceva qualche mese fa lo storico Phlippe
Roger. “ Semplicemente noi non disponiamo di niente che assomigli ad
una teoria del populismo”, aggiungeva il politologo Jean-Werner
Mueller: Cerchiamo dunque almeno di definire questo termine in un modo
più rigoroso di quanto lo si faccia d’abitudine.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=44878
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
UN PATTO DI POST-CRESCITA PER L’ITALIA
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per il bene del pianeta e per giustizia verso i paesi più poveri, le economie ricche devono ridurre produzione e consumo. Ma attenzione: n...

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