STUPIDA RAZZA

venerdì 15 maggio 2020

I massacri del terrorismo sionista che fondarono Israele

rifugati palestinesi dopoguerra


Ne ho conosciuti tanti,di profughi palestinesi. Non abbastanza. Ma abbastanza perché sia in grado di raccontare la loro Memoria.
In un mondo in cui Memoria significa solo Olocausto, io oggi ricordo la memoria di chi, non nei campi di concentramento nazisti, ma in quelli istituiti nel loro stesso paese, o in Libano, dalle vittime diventate carnefici, continua ad aspettare che giustizia sia fatta.
Penso al vecchino del campo profughi di Deheisheh, Betlemme, che mi accolse in casa sua come una vecchia amica. Era originario del villaggio di Zakaria, mi disse.
Penso a Shahira, che vive nel campo profughi di Chatila, dove 38 anni fa, le falangi cristiane libanesi, con il supporto dell’esercito israeliano, sterminarono la sua famiglia, lasciando in vita solo lei ed i suoi tre figli. Shahira, originaria di Haifa , sguardo fiero ed indomito, resistenza, chiede giustizia, non intende rassegnarsi né arretrare . Vuole andare nella sua terra. Vuole poter posare i suoi piedi su quel terreno di cui oggi gode chi glielo ha rubato. Nessuna incertezza nella sua voce, sia quando condanna un massacro inutile, che aveva il solo scopo di annientarli, sia quando dice che lei andrà a casa sua, in Palestina…in tutta la Palestina.

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