Per farsi ascoltare sul destino dell'acciaio, i lavoratori devono spegnere la benzina. Un'intera città e una regione intera sono messe di fronte al paradosso perfetto: salute o lavoro? Acciaio o carburante? Mentre a Roma si approvano decreti "ponte", sul territorio si spegne la catena di distribuzione dell'energia reale.
Chi ci guadagna: La burocrazia delle grandi quote emissive e chi gestisce le catene logistiche estere. Se l'acciaio e la raffinazione italiana rallentano o chiudono, la quota di mercato non sparisce: viene redistribuita a competitor stranieri che inquinano di più e vendono a prezzi maggiorati.
Chi ci perde: La comunità locale, i lavoratori lasciati nella trappola dei "piani sociali" d'emergenza e l'intera filiera produttiva del Mezzogiorno.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
giovedì 15 ottobre 2026
È FINITA LA BENZINA. IL SUD STA CROLLANDO "E LORO LO SANNO !" 😔🤷♀️
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