A settembre l’inflazione USA riparte con un balzo dell’8,1% annualizzato: i rincari colpiscono servizi, auto ed energia, costringendo la Fed a valutare un nuovo aumento dei tassi a spese di mutui e prestiti.
La consueta ricetta monetaria insiste nel curare l’inflazione frenando la domanda con tassi alti, fingendo di ignorare che questa linea non risolve i rincari energetici o tecnologici, ma scarica tutto il peso su lavoratori e debitori. Chi confidava in un atterraggio morbido dovrà attrezzarsi per una frenata brusca.🤷♀️
LEGGI TUTTO :

Nessun commento:
Posta un commento