STUPIDA RAZZA

mercoledì 22 aprile 2020

La fenice e i tecnosudditi




“Offri al popolo gare che si possono vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari … Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottiscili di “fatti” al punto che non si possano più muovere tanto sono pieni, ma sicuri di essere “veramente ben informati”. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi” (Fahrenheit 451 Ray Bradbury)
Ieri sono uscita dal bunker dopo quasi due settimane di autentica clausura, non per Covid ma per via di una brutta infezione all’occhio.Il dolore intenso e la visione ciclopica non mi hanno impedito di continuare a frugare,fra perniciose nanopolveri e nanotesla che inondano e demielinizzano le sinapsi,in cerca di frammenti di verità, con sempre troppe angolazioni da sviscerare e approfondire, di qui il diritto-dovere alla complessità di lettura del reale proprio quando gli occhiali forniti dal regime come mascherine monovalenti sono quelli dell’ipersemplificazione, della barbara voluttà della cultura del frammento incapace di decodificare più di un cinguettio per volta:
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